LECCE – Sticchi Damiani non ci sta: “Oggi non è stato applicato il regolamento, decisione inspiegabile”
Il presidente del Lecce, Saverio Sticchi Damiani, protesta, con garbo ma in maniera netta, contro la decisione arbitrale che, di fatto, ha influito in maniera decisiva sulla gara persa contro la Lazio. Sul 2-1 per i bianconcelesti, infatti, è stato annullato il gol di Lapadula che aveva ribattuto in porta una respinta di Strakosha sul rigore battuto da Babacar. L’arbitro, il signor Manganiello, sollecitato dal Var, ha annullato il gol perchè, secondo i giudici al video, Lapadula era entrato in area prima che Babacar colpisse il pallone.
Dalle immagini si vede che l’attaccante del Lecce è al limite dell’area, forse con la parte alta del corpo è dentro, ma non solo: in area ci sono almeno tre difensori laziali, decisamente più avanti rispetto alla linea di Lapadula. Rigore da ripetere? No, punizione per la Lazio.
“Fa male – dice il presidente all’ufficio stampa giallorosso – perdere così. Abbiamo giocato una grande partita tirando in porta 18 volte, abbiamo avuto un atteggiamento propositivo contro una grande Lazio e ciò vale ancora di più. Dispiace, però, dover parlare di un paradosso regolamentare. Oggi non è stato applicato il regolamento che prevede la ripetizione del rigore nel caso ci fosse invasione in area da parte di giocatori di entrambe le squadre. Della Lazio ce n’erano almeno tre o quattro sicuri, Lapadula forse era dentro col corpo, ma in questo caso ci stava la ripetizione. Inspiegabilmente si è ripreso il gioco con una punizione per la Lazio. Il regolamento dice altro, la decisione ha clamorosamente condizionato la partita. Si è applicato il regolamento in modo differente rispetto a quello che recita. Se in Serie A non c’è certezza delle regole, facciamo fatica tutti. Non sappiamo come spiegare ai nostri 4mila tifosi, e a chi ci segue, questa situazione. Il rigore di Calderoni? Si poteva dare e non dare, è stata un’interpretazione molto generosa. Ora ne parleremo tra di noi e vedremo cosa è giusto fare”.
