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foto: F. Moriero
ph: SalentoSport

LECCE – Moriero, il primo ammazza-Juventus della storia giallorossa: “Che orgoglio quel gol! Baroni è uno dei nostri, non fallirà”

Nell’aprile 1989 segnò il primo dei due gol (l’altro fu di Pasculli su rigore) che misero il sigillo sulla prima vittoria in assoluto del Lecce sulla Juventus. C’era Carlo Mazzone in panchina. Checco Moriero, attuale Ct delle Maldive, ripercorre – dalle colonne del Nuovo Quotidiano di Puglia – quelle pagine di storia giallorossa e analizza il percorso della squadra di Marco Baroni in questo primo scorcio di campionato.

“Mi porto per sempre il calore appassionato della nostra Curva. Il ricordo continua a inorgoglirmi, e pensare che non avrei dovuto giocare, dato che ero militare e avevo fatto un solo allenamento, ma Mazzone mi volle mandare in campo. Sarà bene, per il Lecce, arrivare alla sosta in condizioni di classifica che non costringano a rincorse difficili, perchè, dopo la Juventus, incontrerà Udinese e Atalanta. Una fine d’anno che richiede le condizioni migliori e a me piace credere in questo Lecce di Baroni, è uno dei nostri, ha portato la nostra maglia sulla pelle, ha giocato stagioni importanti, se lo porta dentro, nell’animo, e non vuole fallire. Ci riuscirà“.

Sulla disfatta di Bologna: “A me piace pensare a un episodio. In un campionato, ci sta e poi la Serie A è così, con mille insidie. Bisogna credere in se stessi e mettere sempre il cuore in campo. La storia che abbiamo vissuto insegna che si può vincere anche con la Juventus”. Sui calciatori: Strefezza è straordinario, conosciamo il valore di Di Francesco, Banda è partito facendo grandi cose ma deve migliorare sotto rete. Ma non mi riconosco in nessuno di loro. La Juventus? Sta vivendo un periodo di difficoltà e verrà a Lecce con la rabbia in corpo e con la voglia di vincere a ogni costo. Il Lecce dovrà combattere come ha saputo fare nei giorni migliori. Chi lotta per la salvezza conosce quanto sia duro ogni campionato e sa che il carattere deve far diventare vincenti soprattutto quando le situazioni si fanno difficili. Vincere con la Juventus è peraltro un motivo di orgoglio indicibile, come quello che mi porto dentro da quel 1989″.