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in foto: Gonzalez,una delle pochissime note liete
copyright: Coribello/SS

LECCE – Una squadra spenta con molto fumo e nessun arrosto sulla brace: le pagelle

LE PAGELLE DI FIORENTINA-LECCE

Falcone 6,5: Sul gol è poco responsabile: quel pallone era di Gallo e Gallo doveva rinviarlo lontano. Compie altri tre o quattro interventi precisi e puntuali, bene nelle uscite e nelle prese alte. Battezza con una buona prova la sua prima settimana in azzurro, lì, a pochissimi chilometri dal Franchi.

Gendrey 6: Corre come un dannato ma spesso lo fa senza costrutto, finendo anche coi crampi. Specie nelle prime parti dei due tempi, trova gli spazi per andare in lungolinea e per mettere qualche pallone alto al centro o arretrato a rimorchio di nessuno, con le tre punte che attaccano contemporaneamente il primo palo (sic!). Decisiva una chiusura su Saponara.

(78′ Cassandro) sv: Esordio in A in una delle giornate più opache della sua nuova squadra.

Baschirotto 6: Qualche pallone in tribuna, diversi buoni anticipi ma anche molti lanci lunghi per i compagni un po’ troppo sparacchiati alla cieca. Non trova mai il tempo per lo stacco di testa, ma c’è da dire che di palloni giocabili non gliene arrivano.

Umtiti 6: Implacabile su Kouamè che se ne esce dal campo coi dolori di testa. Un po’ meno sullo sgusciante Cabral, a causa del quale dovrà saltare la prossima a Empoli.

Gallo 5: Purtroppo, un altro suo errore decisivo. Come domenica scorsa col Torino, quando fu battuto allo sprint da Sanabria, questa volta, per provare ad anticipare Nico Gonzalez che gli arrivava da dietro, infila la sua porta. Quasi mai precisi i cross in area avversaria, generoso in fase di appoggio, ma con pochissimi risultati.

Blin 6: Pomeriggio a corrente alternata. Si prende un giallo sacrosanto dopo 20 minuti e riesce a gestirlo bene sino al 70’. Mette dentro un buon pallone per Colombo che il 9 schiaccia debolmente. Più efficace in entrambe le fasi in avvio di ripresa, ma poi finisce la benzina. Sufficienza per la solita generosità.

(70′ Maleh) 5: Prima azione, nemmeno dopo un minuto dal suo ingresso in campo: fallo su un suo ex compagno, cartellino giallo e squalifica per la prossima. Basta questo.

Hjulmand 6: Il predicatore nel deserto, ma attorno a sé ha compagni che non sembrano molto interessati alle sue parabole. Non si risparmia mai, rischiando anche più volte un giallo e andando a un soffio dal provocare un rigore su Nico Gonzalez.

Gonzalez J. 6,5: Bella prova dello spagnolo dopo un periodo d’appannamento. Dimostra di essere uno dei pochi ad avere il coraggio di prendere qualche iniziativa e di farlo anche con discreti esiti. Corre tanto, dialoga coi compagni, sbaglia fisiologicamente qualche pallone ma prova a inventare o a trovare qualche traccia interessante sulla tre quarti, finendo senza fiato.

(78′ Helgason) 6: Mette i suoi piedoni per sventare un paio di minacce viola, centrando l’obiettivo.

Di Francesco 5: Sui piedi ha il pallone per porre fine allo zero che si ripete ormai da quattro partire, ma non lo sfrutta. Errore che pesa come quello di Gallo.

Colombo 6: Per toccare qualche pallone deve arretrare di qualche metro, allontanandosi dalla porta che già sembra larga 10 centimetri. Lotta e si propone per qualche uno-due, andando raramente al tiro verso la casa di Terracciano. Carica di un giallo Igor ma non tira quasi mai. Avrebbe bisogno di un partner accanto (Ceesay?) ma forse questo sarebbe chiedere troppo.

(83′ Ceesay) sv: Un pallone giocabile, spiovente in area, ci va in maniera goffa, toccandolo col braccio/petto. Avrebbe meritato di giocare qualche minuto in più, magari un tempo intero.

Strefezza 6: Offre a Di Francesco un pallone di platino che, sui piedi dell’ex Empoli, diventa di piombo. Soffre i raddoppi sistematici degli avversari e gli spazi strettissimi che gli lasciano a disposizione. Nonostante questo, trova la scucchiaiata geniale per Di Francesco in avvio di ripresa che meritava ben altra sorte. Avrebbe anche il tiro più letale di tutti, ma non trova mai gli spazi per sganciarlo, anche perché, coprendo tutta la fascia, ci arriva col fiato corto.

(70′ Oudin) 5,5: Magari sarebbe stato interessante vederlo all’opera un po’ prima. Qualche pallone manovrato ma nulla di che.

Baroni 4,5: Forse anche in questa occasione verrà fuori, dai numeri, che il Lecce sarà entrato in area avversaria una cinquantina di volte. Ma gli altri numeri, quelli dei tiri in porta, sono impietosi: uno (più uno, nella propria). E ancora più impietosi sono quelli delle ultime quattro partite, con zero punti e zero gol segnati. Non fa nulla per smuovere un po’ le acque stantie e fangose in cui navigava la sua squadra, pur avendo approcciato benino alla gara, sino allo sciagurato intervento di Gallo. Cambi conservativi e forse anche un po’ troppo tardivi per una squadra che si trovava sotto di un gol e che doveva necessariamente cambiare il corso delle cose per provare a strappare quantomeno un punto da un campo, ad oggi, molto difficile per tutti. La sosta potrà essere una mano santa, ma lavorerà con una rosa ridotta all’osso per via delle tante convocazioni dei suoi. E, alla prossima, mancheranno Maleh e Umtiti. Unica soddisfazione della giornata: la sconfitta del Verona, che lascia immutato il margine della zona rossa a otto punti. Questa, però, è una magrissimissimissima soddisfazione. Dov’è il Lecce visto tra novembre e gennaio? Mistero.