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foto: P. Corvino
ph: Coribello/SalentoSport

LECCE – Un mese alla riapertura del mercato. Aspettando la prossima “corvinata”

Manca ormai meno di un mese (apertura: 2 gennaio) al mercato di riparazione. Mai come quest’anno, il via alla sessione suppletiva di contrattazioni è atteso con particolare trepidazione.

Come più volte ripetuto da Pantaleo Corvino, a gennaio di affari veri e propri non se ne fanno granché. Il mercato vero e proprio lo si fa in estate. Il dirigente di Vernole, però, ha costruito e consolidato una carriera trasformando la finestra invernale in un laboratorio (“il mercato delle idee”) di intuizioni, rischi calcolati e colpi che spesso hanno cambiato il destino delle squadre che ha guidato.

Quello dello scorso anno, ai fini della stagione 2024/25, non si è rivelato particolarmente incisivo. A gennaio 2024 arrivarono, in ordine cronologico: Jesper Karlsson, in prestito dal Bologna (13 presenze e un gol); Danilo Veiga (13 presenze) e Tiago Gabriel (due presenze), a titolo definitivo dall’Estrela Amadora; Elijah Monte Scott (zero), difensore classe 2006 dallo Stoccarda, a titolo definitivo; Konan N’Dri (undici), a titolo definitivo dal Leuven; infine, Marco Sala (due), in prestito dal Como. Nel frattempo, Veiga e Tiago Gabriel sono diventati titolari, quest’anno. In particolare, il centrale è nel mirino di diverse società di rango, specialmente in Serie A.

Lasciarono Lecce Luis Hasa (Napoli), Dario Daka (Trapani), Andy Pelmard (risoluzione), Remy Oudin (Sampdoria), Ed McJannet (Cerignola), Alexandru Borbei (Cluj), Patrick Dorgu (Manchester United), Henri Salomaa (Casertana), più il fine prestito anticipato di Kevin Bonifazi (Bologna).

L’affare principe, ovviamente, fu la cessione milionaria di Dorgu al Manchester, operazione capace di garantire ossigeno e progettualità a un club che, per modello e filosofia, vive di sostenibilità. Corvino ha spesso fatto centro, individuando giocatori sottovalutati altrove, inserendoli in un contesto tecnico chiaro, valorizzandoli e trasformandoli in risorse utili, tecniche o economiche. Negli anni le sue “corvinate” sono diventate un marchio riconoscibile. Il mercato invernale, da questo punto di vista, offre un vantaggio: emergono esigenze chiare e i giocatori in cerca di spazio diventano occasioni più o meno economiche.

Non sempre, però, la scommessa risulta vincente. Non tutte le operazioni di gennaio hanno lasciato il segno. Alcuni acquisti si sono rivelati meteore, giocatori arrivati e ripartiti senza impattare sul campo. Il rischio fa parte del gioco, soprattutto per un club che sceglie di puntare su profili giovani in cerca di rilancio e con pochi soldini nel salvadanaio.

Guardando alla prossima finestra, il quadro è chiaro. Il Lecce sta esprimendo una buona solidità, ma ha bisogno di aggiungere peso e imprevedibilità in attacco, soprattutto in termini di gol prodotti. Un centravanti o una seconda punta che possa migliorare la pericolosità offensiva sembrano la priorità, attese le prestazioni, ancora sotto tono, di Nikola Stulic e ricordando che Francesco Camarda ha ancora 17 anni. In attesa che i nuovi arrivati in estate riescano ad adattarsi quanto prima alla Serie A (Perez, Kouassi, Siebert, Alex Sala, gli stessi Stulic e Camarda).

Ci sarà la corvinata? È auspicabile, soprattutto. Perché gennaio, in fondo, è sempre stato il mese in cui il Lecce si riallinea, corregge, cresce e sorprende. O, almeno, prova a farlo. Trasformare la finestra più complicata in un’opportunità è pane quotidiano di Pantaleo Corvino e di Stefano Trinchera. A un mese dall’apertura delle trattative, l’aria è già densa di attesa.