foto: Hjulmand, il migliore in campoph: Coribello/SS
LECCE – Quasi tutti assenti ingiustificati in una gara che poteva valere una stagione. Perché? Le pagelle
LE PAGELLE DI REGGINA-LECCE
Gabriel 5,5: Insicuro col pallone tra i piedi, ma, comunque, sempre meglio gettare la palla in fallo laterale che regalarla agli avversari direttamente. Attento sul primo palo sul tiro di Lombardi, meno efficace su quello di Kupisz che indirizza all’esterno dove Folorunsho è lasciato al suo destino da Barreca. Ossia, essere il match-winner dell’incontro.
Calabresi 5: Tanta confusione per l’esterno giallorosso oggi al Granillo. La spinta sulla fascia è solo un ricordo che fu. In copertura appare leggero, svagato, con la mente altrove. Vedasi l’azione del gol reggino: lascia andare via Crisetig che manda al tiro Kupisz, poi deviato da Gabriel verso Folorunsho. Prova la battuta da fuori nella ripresa, con palla sulle gradinate.
Lucioni 5,5: Copre male Kupisz nell’azione del gol, inginocchiandosi incomprensibilmente. Fa a sportellate con Folorusnho che però la mette sulla corsa e il capitano, spesso, soccombe ed è costretto a usare il corpo e le braccia. Diversi i lanci per le punte, quasi tutti fuori misura, ma non è una novità.
Tuia 6: Un pelo meglio del suo compagno di reparto. Gara sporca anche la sua, fatta di botte date e prese. Non meglio di Lucioni quando decide di impostare il gioco coi lanci lunghi.
Barreca 5: Uno dei grandi assenti al Granillo. Baroni lo rilancia titolare dopo tre partite e l’ex Torino non fa nulla per dimostrare che il suo allenatore aveva ragione. Nullo nella spinta, distratto in difesa, forse deconcentrato, forse sovrapprensiero. Chissà. Si lascia scappare dalla guardia Folorunsho e l’errore peserà tanto sul bilancio finale della gara.
(56′ Gallo) 5,5: Sicuramente più dinamico di Barreca, ma non è che ci volesse poi granchè. Mette dentro due o tre cross, con palla lenta e sistematicamente preda dei difensori amaranto.
Helgason 4,5: Dalle stelle (Spal) alle stalle (Reggina). Un fantasma per tutta l’ora scarsa in cui è stato in campo. In una gara nella quale serviva grinta, muscoli e determinazione, se ne esce con una prestazione anonima e senza senso. Male nell’azione del gol, con una chiusura molto blanda su Crisetig che manda al tiro Kupisz.
(56′ Rodriguez) 5,5: Ha la palla buona per sparare in porta e spaccarla e invece la poggia al centro per un sorpreso Coda. Apparecchia sempre per Coda all’81’, recuperando una palla mezza persa, ma poi il bomber spreca. Non lascia il segno. Non tira in porta (ma oggi chi lo ha fatto, tranne Strefezza, una volta?).
Hjulmand 6,5: Nel grigio più totale, brilla la luce del danese che è sempre lì dove finirà la sfera, è sempre pronto a tamponare – anche spendendo un giallo – e a far ripartire la manovra. Oggi l’unico che si salva. Non è una novità nemmeno questa.
Björkengren 5: Vedasi Helgason. Ritorna titolare dopo tre partite ma fallisce la chance. Attorno al 20′, per due volte ha la palla buona per tirare in porta dal limite, ma non lo fa per eccesso di altruismo. Eppure, in questo gioco, se non tiri in porta è difficile che tu possa vincere. Spreca una ripartenza fallendo l’assist per Di Mariano subito dopo la mezzora. Cincischia al limite dell’area leccese, dando tempo agli avversari di circondarlo e, a momenti, di soffiargli il pallone. Poi azzarda un tiraccio dai 25 metri che finisce in curva. Quasi mai per primo sulle seconde palle.
(79′ Gargiulo) sv: In una gara muscolare e tirata, con tanti duelli a metà campo, forse servivano i suoi chili là in mezzo. Entra quando il Lecce è proteso in avanti, più per disperazione, che con raziocinio. E può ben poco.
Strefezza 6: Merita un premio: l’unico calciatore del Lecce capace di calciare nello specchio della porta. Due centimetri più in basso e forse si poteva parlare di un altro risultato. Ad ogni modo, soffre, e tanto, la marcatura asfissiante di Di Chiara che non gli lascia respiro, spazio e tempo per ragionare e partire.
(79′ Ragusa) sv Combina ben poco ma il tempo era quello che era.
Coda 5: In un pomeriggio avaro di occasioni, spreca malamente quelle due o tre che i suoi compagni sono stati capaci di costruire. Ci prova da centrocampo nel primo tempo, segno di frustrazione per come stavano andando le cose. Sfiora l’autogol alla mezzora per una spizzata che poteva mandare avanti la Reggina prima del dovuto. Ha un pallone buono ma centra la chiappa di Di Chiara che si era anche girato. Sull’assist di Rodriguez, strozza troppo il pallone, con lo specchio che, ormai, si era ristretto molto.
Di Mariano 5,5: Evanescente in avanti, non aiutato dai suoi colleghi di catena, Bjorkengren e Barreca, non a caso due dei peggiori in campo. Non trova lo spunto, lo sprint e il dialogo coi compagni perché è costantemente pressato, schiacciato, doppiato dagli indemoniati calciatori in maglia amaranto.
(69′ Asencio) 5: Si mette un passo dietro Coda, ma, alla fine, finisce per pestare i piedi al suo compagno.
All. Baroni 5: Un anno fa fu lui a fare lo scherzetto al Lecce sulla panchina della Reggina. Quest’anno le cose si sono invertite. La cosa che preoccupa è che la sua squadra non è scesa in campo conscia del peso della posta in palio. Almeno, non sembrava così. In sala stampa avrà modo e tempo per spiegare i motivi di questa sciagurata sconfitta, ma, in campo, il Lecce ha faticato a mettere insieme due passaggi uno dopo l’altro, tirando in porta UNA volta sola, perdendo 36 palloni e recuperandone solo 20. Gambe molli, frenate dalla tensione? Perché i suoi uomini non sono scesi in campo col proverbiale “sangue agli occhi”, come, invece, i loro avversari, che non si giocavano nulla? Misteri della fede. Preoccupa/bis la poca lucidità dimostrata, sia sullo 0-0, sia sull’1-0. Lanci lunghi senza senso, reparti distanti, alcuni elementi sotto gamba, altri completamente assenti. Se è un dejavù dello scorso anno, lo sapremo più avanti. Intanto, stasera, c’è da tifare per il Brescia di Corini. Male, male, male.
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REGGINA: Turati 6 – Loiacono 6, Cionek 7, Amione 6 (76′ Giraudo sv) – Lombardi 6,5 (68′ Montalto 6), Bianchi 6, Crisetig 7, Kupisz 7 (68′ Adjapong 6,5), Di Chiara 7 – Rivas 6,5, Folorunsho 7 (72′ Ejjaki sv). All. Stellone 7.
