LECCE – Poca esperienza ma idee chiare, reduce dal miracolo-Ternana. Tutto su Liverani

Il neo allenatore giallorosso, presentato ieri pomeriggio, punterà molto sulla coesione del gruppo, sulle qualità a centrocampo e sull'intesa tra gli attaccanti

Foto: Fabio Liverani (©Salentosport.net)

Il suo arrivo a Lecce ha spiazzato in molti. Chi voleva il sergente di ferro, chi voleva un tecnico dal lungo curriculum, chi uno con diverse promozioni nel palmares, certamente è rimasto deluso dalla scelta societaria di puntare forte su Fabio Liverani, che di quanto citato sopra ha poco, molto poco. Eppure Meluso&co sono rimasti ammaliati dalle idee e dalle ambizioni di un allenatore che si è rilanciato fortemente a inizio 2017 grazie all’esperienza alla Ternana, dove ha dimostrato di saper concretizzare in panchina l’intelligenza tattica sviluppata nel corso dei tanti anni da regista prima di appendere le scarpette al chiodo, elementi che lo rendono degno della fiducia e dell’incoraggiamento di un ambiente, quello leccese, che comunque non vede l’ora di sostenere, e magari essere sorpreso in positivo, dalla nuova guida tecnica.

Nato a Roma nel 1976 da padre italiano madre somala, Liverani cresce nelle giovanili di Lodigiani, Palermo, Napoli e Cagliari, dove si mette in mostra prima di guadagnarsi l’esordio tra i professionisti. Questo avviene nel 1996 in C1 alla Nocerina, prima di consacrarsi come calciatore professionista nelle quattro stagioni successive alla Viterbese, dove conquista una promozione dalla C2 alla C1. Dopo una buona stagione nella terza serie italiana 1999/2000 (l’ultima nella categoria prima dell’attuale approdo nel Salento), si guadagna addirittura il salto in Serie A, che non lascerà più fino al termine della carriera (chiuderà ufficialmente a Lugano, in B svizzera, ma senza collezionare presenze). Nel corso delle stagioni con le maglie di Perugia, Lazio, Fiorentina e Palermo, oltre a vincere una Coppa Italia (con i biancocelesti nel 2004) e a guadagnarsi la maglia della Nazionale, ha modo di essere allenato da tecnici del calibro di Serse Cosmi, Dino Zoff, Alberto Zaccheroni, Roberto Mancini, Delio Rossi e Cesare Prandelli, da cui ha appreso tantissimo come lui stesso ha dichiarato. Lasciato il calcio giocato, si tuffa nel mondo degli allenatori partendo dalle giovanili del Genoa. Dopo due buone annate con gli Allievi, ecco l’occasione di guidare la prima squadra. Liverani paga l’impatto con una massima serie per cui probabilmente non è pronto e, nonostante un gran derby con la Sampdoria vinto per 3-0, a fine settembre è sollevato dall’incarico per aver sommato appena quattro punti nelle prime sei gare. Non molto più fortunata è, nella successiva stagione 2013/2014, l’esperienza oltremanica alla guida del Leyton Orient. Con il club dell’italiano Francesco Becchetti si approccia bene alla League One, la C inglese, ma al quattordicesimo turno ha messo in fila 5 vittorie, un pari e 8 sconfitte che lo portano al secondo esonero di fila. Dopo una stagione di inattività, ecco la nuova opportunità di rilancio alla Ternana, che lo chiama nel marzo 2017 per risollevare le proprie sorti in sostituzione di Gautieri, che a sua volta era subentrato a Carbone. Quando si siede sulla panchina rossoverde la situazione è disperata, con le fere ultime a soli 23 punti e a -9 dai playout. Ed è qui che Liverani compie il suo miracolo sportivo, collezionando in 13 partite ben 8 vittorie, 2 pari e 3 sole sconfitte, che gli consentono non solo di evitare gli ultimi tre posti, ma di salvarsi senza dover giocare i playout, risparmiando al club un fallimento che, in caso di Serie C, sarebbe stato certo. I Longarini, ex proprietari della Ternana, sono comunque costretti a cedere la società in estate, e il nuovo patron Stefano Bandecchi (ex Unicusano Fondi) opta per portare al Liberati il suo pupillo mister Pochesci. Il tira e molla societario a Terni fa perdere parecchio tempo al neo allenatore del Lecce, il quale si è limitato ad essere avvicinato da alcuni club senza concrete offerte, fino a quella, molto importante sotto tutti i punti di vista, dei giallorossi che lo ha convinto a scendere nei meandri della Serie C alla ricerca di una nuova impresa.

Liverani approda al Via del Mare per guidare una squadra costruita per il 4-3-3, ma non è un mistero che il suo modulo prediletto sia il 4-3-1-2. Il tecnico laziale infatti cercherà di plasmare con il tempo una squadra in grado di giocare con il rombo, in modo da erigere una mediana di qualità e un tandem offensivo più vicino alla porta. Pur non essendo il classico sergente di ferro pretende molto dai suoi calciatori soprattutto dal punto di vista dell’intensità, che unita alla qualità può fare la differenza in Serie C. Pressing e possesso palla sono i suoi dogmi, anche se non disdegna affatto quel gioco verticale che ha appreso soprattutto dallo zemaniano Delio Rossi, e che a Lecce hanno già saputo tanto apprezzare.

Alessio AMATO
Giornalista, scrittore e imprenditore nel settore dei servizi culturali. Iscritto all'albo dei pubblicisti dal 2016, già collaboratore de Il Giornale di Puglia, il Corriere dello Sport e, dal 2013, redattore di SalentoSport.net.

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