LECCE – Miccoli, i suoi primi quarant’anni

Il 27 giugno prossimo il campione, tra le altre, di Juventus, Palermo, Casarano e Lecce, nativo di San Donato di Lecce, spegnerà quaranta candeline

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Da San Donato di Lecce, alla conquista dell’Italia calcistica. Fabrizio Miccoli ha sempre avuto un talento smisurato con il pallone, nonostante dopo aver giocato nelle giovanili del Milan venne di fatto rinnegato da parte del Lecce. La società salentina, infatti, gli disse che era certamente “bravino”, ma che la sua altezza ridotta sarebbe stata uno svantaggio troppo grande da poter essere colmato con il talento. Eppure Pantaleo Corvino, uno che di talenti ne capisce e non poco, non ci mette due secondi a portarlo al Casarano, in Serie C1. Un anno nelle giovanili ed ecco che nel 1997 Miccoli fa il suo grande debutto in prima squadra. E, come si poteva facilmente intuire, Fabrizio fa parlare di sé in brevissimo tempo. In 29 apparizioni nella sua prima stagione da professionista riesce a siglare 8 reti. Nella stagione successiva riesce addirittura a migliorarsi, dal momento che va a superare la doppia cifra, chiudendo con 11 reti all’attivo. Prestazioni di altissimo livello che gli valgono anche un importante riconoscimento, visto che riceve il premio di miglior giocatore della Serie C1. Fabrizio fa della sua rapidità, dei suoi guizzi e della sua intelligenza le armi principali, ma la caratteristica che spicca fin da subito è certamente il tiro, estremamente preciso e dotato di una potenza pazzesca.

L’ARRIVO A TERNI – Nel campionato 1998-99 per Fabrizio arriva il momento di iniziare un’altra avventura e si accorda con la Ternana. Con la squadra rossoverde, Miccoli non riesce subito ad incidere: anzi, fatica molto a ritagliarsi un ruolo da protagonista e da titolare e va in gol solamente una volta. Ecco, quindi, che le prime malelingue cominciano ad entrare in azione e tante persone iniziano a diffondere dubbi sulle sue reali capacità di fare la differenza. In men che non si dica, Miccoli lascia che sia il campo a rispondere e nelle due stagioni successive riesce a mettere a segno ben 16 gol in 56 presenze. Il suo soprannome “Romario del Salento”, comincia a prendere piede notevolmente anche tra i tifosi, che cominciano ad amarlo sempre di più. Durante l’estate del 2002, il cartellino di Miccoli finisce nelle mani della Juventus: le alternative in attacco nella compagine bianconera, però, non mancano di certo ed ecco che Fabrizio viene mandato a farsi le ossa in prestito al Perugia. Proprio con la società umbra il piccolo campione riesce a sfornare prestazioni su prestazioni incredibili, con medie voto veramente molto alte. In men che non si dica a Perugia diventa un idolo di tutta la tifoseria e le sue magliette vanno a ruba. Non è un caso, poi, che in quella stagione Fabrizio sia riuscito a realizzare la bellezza di 15 gol in 47 partite. Ebbene, è proprio contro la Vecchia Signora che Miccoli si scatena: in Coppa Italia, infatti, trascina il suo Perugia al passaggio del turno, sciorinando dribbling e gol a volontà, eliminando la Juventus grazie ad una doppietta all’andata e una rete al ritorno.

L’ESORDIO IN NAZIONALE E ALLA JUVE – Il 2002/2003 rappresenta veramente un anno d’oro e indimenticabile per Fabrizio Miccoli, dal momento che fa anche il suo debutto in Nazionale. Tra l’altro, una strana coincidenza del destino: debutta a Genova contro il Portogallo e, poco più di un mese dopo, segna la sua prima rete con la maglia azzurra con una perla direttamente dal calcio d’angolo. Ed ecco, finalmente, l’arrivo in pianta stabile alla Juventus nell’estate dello stesso anno. Era un’altra Juve quella di Miccoli, rispetto a quella che anche quest’anno ha confermato le previsioni che la vedevano come assoluta dominatrice del campionato, a maggior ragione dopo aver fatto il colpo del secolo con l’acquisto di Cristiano Ronaldo dal Real Madrid per oltre 100 milioni di euro.

GLI ERRORI DI MICCOLI ALLA JUVENTUS E IL RITORNO A PALERMO – Eppure, nonostante il grande entusiasmo, non tutto va per il verso giusto nell’avventura di Miccoli con la maglia bianconera. La sua prima stagione è positiva: Fabrizio riesce a farsi spazio in campo anche grazie ai vari infortuni del reparto offensivo della compagine piemontese. La stagione della Juventus, però, non è altrettanto positiva. La società decide a fine stagione di girare il cartellino, in prestito, alla Fiorentina, neopromossa dalla Serie A. Con la formazione gigliata, Miccoli riesce a segnare la bellezza di 12 reti in campionato, meritandosi nuovamente l’approdo nel roster definitivo della Juventus nel 2005/06. L’arrivo di Fabio Capello porta in dote anche Ibrahimovic: questo acquisto, però, chiude di fatto le porte alla possibilità di vedere il campo con una certa continuità e allora Miccoli viene mandato in prestito al Benfica. In Portogallo ci mette ben poco ad essere amato dai tifosi, che impazziscono di fronte ai suoi colpi di talento puro e ai suoi tiri, magici e potenti. Dopo due stagioni in prestito in terra lusitana, Miccoli ritorna in Italia al Palermo. Ancora oggi, però, ha voluto sottolineare come ci siano state delle incomprensioni con i compagni alla base delle sue esperienze non proprio esaltanti con la maglia bianconera. Miccoli ha sempre messo in evidenza come, nella fase iniziale della sua avventura con la Vecchia Signora, non ci siano stati particolari problemi, visto che ha anche giocato da titolare per diverse partite. Poi iniziò, più che altro da parte dei giornali, a insorgere una staffetta con Del Piero che, in realtà, non corrispondeva affatto alla realtà, dal momento che tra i due c’è sempre stato un buon rapporto. In ogni caso, i 9 gol in 22 presenze si potevano considerare un ottimo bottino, ma sono stati gli screzi con la società bianconera di quel periodo a convincere Miccoli come sarebbe stato meglio cambiare aria. La mossa di trasferirsi con la squadra siciliana, però, è stata probabilmente una delle più azzeccate della sua carriera. Infatti, i sette anni dal 2007 al 2013 sono stati veramente fantastici, segnando la bellezza di 81 reti in 179 partite ufficiali. Un tabellino impressionante, che ha permesso a Miccoli di scrivere il suo nome nella storia del Palermo, come miglior marcatore di sempre, facendo coppia con Cavani e Amauri.

Chiude la sua carriera tra Lecce – dove, in due stagioni, con 44 presenze e 17 gol, non riesce a regalare alla sua squadra il salto in Serie B – e la formazione maltese del Birkirkara.

Redazione SALENTOSPORT
Nata il 23 agosto 2010. Vincitrice del premio Campione 2015 come miglior articolo sportivo, realizzato da Lorenzo Falangone. Eletta "miglior testata giornalistica sportiva salentina" nelle edizioni 2017 e 2018 del "Gran Premio Giovanissimi del Salento". Presente al "FiGiLo" (Festival del Giornalismo Locale) nell'edizione 2018.
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