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LECCE – Nove mesi di Corini: una stagione vissuta sulle montagne russe. I nomi dei possibili successori…

Dopo esattamente nove mesi (22 agosto 2020 – 22 maggio 2021), quindi, si chiude l’esperienza di Eugenio Corini sulla panchina del Lecce. La decisione, unilaterale, va a spezzare quell’accordo triennale che legava il club giallorosso all’allenatore bresciano.

Una decisione “spietata e lucida”, come hanno riferito i vertici dell’Us Lecce, nelle parole del presidente Saverio Sticchi Damiani e del direttore dell’area tecnica Pantaleo Corvino, presa dopo il crollo verticale delle ultime giornate, playoff compresi.

A nulla, quindi, sono servite le parole di Corini che, a più riprese, aveva parlato delle gare col Monza e col Cittadella come partite nelle quali “i dati oggettivi” dimostravano altro rispetto all’effettivo risultato finale.

I NUMERI DI CORINIQuaranta panchine, playoff compresi e Tim Cup esclusa, per Corini (34 effettive, al netto di una squalifica e della degenza per Covid) nelle quali l’allenatore ha racimolato 16 vittorie, nove sconfitte e 15 pareggi. Media punti, playoff compresi: 1,575. Non una media da Serie A (1,92 l’Empoli, 1,81 la Salernitana, 1,68 il Monza, terzo poi eliminato ai playoff).

Dopo l’esordio a secco col Pordenone, la prima vittoria era arrivata ad Ascoli (0-2 alla seconda), subito seguita dalla batosta di Brescia (3-0). Poi due pareggini contro Cremonese e Cosenza, e un poker di vittorie contro Pescara, Entella, Reggiana e Chievo (17 reti in quattro gare). A fine novembre, il Lecce sembrava avere tutte le carte per dire la sua per l’altissima classifica, ma poi è arrivato il primo forte rallentamento: cinque partite, zero vittorie (pari contro Venezia e Frosinone in casa, pari a Salerno, doppia sconfitta contro Pisa e Spal). Complice il Covid, che ha costretto il tecnico a staccarsi dalla sua panchina nel mese di dicembre, la squadra non ha brillato, pur chiudendo con delle discrete prove vincendo col Vicenza, pareggiando contro Cittadella, Monza e Empoli e vincendo a Reggio Calabria.

INNESTI INVERNALI E SPRECHI – Il mercato invernale guidato da Corvino ha regalato a Corini nuove pedine per riassettare la squadra che, però, non ha subito reso sul campo, pareggiando a Lignano col Pordenone, perdendo in casa con l’Ascoli e pareggiando al Via del Mare col Brescia. Dalla gara di Cremona in poi, però, qualcosa sembrava effettivamente esser cambiata: battendo i grigiorossi e poi il Cosenza in casa, la squadra ha preso consapevolezza dei suoi mezzi, gettando via due punti a Pescara in zona Cesarini e altrettanti con l’Entella in casa. Punti persi che, alla fine, peseranno tantissimo nel bilancio di fine campionato. Dalla gara di Reggio Emilia in poi, però, il Lecce ha fatto ricredere tutti, anche i più scettici: una cavalcata trionfale di sei vittorie consecutive (contro Reggiana, Chievo, Venezia, Frosinone, Salernitana e Pisa), mettendo in atto anche un gioco frizzante, efficace e divertente, ha lanciato i giallorossi nelle sfere altissime della classifica. La Serie A, a quel punto, sembrava cosa fatta. Ma non è stato così: chiusura d’anno con quattro sconfitte in sei gare, prova inguardabile e senza carattere a Venezia, gara dominata ma non concretizzata, al Via del Mare, contro i lagunari. Fine stagione, ciao Serie A. E anche ciao Corini.

L’EREDE – La società ha dimostrato di non voler perdere tempo ed è già alla ricerca del suo sostituto. Sempre molto lontana la pista Fabio Liverani (Monza?), col quale il club giallorosso non si è lasciato nel migliore dei modi, nove mesi fa. Il nome più gettonato, al momento, è quello di Marco Baroni, attuale tecnico della Reggina e indimenticato calciatore giallorosso di fine anni ’80. Per Baroni, la piazza di Lecce sarebbe, senza dubbio, uno stimolo e una scommessa importante che potrebbe far decollare, ancora più velocemente, la sua carriera.

Le alternative: Roberto D’Aversa, attuale allenatore del Parma, è una di queste, ma l’ex Gallipoli potrebbe anche sostituire Claudio Ranieri sulla panchina della Sampdoria. E poi ci sono lo svincolato Cristian Bucchi e il tecnico del Pisa, Luca D’Angelo, già possibile sostituto di Liverani sulla panchina del Lecce, prima della scelta di Corini. Un outsider potrebbe essere anche Antonio Calabro, salentino doc, di Melendugno, autore di uno strepitoso campionato a Catanzaro chiuso al secondo posto nel girone C di Serie C e, ora, con la possibilità di giocarsi, ai playoff, il salto nel campionato cadetto. Ma, conoscendo Corvino, non è detto che il nome del sostituto di Corini possa arrivare anche da trattative condotte a fari spenti su altri profili.

(foto: E. Corini, ph. Coribello-SalentoSport)