LECCE – Corini, “l’amabile strizzacervelli”: ama ‘Ciceri e tria’ e non vede l’ora di godersi il mare salentino
Gli piace “Ciceri e tria” e non vede l’ora di farsi una vacanza per godersi il mare del Salento. Mister Eugenio Corini, allenatore del Lecce, si è confidato alla Gazzetta dello Sport, raccontando qualche aneddoto e qualche suo lato caratteriale sin qui tenuto nascosto.
L’AMABILE STRIZZACERVELLI – “Io strizzacervelli dei miei giocatori? Sì, mi ci vedo. Mi piacerebbe essere un mix ideale creato grazie alle qualità di tre allenatori che hanno inciso nella mia carriera di calciatore”. Ossia: “Cagni resta attualissimo per la metodologia e la professionalità; Guidolin mi ha insegnato tanto per la cura dei particolari: quando giocavo, talvolta, mi pesava ripetere certe prove sul campo, poi ho compreso il valore assoluto di quei dettagli; e Delneri, sempre un punto di riferimento per la visione di gioco corale. Da loro tre, soprattutto, ho preso quell’attenzione manciacale che metto ogni giorno nella mia attività. Uno strizzacervelli, però amabile”.
LE RETI SIMBOLO DEL SUO GIOCO – “L’essenza più pura è nella rete di Pettinari contro il Chievo, dopo nostri 16 tocchi consecutivi e l’assist di Maggio per Sterfano. Sempre in qiella partita, l’allungo poderoso ed elegante di Hjulmand con il passaggio decisivo a Coda. E contro il Cittadella, il break col quale Tachtsidis riparte e porta palla sino a illuminare la via del gol a Coda”.
VACANZA E SORPRESE – “Magari, appena possibile, la prima la farò nel mare del Salento. Con la pelata che mi ritrovo, già da marzo ho dovuto proteggermi dal sole, qui picchia forte. Mi sono sempre definito un uomo che ama la nebbia nella quale è cresciuto, ma, avendo vissuto per anni a Palermo, Napoli, Genova e Crotone, ora qui a Lecce, ho apprezzato le zone del mare. Qui a Lecce ho imparato a gustare qualche piatto tipico come ‘ciceri e tria’. Prima o poi imparerò il dialetto. E io e i miei collaboratori abbiamo messo nel mirino il medico sociale Congedo per qual modo che hanno qui di prolungare alcuni suoni. ‘Con’ diventa ‘conno‘, ‘non’ diventa ‘nonno“. E poi racconta una sorpresa organizzata da Fabrizio Miccoli, proprietario dell’appartamento in cui abita e che, fece trovare, inaspettata, a casa la famiglia dell’allenatore: “Non credevo ai miei occhi, fu un regalo straordinario averli tutti insieme con me nella mia Lecce”.
(foto: E. Corini, ©uslecce)
