ph: Coribello/SalentoSport
LECCE – Un allenamento per il Milan, un altro colpo al cuore per i tifosi giallorossi
Sarebbe pleonastico giudicare singolarmente i calciatori scesi in campo (sulla carta) con la maglia giallorossa questa sera.
Già alla vigilia c’era aria funesta per la pessima prova di domenica col Cagliari. Partita non c’è mai stata, nemmeno in undici contro undici. Almeno due le categorie di differenza tra questo Milan e il Lecce di oggi.
Ciò che preoccupa maggiormente è la totale mancanza di idee e di voglia di giocarsi la partita con orgoglio, nonostante la cifra tecnica nettamente superiore degli avversari. Tralasciamo gli aspetti tecnico-tattici perchè il Milan ha giocato una gara di allenamento contro undici (dieci) ragazzi scesi in campo già sconfitti in partenza.
Le perplessità che aleggiavano durante e dopo la fine del calciomercato ora rimbombano sempre di più: con che criteri è stata costruita questa squadra dall’area tecnica giallorossa? Come si farà ad affrontare un campionato con due sole punte? Senza esterni difensivi che siano affidabili? Con centrali difensivi che appaiono spaesati (Siebert) e/o con la testa altrove (Gaspar)? Con un centrocampo senza un regista, senza mezzali di inserimento, senza due piedi decenti che possano dettare un passaggio smarcante verso quell’anima in pena che è l’unica punta al centro dell’attacco? E senza esterni che saltino gli avversari sulle fasce, in zona d’attacco?
Da qui al 2 gennaio, come si andrà avanti con questa rosa di basso livello? Non sarebbe stato meglio mettere l’orgoglio da parte e richiamare quantomeno Maleh e Guilbert che sono due calciatori di esperienza, messi fuori rosa per motivazioni tecniche non ben specificate? O pescare da subito nel mercato degli svincolati? Tre mesi così saranno un calvario. In attesa di capire se Di Francesco continuerà a nutrire della fiducia della sua società, o meno.
