foto: Stulic in azione contro il Bolognaph: Coribello/SalentoSport
LECCE – Problema attacco, da Stulic e Camarda si attendono risposte immediate. E anche dal mercato…
Come tutte le squadre impegnate nella lotta per non retrocedere (e non solo, sarebbe giusto aggiungere), anche il Lecce è alle prese con una serie di problematiche a cui ovviare. Tra questi si prende il primo, se non addirittura primissimo piano il tema attaccanti, con la coppia Stulic-Camarda che stenta a decollare in termini di confidenza con il gol ed anche solo con il tiro. Nessuna squadra di A, ad oggi, ha infatti segnato di meno dei giallorossi a livello di punte centrali.
Situazione difficile – Dodici giornate, appena meno di un terzo del cammino, sono sufficienti per arrivare ad una prima analisi adeguata di quanto fatto dalle due punte. Queste si sono alternate, non giocando mai in coppia se non nel finale del match con il Cagliari con scarsi risultati, nel ruolo di terminale offensivo del 4-2-3-1/4-3-3 di Eusebio Di Francesco, dando il meglio di loro nelle gare (o in alcune porzioni delle stesse) di maggior lotta ed equilibrio (con Genoa e Verona Camarda, con Milan e Fiorentina Stulic) vedendosi poco e niente nel complesso in area avversaria. L’unico gol è il colpo di testa di Camarda con il Bologna, ma anche le conclusioni sono pochissime (7 il serbo, 5 l’italiano) e lo stesso vale per l’indice xG (0,55 per Stulic, 1,22 per Camarda con dato cresciuto dell’80% per il rigore con il Napoli).
Attenuanti – Va detto che i dati vanno per buona parte in coerenza con quello che è il trend offensivo di una squadra che già di base crea poco. O almeno mette pochi palloni veramente utili per le punte, poiché le occasioni da rete create sono 54, non pochissime visto che il Lecce è dodicesimo in questa graduatoria, ma meno del 15% di queste sono da considerarsi big chance. Non un ruolo ideale dunque quello del terminale offensivo per una squadra, il Lecce, che ha tra le sue pecche una qualità tecnica tra le peggiori del campionato un po’ in ogni reparto.
Necessità di una reazione e prospettive di mercato – Le attenuanti (incluso la giovane età dell’uno ed il venire da un torneo così differente dalla Serie A dell’altro) ci sono, dunque, ma fino ad un certo punto. Tutti, tifosi, compagni e addetti ai lavori, si attendono di più dai due, che hanno avuto il tempo sufficiente di adattarsi ad un torneo non “da attaccanti” come la Serie A non per esplodere, ma almeno per incidere di più di quanto non stiano facendo. Anche perché tra poco più di un mese sarà calciomercato invernale, una sessione dalla quale è lecito attendersi qualcosa dal Lecce. Non in termini di grande colpo, indici di liquidità e lunghezza della rosa comprensibilmente non lo consentono, ma allungare le scelte con qualcuno meno impiegato altrove che possa portare confidenza negli ultimi metri (non si chiedono le doppie cifre, ma almeno 2-3 gol in più) sarebbe una scelta intelligente laddove non necessaria.
(Alessio Amato, calciolecce.it)

