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foto: F. Coppitelli
ph: Coribello/SS

LECCE – Primavera, Coppitelli: “Fatichiamo ad avere continuità di gruppi ma alla lunga verremo fuori”

Dopo le glorie, certamente inaspettate, dello scorso anno, la Primavera del Lecce stenta ad ingranare la marcia. Dopo otto partite ufficiali (sei di campionato, una di Supercoppa e una di Youth League), la banda di Federico Coppitelli non ha ancora vinto un match. Clamoroso il tonfo nell’ultima dei campionato, in casa del Torino: 6-1 per i granata.

Della rosa dei campioni del 2022/23, sono rimasti in sei: Razvan Pascalau, Pol Munoz, Ed McJannet, Catalin Vulturar, Dario Daka, Marco Bruhn, mentre Daniel Samek, Rares Burnete e Jeppe Corfitzen sono nel giro della prima squadra, insieme a Borbei, Dorgu e Berisha. Burnete ha esordito in A nel minuti finali del match contro la Lazio, fornendo anche l’assist per il gol-partita di Di Francesco; Corfitzen, invece, ha giocato i minuti finali di Lecce-Napoli.

Una rosa, quindi, completamente rivoluzionata sulla quale, fisiologicamente, c’è ancora tanto da lavorare. C’è la bellissima vetrina della Youth League da onorare, con una gara di ritorno ancora da giocare, in casa contro l’Olympiacos, e due reti da recuperare. C’è il campionato, al termine del quale, quest’anno, ne retrocederà solamente una. Ci sono tantissime partite ancora da giocare e mister Coppitelli, di certo, non è un tipo che si fa scoraggiare dalle prime difficoltà.

“Prima dell’ultimo turno – le dichiarazioni dell’allenatore, riprese dal Nuovo Quotidiano di Puglianoi, Torino, Sassuolo e Fiorentina, le quattro semifinaliste dello scorso anno, eravamo tutte lì in fondo. Purtroppo, il campionato Primavera 1 è molto difficile, quindi, di fronte ad avversari di alto livello, se non sei al cento per cento o se hai difficoltà subito, non puoi affidarti solo ai tuoi valori ma devi fare prestazioni importanti, perché il livello è molto equilibrato. Diversi episodi ed errori molto gravi ci hanno penalizzato. Il calcio è fatto di episodi: magari può essere determinante perdere una marcatura su un calcio d’angolo, magari causare un rigore. Domenica abbiamo fatto due rigori: è chiaro che se, in una partita contro un avversario molto forte, dopo dieci minuti regali due rigori, diventa difficile. Ma anche contro l’Olympiacos è stata fatta una grande partita, però è chiaro che rimanere in dieci uomini al 12′ non è poi una situazione semplice. In questo momento dobbiamo lavorare sia sulla prestazione, sia sugli episodi, però sicuramente in questo momento gli episodi ci stanno frenando dal punto di vista dei risultati. Contro Lazio, Monza e Sampdoria meritavamo di vincere. Sulla rosa mi piacerebbe fare delle valutazioni dopo aver avuto un pochino più di tempo per lavorare, anche per capire bene questi ragazzi. Abbiamo un attaccante per noi importante che ancora non ha mai giocato, che è Helm (una sola presenza in campionato, 20 minuti contro la Lazio, ndr). E Burnete ha fatto una partita sola. E poi ci sono Jemo e Kodor, un ragazzo classe 2006 che, piano piano, deve fare il suo percorso. Questo campionato lo conosco molto bene: sono convinto che, alla lunga verremo fuori. È normale che non vanno bene i risultati come quello di domenica scorsa, ma sapevo che sarebbe stato un inizio complesso per noi che fatichiamo ad avere continuità di gruppi. Ma questo vale anche per le altre squadre”.