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CALCIO – Caos a tutti i livelli: i calciatori non ci stanno, la Serie C non vuole ripartire. Gravina tira dritto. Dilettanti, si decide come chiudere la stagione

Protesta l’Associazione Calciatori perché si ritiene discriminata dalle decisioni della Federazione, definite “irricevibili”. I motivi li spiega il presidente Damiano Tommasi: “Ci chiedono di tornare in campo ma permettono il pagamento di un solo stipendio in sei mesi. In sostanza, le società potrebbero pagare la sola mensilità del mese di maggio a fine agosto, ottenendo la possibilità di iscriversi al prossimo campionato“. Per i calciatori, la situazione sarebbe ancora più grave se si pensa che gli stessi dovranno (o dovrebbero) scendere in campo per giocare la parte finale di stagione (con playoff e playout o meno), affrontando il rischio Covid-19 con un solo stipendio. Ciò perché le norme sulle iscrizioni ai campionati stralciano le mensilità di marzo e aprile, ponendo come termine il 31 ottobre la scadenza per le tre mensilità estive.

SERIE C IN ANSIA – Ribolle la situazione anche in Serie C. Il presidente  Francesco Ghirelli ha dichiarato che, come testimoniano i medici delle società, è praticamente impossibile rispettare i protocolli sanitari per motivi economici. Dal canto suo, il presidente federale Gabriele Gravina ha dichiarato che la delibera di ripresa delle attività è “un inno al gioco e al desiderio di confrontarsi sul campo e di competere regolarmente”.

DILETTANTI, COME CHIUDERE? – Riguardo i Dilettanti, infine, c’è grande attesa per il Consiglio federale Lnd di oggi quando si getteranno le basi per la risoluzione del problema verdetti nei vari campionati territoriali.