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foto: Cheddira: zero reti in 13 partite
ph: Coribello/Salentosport

LECCE – Riaccendere la passione: la salvezza passa dal furore, non dal compitino

Lottare per la salvezza fino all’ultimo minuto dell’ultima giornata è qualcosa che ci sta, soprattutto se ti chiami Lecce. Anzi, anche quest’anno in tanti avrebbero giustamente firmato per essere a fine aprile con grandi teoriche possibilità di scrivere una nuova pagina di storia con la quarta salvezza di fila, come avrebbero firmato eccome nelle precedenti stagione. Siccome nel calcio però non conta solo il risultato ma anche tutto ciò che c’è attorno che è altrettanto funzionale ed intrecciato al traguardo stesso, è nel “come” che i giallorossi stanno peccando, tenendo a freno l’entusiasmo dei propri stessi tifosi che, in obbrobri come la partita di ieri è fisiologicamente impossibile possano accendersi.

Una scossa di rabbia, di voglia e di passione

Si sperava che la partita con la Fiorentina fosse servita da grande esempio: questa squadra se gioca a giri bassi può solo fare il solletico a chiunque, se si accende può al contrario dire la sua perché no, anche contro squadre ben più forti. Il risultato? A Verona per 70 minuti il Lecce ha passeggiato e l’unico pericolo per Montipò è giunto dal fuoco amico. E la rabbia? La voglia? Il furore? L’agonismo? Quella lotta che i propri tifosi, non potendo chiedere dribbling, giocate o tiki taka, stanno chiedendo per portare avanti la bandiera giallorossa? Neppure l’ombra.

E’ vero che in questa Serie A dal livello oggettivamente basso può bastare poco a chiunque per fare bene a livello di esito. Ed anche ieri il Lecce con un paio di cross diventati tiri ed altrettante mischie stava quasi per prendersi il successo col minimo sforzo. Lo scorso anno ha però insegnato che per arrivare il risultato, pur tardi (che è sempre meglio di mai) conta infiammarsi. Il Lecce di Giampaolo lo fece contro Verona, Torino e Lazio, ottenendo 7 punti e sfruttando al meglio la spinta della propria gente per tagliare lo storico traguardo. Quest’anno arrivare così lunghi potrebbe addirittura non bastare. Perse le occasioni con Fiorentina e Verona, ora si andrà a Pisa, ennesima occasione per scendere in campo mettendoci non solo impegno e professionalità (queste sì, mai mancate), ma quella grinta necessaria per lasciare il segno e far tornare il sorriso ai propri tifosi, ai quali quest’anno non si può proprio rimproverare nulla.

(Alessio Amato, calciolecce.it)