foto: la festa al triplice fischioph: Dazn
LECCE – Numeri a confronto: ultima annata peggiore delle tre ma con lo stesso obiettivo centrato
Trentaquattro punti sono stati sufficienti al Lecce per ottenere la permanenza in Serie A per la terza volta consecutiva. Ad esser più precisi, classifica alla mano, ne sarebbero bastati anche 32. Nel 2023-24 la quota salvezza era di 36 punti e il Lecce ne fece 38; dati simili al torneo appena finito quelli del 2022-23: Verona e Spezia arrivarono a pari merito a 31 punti, poi i veneti vinsero lo spareggio. Quindi, quota salvezza uguale a 32 punti. In quel torneo, il Lecce di Baroni ne fece 36.
Negli ultimi tre anni, quindi; 36, 38 e 34 punti. Il dato di quest’anno evidenzia come il Lecce sia arrivato a tagliare il traguardo salvezza con estrema difficoltà e all’ultima partita, come invece non successe nel 2022-23 (salvi dopo la vittoria di Monza alla penultima giornata) e nel 2023-24 (salvi con tre turni d’anticipo prima di scendere in campo contro l’Udinese grazie al risultato di Milan-Cagliari).
Il Lecce di Gotti prima (0,75 di media punti), Giampaolo poi (0,96), ha chiuso la stagione con una media punti di 0,89. Nel 2023-24 (D’Aversa, 0,89, e Gotti, 1,30) fu di 1,00 netto; nel 2022-23, di 0,95 (Baroni). Da ciò emerge che il Lecce, quest’anno, ha fatto peggio sia dello scorso anno, sia di due anni fa ma col medesimo risultato, la salvezza.
Nel 2019-20 il Lecce retrocesse con 35 punti e una media di 0,92: la quota salvezza fu di 39-40 punti.
Il campionato di quest’anno, specie nella zona salvezza, è stato livellato verso il basso. Salvarsi, sulla carta, sarebbe stato più semplice, vista la caratura tecnica delle avversarie, e se il Lecce non fosse incappato in una serie di risultati negativi che hanno tenuto la classifica pressoché ferma nei mesi di febbraio (due punti), marzo (zero) e aprile (due). La sciagura che ha colpito il gruppo, privato precocemente di Graziano Fiorita, ha dato la scossa alla squadra, sin dal pareggio strappato a Bergamo con il cuore colmo di dolore sia per la scomparsa del compagno, sia per il vergognoso comportamento della Lega di Serie A riguardo la questione rinvio. Col Napoli, prima in casa dopo la morte di Fiorita, il Lecce ha giocato una partita orgogliosa e meritava senza dubbio almeno un pari. A Verona, Baschirotto e compagni hanno confermato i passi in avanti dal punto di vista temperamentale giocando un buonissimo primo tempo che non è bastato, però, a portare a casa la posta intera. Poi il percorso netto contro Torino e, soprattutto, Lazio, la partita più difficile della stagione, quella più carica di pressione e di aspettative.
Confrontando tutte le stagioni di A col calcolo della media punti, il Lecce di Gotti/Giampaolo si colloca all’undicesimo posto assoluto; la classifica delle stagioni in Serie A, stilata col calcolo della media punti che rende i dati omogenei, è:
1. Lecce 2003-04 (Rossi), media punti 1,21
2. Lecce 1999-00 (Cavasin), media punti 1,18
3. Lecce 2004-05 (Zeman), media punti 1,16
4. Lecce 2000-01 (Cavasin), media punti 1,09
5. Lecce 2010-11 (De Canio), media punti 1,08
6. Lecce 2023-24 (D’Aversa/Gotti), media punti 1,00
7. Lecce 2011-12 (Di Francesco/Cosmi), media punti 0,95 – RETROCESSIONE
8. Lecce 2022-23 (Baroni), media punti 0,95
9. Lecce 2019-20 (Liverani), media punti 0,92 – RETROCESSIONE
10. Lecce 1988-89 (Mazzone), media punti 0,91
11. Lecce 2024-25 (Gotti/Giampaolo), media punti 0,89
…
19. (ultimo posto) Lecce 1993-94 (Sonetti/Marchesi), media punti 0,32 – RETROCESSIONE
