foto: al centro, Alex Sala
LECCE – Mini-bilancio del mercato estivo: più dubbi che certezze, i nuovi ancora non convincono
Archiviata la pausa di novembre, in casa Lecce è tempo dei primi mini-bilanci. La prima parte di stagione ha messo sotto la lente soprattutto i volti nuovi arrivati dal mercato estivo, chiamati a dare profondità, qualità e alternative alla rosa di Di Francesco. Tuttavia, tra infortuni, adattamento al campionato e scelte tecniche, il quadro attuale mostra più ombre che certezze: molti dei rinforzi stanno ancora cercando continuità, mentre solo pochi hanno evidenziato segnali incoraggianti. Il girone d’andata che si avvia verso la fase cruciale dovrà necessariamente fornire risposte più concrete. Andiamo nel dettaglio.
Corrie Ndaba (titolo definitivo): Solo tre presenze da subentrato con Cagliari, Bologna e Parma; prima e dopo, solo panchina.
Matias Perez (titolo definitivo): Non ha ancora esordito in campionato, complici infortuni e chiamate dalla nazionale cilena Under 20.
Christ-Owen Kouassi (titolo definitivo): Sembrava aver conquistato la titolarità della corsia difensiva destra a scapito di Danilo Veiga, avendo giocato da titolare, in fila, a Bergamo e in casa contro Cagliari e Bologna. Da lì in poi, solo panchina.
Jamil Siebert (titolo definitivo): Sicuramente potrà tornare utile tra la seconda metà di dicembre e gennaio, periodo in cui si giocherà la Coppa d’Africa e Kialonda Gaspar sarà chiamato a rispondere alla convocazione della sua Angola (e con Tiago Gabriel al centro delle voci di mercato). Sin qui, una sola presenza (disastrosa) da titolare nel match di Bergamo.
Alex Sala (titolo definitivo): Lo spagnolo è stato impiegato da titolare a Bergamo e in casa contro il Cagliari, poi un’unica ulteriore presenza, da subentrato, nel match di Udine, nel quale servì l’assist per il gol di N’Dri a tempo scaduto.
Nikola Stulic (titolo definitivo): Dieci presenze (otto volte titolare), zero gol e zero assist. Era preventivabile un periodo di ambientamento alla nuova realtà della Serie A per il serbo, ma ora al Lecce servono (anche) i suoi gol.
Francesco Camarda (titolo temporaneo): Undici presenze, un gol e un assist (e un pesantissimo rigore sbagliato col Napoli) per il promettente centravanti scuola Milan. Diciassette anni, buon impatto con la Serie A, tanta esperienza che gli servirà a crescere. Prospettive altissime per il classe 2008 che, sinora, è stato impiegato titolare solo tre volte. Di Francesco lo ha schierato sempre in alternativa a Stulic, tranne i 17 minuti giocati insieme in Lecce-Cagliari.
Riccardo Sottil (titolo temporaneo): Sei presenze, un gol a Parma (tiro-cross, più che altro) e un assist. Ha già saltato tre partite per infortunio e si spera che la sosta gli abbia giovato per ritrovare una condizione fisica accettabile, giacché è sicuramente uno degli elementi di maggior qualità nella rosa giallorossa.
Dopo un avvio sprint con due gol nelle prime tre partite, inoltre, non ha più trovato la via del gol Milos Jovic, centravanti classe 2006 di nazionalità serba, ingaggiato dal Lecce nello scorso mercato e lasciato in prestito all’IMT Belgrado sino al termine della stagione 2025/26. Ad ogni modo, Jovic ha già eguagliato il suo primato personale in massima serie serba, giacché anche l’anno scorso mise a segno due reti (e un assist) in 13 partite.
Il primo bilancio sui nuovi acquisti del Lecce evidenzia dunque un rendimento nel complesso al di sotto delle aspettative. Tra chi ha giocato poco, chi è stato frenato dagli infortuni e chi ha alternato buone impressioni a cali evidenti, la sensazione è che Di Francesco debba ancora trovare la chiave per integrare al meglio molti dei nuovi innesti. Le potenzialità non mancano: Camarda sta muovendo i primi passi con personalità, Sottil resta un elemento di qualità su cui puntare, Sala ha offerto lampi interessanti. Ma per invertire la rotta servirà che diversi profili – Stulic su tutti – inizino a incidere con continuità, soprattutto in zona gol. Con un dicembre ricco di partite e con la Coppa d’Africa alle porte, il contributo dei nuovi arrivati non sarà più un optional, ma un’esigenza. Le prossime settimane diranno se questo gruppo ha davvero la forza per compiere un salto di qualità o se il mercato di gennaio dovrà intervenire per colmare ciò che finora è mancato.
