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foto: il dt Corvino e il ds Trinchera

LECCE – Riapertura del mercato: cosa manca, cosa serve, cosa servirebbe, cosa non serve alla rosa giallorossa

Facciamo il punto della situazione in casa Lecce alla riapertura delle trattative di calciomercato. Proviamo a capire dove la rosa offre garanzie, dove ci sono delle lacune, dove si potrebbe intervenire per assicurare valide alternative all’allenatore. Ovviamente, l’analisi è esclusivamente una nostra opinione e non intende perseguire secondi o terzi fini.

🙂 PORTIERI: Il reparto più completo in assoluto, pure troppo, dato che in distinta, ad ogni partita, ne vanno addirittura quattro. Uno tra Borbei e Samooja potrebbe essere messo sul mercato. Chi eventualmente non partirà farà il terzo dietro agli intoccabili Falcone e Fruchtl.

🙁 DIFENSORI: Con la decisione (giusta) di mettere fuori rosa lo sciagurato Pelmard, il Lecce si ritrova con il solo Guilbert nel ruolo di terzino destro; serve, dunque, in primis un secondo elemento da utilizzare in quella posizione. Come centrali, visto il rientro in rosa di Bonifazi dopo il lungo infortunio e dato che i tempi di recupero per Gaspar potrebbero essere lunghi, ad occhio ne servirebbero due, ma probabilmente ne arriverà uno solo per aumentare le scelte di Giampaolo, ora limitate ai soli Jean e Baschirotto (che non è che stiano brillando particolarmente). Contro la Lazio si è visto Pierret al centro della difesa; contro il Como, nella parte finale, ci ha giocato Coulibaly: entrambi si sono disimpegnati abbastanza bene, ma restano esclusivamente degli adattamenti in posizioni non di loro competenza principale. Sarebbe interessante capire se ci sono dei margini per riportare, quantomeno in prestito sino a giugno, Pongracic a Lecce, visto che a Firenze non vede campo. Come terzino sinistro c’è il solo Gallo, con la solita variante Dorgu a coprire eventuali buchi da squalifica o infortuni.

😐 CENTROCAMPISTI: Il rientro di Berisha ha ridisegnato le gerarchie: il classe 2003 sembra destinato ad essere il regista titolare a scapito di quel Ramadani che ha dimostrato di non essere propriamente un regista ma più un centrocampista di rottura. In quel ruolo, comunque, sono utilizzabili (ma come alternative contingenti) anche Coulibaly e Pierret. Come interno di centrocampo è tornato Helgason che ha giocato due spezzoni di partita contro Venezia e Monza, ma non è escluso che l’islandese non possa essere rimesso sul mercato, magari in prestito sino a fine stagione; McJannet è destinato ad andare a giocare fuori, forse in Serie B, per accumulare esperienza, dato che di partite giocate, da agosto ’24 a oggi, ne ha solamente due, le ultime due con la Primavera. Gestione del calciatore da rivedere: bel prospetto, mai utilizzato in prima squadra, con due sole gare ufficiali (in Primavera) giocate nella prima parte di stagione. Capitolo Marchwinski: l’acquisto estivo più dispendioso della stagione 24/25 si è dimostrato, sinora, un flop: una sola presenza ufficiale in campionato (da subentrato) alla prima contro l’Atalanta, poi solo panchine e infortuni; in aggiunta, ben due partite di Coppa Italia, una da titolare, una da subentrato. Cosa fare col polacco? Aspettarlo o rimetterlo sul mercato, dato che con gli schemi di Giampaolo sembra anche di difficile collocazione tattica? Ramadani, scontento, potrebbe chiedere di essere ceduto per giocare altrove. Kaba: il francese, reduce da un lungo infortunio, ha giocato solamente sette partite (sempre da subentrato) ma non ha mai convinto appieno. Oudin: sempre più un fantasma per questa squadra, vista anche l’ultima apparizione a Como quando è entrato in campo con superficialità, sbagliando praticamente ogni pallone toccato. In sostanza: per il centrocampo potrebbe essere necessario individuare (almeno) un interno di gamba e di qualità, che possa assicurare anche qualche gol, viste le possibili partenze di Helgason, Ramadani, McJannet, Oudin.

🙁 ATTACCANTIIl Lecce ha di granlunga l’attacco peggiore del campionato. Corvino, nella conferenza stampa pre-natalizia, ha affermato che il reparto avanzato è a posto così con Krstovic, Rebic e Burnete nel ruolo di punte centrali. Il montenegrino ha segnato quattro gol in 18 partite ma ha un rendimento decisamente al di sotto della sufficienza. Lotta, si sbatte, calcia in porta da qualsiasi posizione e in qualsiasi condizione, ma spesso senza essere efficace. Magari gli servirebbe un partner d’attacco per giocarci insieme, ma Rebic, che va per i 32 anni, non sembra avere nelle gambe oltre un tempo di gioco. La terza opzione Burnete, che, in una stagione e mezzo di Serie A, ha giocato solamente sette minuti con la Lazio (prima giornata dello scorso campionato, fornendo anche un assist) è più che un’incognita. Di esterni offensivi ce ne sono: Morente sembra essersi messo in carreggiata dopo diversi mesi di adattamento alla nuova realtà; Sansone ha giocato solamente cinque spezzoni di gara e meriterebbe sicuramente più minutaggio, anche perché è senza dubbio il calciatore più tecnico a disposizione di Giampaolo; Banda è ai box ma quando ha giocato non è che abbia combinato granché; Pierotti è sempre sul confine tra l’essere considerato una valida alternativa da esterno d’attacco e il non essere classificabile in un ruolo specifico. Hasa: mai visto all’opera, è già in direzione Napoli. Dorgu: non v’è dubbio che una delle tre maglie da titolari in attacco andrebbe data sempre al danese. In definitiva: siamo sicuri che il Lecce sia coperto sia nel ruolo di punta centrale, sia nel ruolo degli esterni d’attacco? A nostro avviso, a gennaio, servirebbe un altro centravanti di peso per dare alternative a Krstovic (Rebic non sembra essere impiegabile da prima punta), e magari un altro esterno che possa essere alternato a Morente o Pierotti.

Per riassumere, a nostro avviso al Lecce servirebbero immediatamente: un terzino destro; (almeno) un difensore centrale; un interno di centrocampo; una punta e un esterno d’attacco.