L’INTERVISTA – Parola agli esperti, il dott. Mele (Casarano) ha dubbi sulla ripresa: “Protocolli Figc? Servirebbero mini-ospedali da campo”
Lunedì 4 maggio partirà la “Fase 2”, nella quale si cercherà una convivenza con il virus, oltre ad una lenta e graduale ripresa, si spera, verso la normalità, dopo quasi due mesi di lockdown totale. La pandemia ha colpito in modo notevole anche il mondo del calcio, con la Federazione che oggi, assieme al Governo ed al Comitato tecnico-scientifico, lavora ad una cauta ripresa degli allenamenti che potrebbero essere il preludio all’eventuale ripartenza, al momento abbastanza improbabile.
Tralasciando per un attimo il mondo dei professionisti, oggi abbiamo fatto un salto in Serie D, raccogliendo le sensazioni del dottor Gianluigi Mele, responsabile dello staff medico del Casarano Calcio, che ha espresso il suo parere in vista di un’eventuale ripresa.
ALLENAMENTI E NUOVI PROTOCOLLI – “La parola calcio in queste situazioni credo che sia abbastanza generica, è un po’ come parlare di automobili senza fare la distinzione tra una Ferrari ed una Panda. In queste situazione occorre analizzare ogni singola realtà nella propria specificità, differenziando quindi il calcio dilettantistico da quello professionistico. Noi in via ufficiosa abbiamo ricevuto dei protocolli della FIGC, e onestamente credo che per seguire il tutto occorrerebbero dei mini ospedali da campo, proponibili ai nostri livelli con grandissima difficoltà. Per quanto riguarda il Casarano Calcio nello specifico, credo che personalmente posso lamentarmi veramente poco, visto che qui fortunatamente abbiamo a che fare con una società che si è sempre messa a totale disposizione, accogliendo, anche con grande dispendio economico, tutte quelle che sono state le nostre esigenze. Quindi, con sacrificio da parte di tutti, e quando parlo di tutti mi riferisco anche a coloro che non hanno formazione medica, credo a Casarano potremmo anche seguire i protocolli che ci sono stati proposti, avendo anche una struttura che potrebbe accogliere tutti i nostri calciatori e che ci permetterebbe anche di seguire da vicino tutti i nostri tesserati, under su tutti, perchè spesso ci si dimentica che in queste categorie si ha anche a che fare con dei veri e propri ragazzi. In questo senso, Casarano rappresenterebbe anche un’isola felice, ma poi occorre anche pensare ad altre società e a situazioni diverse dalla nostra, con squadre che probabilmente non avrebbero la forza di mettere in pratica tutti i protocolli, e che sarebbero costrette ad un’inevitabile resa. Allenarsi a distanza significherebbe non dare la possibilità di fare una partitella durante la settimana. Ma la partita la domenica come si farebbe? Onestamente io continuo a vedere grandi difficoltà”.
ASPETTI LEGALI – “Quando si parla di ripresa delle attività, spesso non si prendono in considerazione gli aspetti legali della faccenda, poiché in futuro, un eventuale nuovo contagiato avrebbe tutte le possibilità e le motivazioni per andare a chiedere dei ristori per il danno che eventualmente potrebbe subire. Tutto ciò, non andrebbe a riguardare solo ed esclusivamente un calciatore, ma ogni singolo tesserato che ruota attorno al sistema calcio, perchè per esperienza dico che una singola partita andrebbe a coinvolgere quasi un centinaio di persone”.
SITUAZIONE NEI DILETTANTI – “Io personalmente nei dilettanti predisporrei una grande cautela, cercando di voltare pagina e ripartire per bene a settembre, ma ripeto questo sarebbe il mio personale punto di vista per diversi motivi. In questa fase di inattività il professor Sciurti, con grande professionalità ha fornito ai ragazzi una tabella di allenamento, ma occorrerebbe anche capire come siano stati eseguiti questi allenamenti. Dopo 60 giorni di pausa, serviranno almeno 20-30 giorni di preparazione, sarebbe inconcepibile ricominciare da un giorno all’altro, fuori ogni logica. In chiusura vorrei dire che l’operazione alla quale si è sottoposto Lobjanidze, è andata nel migliore dei modi, grazie al grandissimo lavoro svolto dal professor Cerulli. D’ora in avanti il ragazzo comincerà la riabilitazione”.
