foto: Stulic festeggia Pierotti dopo l'1-0ph: Coribello/Salentosport
LECCE – Punti pesanti e vecchi difetti: la strada è quella giusta ma la paura e i cali di tensione vanno evitati
Quanto pesanti siano stati i punti raccolti nel primo pomeriggio di domenica dal Lecce contro la Cremonese lo si vede dalla classifica aggiornata al termine del 28° turno. I giallorossi guadagnano punti su Pisa (3), Cremonese (3), Fiorentina (2), Torino (3) e Cagliari (3), tenendo le distanze da Verona (+9) e Genoa (-3), entrambe vittoriose nella nona giornata di ritorno.
La marcia del Lecce verso l’obiettivo della quarta salvezza consecutiva accelera con lo scontro diretto portato a casa grazie ai gol di Pierotti (primo) e Stulic (terzo stagionale). Ora la squadra di Eusebio Di Francesco ha tre punti di vantaggio sulla terzultima che è proprio la Cremonese di Davide Nicola ed è quintultima, con alle spalle anche la Fiorentina, incapace di superare al “Franchi” un Parma ormai quasi tranquillo.
SULLE TRACCE DEL 2024/25 – A dieci giornate dalla fine il Lecce 2025/26 sta ricalcando i passi del Lecce 2024/25. Al termine della 28esima giornata dello scorso campionato, il Lecce aveva 25 punti (quindi due in meno rispetto a quest’anno) e un vantaggio di tre punti sulla terzultima che era l’Empoli a 22. Fu una giornata molto negativa la 28esima del campionato 2024/25 perché il Lecce sciupò due gol di vantaggio contro il Milan, finendo per perdere 2-3 gettando via tutto nei 22 minuti finali. L’aspetto confortante è il mini bilancio fatto registrare negli ultimi cinque incontri nei quali i salentini hanno portato a casa nove punti su 15 disponibili, cosa mai successa in precedenza in questa stagione. Attenzione, però: dalla 29esima alla 33esima giornata, il Lecce portò a casa un solo punto che fece nuovamente scattare tutti gli allarmi del caso prima della tragedia di Graziano Fiorita che fu una mazzata tremenda per tutti.
CORAGGIO E BLACK-OUT – Lecito, dunque, essere moderatamente ottimisti anche se – si può dire – non tutto è stato risolto. La squadra ancora accusa dei periodi di black-out come la prima fase della ripresa, inaugurata col gol lampo di Bonazzoli che blocca le gambe dei calciatori di casa per almeno una ventina di minuti. Bene invece la squadra nel primo tempo: dopo una prima fase di fisiologico studio reciproco, con le due squadre bloccate dalla tensione e dalla paura di sbagliare, il Lecce accelera trovando la rete del vantaggio su calcio da fermo, un angolo battuto da Gallo e indirizzato in porta da Pierotti che non segnava da tempo immemorabile (31 gennaio 2025, doppietta al Parma, quindi oltre un anno e due mesi). Il gol dell’argentino carica psicologicamente la squadra che chiude il primo tempo all’attacco con coraggio e sfrontatezza, trovando il gol del raddoppio con un rigore conquistato e trasformato da Stulic, affondando i colpi specialmente sulla corsia sinistra con Gallo e (soprattutto) Banda scatenati.
SEGNALI DI PAURA – Ciò che lascia perplessi è l’approccio alla ripresa, forse presa un po’ sotto gamba visto il gol incassato da Bonazzoli dopo due minuti, frutto di calo di tensione e di distrazione. Ci pensa poi Falcone a infondere nuova dose di coraggio alla squadra, bloccando una rovesciata del solito Djuric (che deve avere un conto aperto col Lecce) ma il Lecce continua a soffrire e i cambi di Di Francesco (Cheddira-Stulic) si fanno attendere sino al minuto 66, per fortuna ancora sul punteggio di 2-1 e quando gli avversari ne avevano già fatti quattro. In quel segmento di gara il Lecce si scrolla di dosso un po’ di paure, producendo quattro buone azioni offensive con un tiro di Cheddira ribattuto, un siluro di Ramadani da fuori respinto da Audero, un liscio di Coulibaly dal cuore dell’area di rigore e un contropiede con assist al centro di Ngom per Cheddira lungo di poco. Al 74’ Nicola si gioca il tutto per tutto mandando in campo anche Sanabria, schierando la squadra a quattro punte. Solo al 78’ arrivano le nuove mosse di Di Francesco: Banda per Gandelman e Jean per Pierotti, con la squadra che passa a un 5-3-1-1. Un Lecce, dunque, che si copre, contro degli avversari sempre più dentro la metà campo giallorossa. Un Lecce che preferisce uno schieramento più accorto, forse mandando un segnale di paura verso gli avversari. Il finale è convulso con un gol annullato giustamente a Payero, col Lecce che fatica a tenere un pallone in avanti con Gandelman e Cheddira, con Fofana che calibra male l’assist che poteva valere il 3-1, con due paratone di San Wladimiro prima su Payero, poi su Bonazzoli. E, per finire, col brivido del possibile rigore causato da Jean su Sanabria, arrivato dopo un assurdo fallo in attacco fischiato a Cheddira.
I numeri, per ora, danno ragione a Di Francesco: con due punti in più rispetto alla passata stagione e una ritrovata continuità nei risultati, il Lecce pare aver imparato dai propri errori. La strada è quella giusta, ma la gestione dei cambi e la tenuta mentale nei momenti di pressione restano temi all’ordine del giorno. Per ora, i giallorossi si tengono stretti questi tre punti pesantissimi, consapevoli che, nonostante qualche ombra, il destino è tutto nelle loro mani.
