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LECCE – Pagelle, Torromino-Caturano steccano. Giosa il migliore, Mancosu apatico

Le pagelle di Lecce-Catania

LECCE

Bleve 5,5 – Ha la prima, vera prova di quello che vuol dire essere il portiere titolare del Lecce. Vuol dire disputare una gara tutto sommato tranquilla, in cui la difesa si comporta benissimo e non ti lascia altro che un paio di interventi semplici. Poi, però, c’è da farsi trovare pronti su quelle due mezze occasioni concesse in novanta minuti, ed il numero 1 leccese appare sorpreso perché arrivate proprio nel miglior momento della sua squadra, senza riuscire ad opporre la giusta resistenza per salvare il risultato

Vitofrancesco 5,5 – Prestazione sottotono per il terzino giallorosso, meno in palla rispetto ad altre volte. In difesa è tutto sommato attento, soffrendo senza capitolare nel primo tempo con Di Grazia. In avanti si propone poco e male, e solo in un caso riesce ad avere la meglio di Djordjevic, offrendo una gran palla sprecata da Caturano

Drudi sv Esce subito infortunato, con la difesa che sembrava già in controllo dell’avversario

Giosa 6,5 – Il migliore dei suoi. Gara perfetta per 96 minuti, con un solo, ma decisivo, sbandamento su Di Grazia, non riuscendo ad opporsi alla furia dell’ala catanese che fulmina Bleve con un diagonale imparabile. Fatta eccezione di quell’episodio, annulla Calil ed agguanta con decisione e sicurezza tutte le palle che passano dalle sue parti, risultando muro invalicabile

Ciancio 6 – Disputa un gran primo tempo, in cui annulla Barisic e avanza con continuità, fornendo tanti ottimi palloni a Torromino. Sfiora anche il gol di testa, con la gioia che gli viene negata da un Pisseri in formato-Yashin. Nella ripresa però cala troppo, sbagliando diversi cross e non riuscendo ad aiutare la retroguardia in occasione delle due reti rossazzurre

Lepore 5,5 – Tornato mezzala, torna a non essere efficace come sa. In fase di ripiegamento è prezioso come pochi, grazie ad uno spirito di sacrificio e ad una corsa encomiabili. Davanti però escluse un paio di buone giocate, è evanescente e non da il contributo che potrebbe, sprecando nella ripresa un contropiede quattro contro quattro pochi minuti prima del gol etneo

Arrigoni 5,5 – Altro elemento non in giornata super, e protagonista (come tutta la squadra) in un vistoso calo a metà ripresa, che ha portato ad un’inspiegabile e inaccettabile mancata reazione al vantaggio catanese. Utile per la manovra, non offre però la giusta protezione alla linea difensiva, e cambia gioco quasi mai, favorendo la prestazione pressoché perfetta dei difendenti di Rigoli

Mancosu 5 – Prova sulla falsariga di quelle targate Lepore e Arrigoni, rispetto ai compagni spicca perché quello con i mezzi e con i compiti adatti per far accelerare la squadra. Eppure di spazio ne avrebbe, perché quella avversaria è squadra ripiegata in difesa ma non certo chiusa a riccio, ma non riesce a sfruttarli mancando per tutto l’arco del match il momento del passaggio o del tiro decisivo. Nei tanti big-match che attendo il Lecce, ci sarà bisogno soprattutto di lui

Pacilli 5,5 – Tante palle giocate, sempre in grado di mettere in difficoltà l’avversario ma (come tutti gli uomini a disposizione di Padalino quest’oggi) troppo troppo sprecone e fumoso. Parte bene, dando l’impressione di poter punire i rossazzuri per gli spazzi concessi da un momento all’altro. Al momento della conclusione o del filtrante deciisivo, però, si perde, ed è il primo ad essere sostituito

Caturano 5,5 – Sarebbe anche potuta essere una prova positiva la sua, ma vista la sconfitta l’errore da due passi nel finale di primo tempo pesa troppo sul risultato finale. Mette tante sponde e lavoro sporco al servizio della squadra, si muove molto bene pur soffrendo la coppia centrale etnea e su di lui Pisseri è bravissimo in almeno tre occasioni. Con un po’ di cinismo in più da parte sua, il risultato non sarebbe mai stato in discussione

Torromino 5 – Nonostante risulti, alla fine dei conti, l’elemento più pericoloso in casa Lecce, il rapporto con le opportunità potenzialmente avute non gli sorride, anzi. Di Cecco lo maltratta per tutto il match, e a lui manca il carattere giusto per reagire e per punirlo, nonostante l’avversario diretto fosse una mezzala e non un terzino. Nonostante l’asfissiante marcatura, di spazi a disposizione ne avrebbe a disposizione eccome, ma non riesce a sfruttarli per affondare il Catania

Cosenza 6,5 – Ancora una volta in panchina, stavolta è chiamato in causa a gara in corso per sostituire l’infortunato Drudi. E si comporta benissimo, perché il Catania in area di rigore non ci entra praticamente mai, se non in occasione delle due reti sulle quali è incolpevole. Inoltre, sfiora il gol del vantaggio, colpendo il palo

Tsonev 5 – Dopo aver perso il ballottaggio con Pacilli deve aver perso anche la voglia di giocare, perché scende in campo totalmente privo del carattere giusto a risultare incisivo. Avrebbe le opportunità per far male, ma non le sfrutta incaponendosi in una continua ricerca di un fallo che non gli viene quasi mai fischiato a favore

Vutov 6 – Duetta e si muove bene senza mai concludere

All. Padalino 6 – Il meno “colpevole” dell’insuccesso in terra catanese, semmai a qualcuno questa sconfitta possa mai essere additata, sembra essere proprio il tecnico dei giallorossi. La squadra scende in campo con la giusta verve contro un avversario molto forte che viene messo sotto per buona parte del match, producendo almeno sei nitide palle gol, e se stavolta manca la giusta cattiveria sottoporta la colpa non è certo del tecnico. Con le “grandi”, però, serve quel pizzico di carattere in più in mezzo al campo, e viste le gare che attendono il Lecce è questo l’aspetto su cui serve insistere

CATANIA

Pisseri 8 Di Cecco 7 Gil 6,5 Bergamelli 6,5 Djordjevic 6,5 Biagianti 7 Bucolo 6 Mazzarani 5,5 Barisic 5,5 Calil 4,5 Di Grazia 7 Silva 6,5 De Rossi sv Paolucci sv All. Rigoli 6,5