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foto: archivio
ph: Coribello/SS

LECCE – Una squadra da battaglia che cede solo all’ultimo respiro: le pagelle del pari di Roma

LE PAGELLE DI LAZIO-LECCE

Falcone 7: Riscatta un gol preso sul suo palo con almeno altri tre interventi miracolosi, due dei quali “alla Garella”. Mancava solo che salvasse col tacco sul colpo di testa di Milinkovic-Savic. Vice MVP della gara nella sua Roma.

Gendrey 7: Un “train a grande vitesse” su tutta la fascia e per tutta la gara, senza fermate intermedie. Esce sfinito dopo aver confezionato un assist d’oro per il primo gol di Oudin e aver sofferto e lottato sino all’ultima goccia di benzina disponibile.

(77′ Romagnoli S.) 6,5: Alza il livello di centimetri della difesa negli ultimi caldissimi minuti. Autore di due chiusure pesanti e tre quarti: sull’ultimo pallone, fa quel che può, il resto è solo sfortuna.

Baschirotto 6: Beffato da Immobile e da un gran pallone di Luis Alberto, unico errore della gara, si riscatta col passare dei minuti mettendoci il carico di grinta e di sostanza. Un po’ meglio nei lanci lunghi.

Umtiti 6: Sorpreso e sovrastato da Milinkovic sull’ultimo pallone. Unica pecca, insieme ad un’avventata uscita palla al piede al limite dell’area, di una gara fin lì quasi perfetta in un palcoscenico degno della sua classe.

Gallo 6: Generoso e diligente soprattutto in fase difensiva. Si sgancia quando può ma l’intesa con Banda non è granché. Rischia un rigorino mettendo le mani addosso su Milinkovic-Savic.

Blin 6: Si butta dentro e guadagna un rigore pesante come un bisonte. Concede un po’ troppo spazio a Luis Alberto che inventa per Immobile. Sfortunato nella deviazione sul cross che ha portato al 2-2. Rimedia col cuore a qualche pecca tecnica, l’impegno non manca mai.

Hjulmand 6,5: Il gran maestro di cerimonie colleziona un’altra prova di livello anche all’Olimpico. Intelligente e rapido di pensiero e d’azione, guida la squadra in entrambe le fasi, alzando la voce, da capitano, richiamando i compagni a dare il massimo. Anche oggi una calamita.

Oudin 7,5: Serata da infiocchettare e da raccontare a figli e nipotini. Due gol da attaccante puro a contorno di una prova di sacrificio, corsa e fantasia. Due gol che potevano avvicinare clamorosamente il traguardo salvezza già da oggi. Al Lecce mancavano i gol delle mezzali, sono arrivati a quattro giornate dalla fine. Meglio tardi che mai. Basta non fermarsi, ora.

(82′ Helgason) 5,5: Una punizione guadagnata e poco altro. Flemma nordica.

Strefezza 6: Stavolta non guarda il portiere sino alla fine, come fatto con l’Udinese, e chiude troppo il destro incrociato. Mica facile da cancellare dalla mente un errore del genere, arrivato dopo poco più di 20 minuti e con tre quarti gara ancora da giocare. Si riscatta con un assist da 11 punti per il secondo gol di Oudin. Avrebbe meritato il gol per la grande umiltà e applicazione nel sacrificarsi a tutta fascia, ma magari segnerà quello salvezza contro lo Spezia.

(77′ Gonzalez J.) 6: Venti minuti di clava in mezzo al campo, compreso un giallo ricevuto.

Colombo 5,5: Recupera il pallone da cui nasce l’1-2 del Lecce. Maluccio nel primo tempo, meglio nella ripresa, quando trova convinzione nelle giocate. Ma serve sempre di più, molto di più.

(68′ Ceesay) 5,5: Qualche leziosismo di troppo quando contava tenere e prendere qualche palla, specie alta.

Banda 6: Andato a tanto così da un’espulsione, fa saltare le coronarie a tutti i tifosi. Sgancia un destro centrando lo specchio della porta, ed è già una notizia. Salterà la prossima ma ne avrebbe potute saltare anche due.

(68′ Di Francesco) 6: Gara di sacrificio quasi da mediano o difensore aggiunto, entra in campo quando la Lazio preme forte, non riuscendo a far salire la squadra.

All. Baroni 6,5: Porta a casa un punto su cui pochissimi ci speravano alla vigilia, specie dopo il pomeriggio nero col Verona. Ritarda un po’ troppo il cambio di Banda che stava per lasciare la squadra in dieci. La squadra gioca alta, corre, pressa, anche se i problemi sotto porta restano tutti. Oudin goleador è una sua invenzione. Resta il rammarico, ora da trasformare in grinta e cuore contro lo Spezia, gara che vale una stagione.