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foto: O. Gandelman
ph: Coribello/Salentosport

LECCE – Rebus trequartista: c’è Gandelman ma non è al meglio. E poi? Il mistero Marchwinski e le soluzioni d’emergenza

Con Omri Gandelman a mezzo servizio e con Lassana Coulibaly fuori dai giochi per infortunio per circa tre settimane, ci si interroga su chi, tra gli elementi a disposizione di mister Di Francesco, possa svolgere il ruolo di vice trequartista.

A guarda bene nella rosa giallorossa, di trequartisti non ne mancano. Filip Marchwinski, da due anni a Lecce, è trequartista di ruolo. Considerando esclusivamente l’annata 2023/24, il polacco, con la casacca del Lech Poznan, giocando da trequartista, chiuse la stagione in campionato (prima divisione polacca) con otto gol e cinque assist, senza contare le gare di Coppa e di qualificazioni di Conference League. L’arrivo in Italia nell’estate del 2024 – non si è mai capito se richiesto o meno da Luca Gotti che era l’allenatore pro tempore – e poi la sfortunatissima serie di infortuni tra cui la rottura del crociato a gennaio 2025 – hanno fatto il resto. Oggi Marchwinski, che è andato in panchina già undici volte senza entrare in campo nemmeno per un minuto, resta uno dei più grossi misteri della recente storia del Lecce, giacché né Gotti, né Giampaolo, né Di Francesco ci hanno mai scommesso mezzo euro sopra.

Si dirà: “ma c’è Helgason che potrebbe, eventualmente, dare il cambio a un Gandelman magari stremato dopo un’ora di gioco a Roma…”.  Messo sul mercato, poi reintegrato in rosa forse più per necessità che per altro, l’islandese, da agosto a oggi, è stato utilizzato solo una volta da titolare (nella gara di Udine il 25 ottobre, rilevato da N’Dri a inizio ripresa) per poi racimolare solamente altri cinque spiccioli di presenza. Helgason e Di Francesco non hanno, evidentemente, mai legato l’uno con l’altro.

E Alex Sala? Anche lo spagnolo sarebbe, sulla carta, un trequartista di ruolo ma non sembra riscuotere la fiducia del tecnico abruzzese che lo ha impiegato solamente sette volte in tutta la stagione, due da titolare ma risaliamo a settembre scorso.

La questione del trequartista, o del sottopunta, si potrebbe anche risolvere spostando Pierotti dietro al centravanti, lasciando il ruolo di esterno d’attacco destro magari a N’Dri. Ma una mossa del genere forse genererebbe squilibrio alla squadra, impegnata in una sfida, sulla carta, difficilissima e in uno stadio in cui non vince da quel leggendario 2-3 dell’aprile 1986.

La sensazione è che Di Francesco preferirà la gestione conservativa e poco sperimentale. Ma in una volata salvezza dove ogni punto è ossigeno, nulla deve essere lasciato di intentato.