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LECCE – Ufficiale, si separano le strade col ds Mauro Meluso

Si avvicina sempre di più il ritorno di Pantaleo Corvino a Lecce. Poco fa, la società di via Costadura ha comunicato l’interruzione del rapporto contrattuale col ds calabrese, artefice delle due promozioni dalla C alla A.

“Il direttore Meluso – si legge – ha significativamente contribuito al raggiungimento della doppia promozione del Club dalla Lega Pro alla Serie A. L’Unione Sportiva Lecce ringrazia il Direttore per il proficuo lavoro svolto nelle ultime quattro stagioni sportive, durante le quali si è fatto apprezzare per il lodevole e proficuo impegno, l’intenso spirito di abnegazione e la condivisione dei valori morali ed etici del Club. L’Us Lecce augura al Direttore Meluso le migliori fortune per un futuro professionale denso di successi”.

Arrivato nel giugno 2016 a Lecce, costruì una rosa decisamente orientata a non farsi scappare, di nuovo, l’obiettivo Serie B. E ci andò vicino. In quell’annata portò sulla panchina Pasquale Padalino. Arrivarono, tra gli altri: Arrigoni, il futuro capitan Mancosu, Maimone, Ciancio, Pacilli, Caturano, Torromino, Tsonev, Costa Ferreira, Agostinone, Perucchini. Padalino fu esonerato nell’aprile 2017 per lasciare posto a Roberto Rizzo, la cui corsa si fermo ai quarti playoff, contro l’Alessandria.

Nel 2017-18 condusse una campagna acquisti partendo dalla riconferma di Rizzo in panchina. Arrivarono nel Salento, tra gli altri, Megelaitis, Di Piazza, Riccardi, Armellino. L’avventura di Rizzo si arrestò già a settembre. Il 17 di quel mese, poi, fu ufficializzato Fabio Liverani alla guida della truppa giallorossa, allenatore che poi scrisse le fortune del club salentino nelle successive due annate, coincise con la doppia promozione dalla Lega Pro alla Serie A, puntando su alcuni profili che poi hanno scritto alcune delle pagine più belle della storia del Lecce, come: Falco, ma anche Palombi, Calderoni, Lucioni, Vigorito, Petriccione, La Mantia, Meccariello, Majer a febbraio. Nel mezzo, la grana Chiricò, prima ufficializzato, poi, sulla spinta della tifoseria, ceduto al Monza “per il bene di tutti”.

L’ultima stagione è stata piena di luci e ombre, più ombre che luci. Hanno pesato le scommesse (fallite) Babacar e Farias, in primis, calciatori che avrebbero dovuto far fare il salto di qualità al Lecce ma che, di fatto, hanno contribuito in maniera irrilevante. Lunga e inconcludente la telenovela Yilmaz. A seguire, gli ingaggi di Shakhov, Vera, Benzar, Imbula, che mai, o quasi, hanno ripagato la fiducia loro concessa dal ds e dalla società. Senza dubbio positivi, invece, gli inserimenti di Gabriel, Lapadula e Donati, che fanno da contrappeso alle scelte un po’ meno fortunate come quelle di Rossettini, Dell’Orco e Rispoli, ma anche quelle dei “giovani di belle speranze” Gallo e Lo Faso. Meluso, poi, si riscattò a gennaio, innestando degli elementi di peso come Barak, Deiola, Paz e Saponara, che, senza dubbio, hanno dato qualità alla truppa di Liverani, capace di giocarsi la salvezza sino all’ultima, sfortunata, giornata.