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SERIE A – Salvezza obiettivo concreto per il Lecce: contro le dirette avversarie è vietato sbagliare

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Il ritorno del Lecce nel massimo campionato di calcio italiano dopo sette anni è stato salutato nel tacco d’Italia come uno dei più grandi successi sportivi di quella realtà, nonostante le mille difficoltà che il club salentino ha dovuto patire nel recente passato. Il nuovo impatto con la Serie A, come da previsioni, non è stato dei più semplici, anche se ad onore del vero, i giallorossi pugliesi possono guardare al futuro con ottimismo anche in relazione ai risultati di questa prima parte di campionato.

Le ultime settimane, infatti, hanno regalato più sorrisi che preoccupazioni in casa Lecce, nonostante qualche sconfitta in più che poteva essere anche evitata. Adesso i salentini si apprestano ad affrontare la seconda parte della stagione, consapevoli del fatto che nel corso della finestra estiva di mercato arriverà qualche nome capace di fare fin da subito la differenza in campo, così da mettere gli uomini di Liverani nelle condizioni di poter giocare alla pari gli scontri diretti contro le rivali per la lotta salvezza.

Eppure, c’è ancora tanto da lavorare. Lo sa bene l’allenatore dei salentini che di recente è finito nel mirino delle critiche per alcune scelte circa l’undici titolare (come quello sceso in campo nella disfatta contro il Brescia, diretta rivale per la salvezza) rivelatesi poco felici visto il risultato finale del match. Non manca a questo Lecce l’ambizione, né lo spirito battagliero che vede proprio nel sul tecnico Liverani il suo punto di forza. Ma, come amano ripetere gli esperti, sul rettangolo verde ci vanno i calciatori e sono questi chiamati a dimostrarsi all’altezza del compito loro affidato.

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Servono però rinforzi, questo è chiaro. Specialmente nel reparto arretrato che è il settore della formazione del Lecce che peggio sta rendendo rispetto agli altri. I salentini, infatti, vantano il non invidiabile record di difesa più perforata di tutta la Serie A. Sui veterani Fabio Lucioni (32 anni) e Luca Rossettini (34 anni) i complimenti si sono sprecati sinora. I due centrali difensivi hanno tirato avanti la carretta del reparto da soli, nonostante gli acciacchi e nonostante l’età non più giovane. Eppure, è forse giunto ora il momento di trovare un terzo uomo che possa dar fiato ai due.

Sulla linea mediana del campo, il Lecce può dirsi anche più fortunato anche se preme la necessità di ritoccare la squadra a gennaio, portando in Salento un mediano capace di segnare il tempo e dare i ritmi ai propri compagni di squadra. In avanti, i nomi che ha a disposizione Liverani possono sin da subito garantire un adeguato numero di gol atto a garantire la permanenza nella massima serie al Lecce. Anche perché, giocatori del calibro di La Mantia, Farias, Falco, Babacar e Lapadula giocherebbero titolari almeno nella metà delle squadre di Serie A oggi in campo.

Appare del tutto logico a questo punto fare una riflessione anche sull’aspetto più tecnico, ovvero quello legato al tipo di gioco che il Lecce impone sul campo, un elemento che fino a poco tempo fa rappresentava una certezza per Liverani. Nelle ultime giornate, invece, abbiamo assistito ad una involuzione sotto questo punto di vista. I giocatori del Lecce sembrano essere meno propensi a mettere pressione sulle difese avversarie e, al contempo, a giocare di rinvio e sulle seconde palle in fase di non possesso. Quel che è certo è che i salentini non possono più fallire l’appuntamento, specialmente contro le dirette avversarie nella sempre ingarbugliata bagarre salvezza. Per fare ciò i giallorossi devono cominciare a macinare punti pesanti anche in casa dove nelle prime sette partite della stagione sono arrivati solo quattro punti (frutto di quattro pareggi, tra cui anche quello prestigioso contro la Juventus). Il potenziale c’è, tanto che risulta inutile cominciare a fasciarsi la testa o imbastire processi. Al tecnico Liverani il compito di raddrizzare la rotta del suo vascello e quello di farlo veleggiare sul mare della tranquillità col vento in poppa.