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foto: Helgason, Askildsen e Baroni
ph: Coribello/SS

LECCE – Mezzali che non s’inseriscono e infortuni in attacco: due bei grattacapi per Baroni, a partire dal Monza

L’infortunio di Gabriel Strefezza, a cui si è aggiunto quello di Federico Di Francesco, sul finire del primo tempo di Torino, sono due bei grattacapi da risolvere per mister Marco Baroni, in vista dello scontro salvezza di domenica prossima, in casa contro il Monza.

Sin qui, il Lecce ha segnato tre gol (Ceesay contro l’Inter, Strefezza contro l’Empoli, Colombo contro il Napoli), numeri che lo pongono quasi in coda alla classifica della Serie A per numero di reti realizzate, insieme al Sassuolo e meglio solamente di Sampdoria e Monza (2). Sia contro gli emiliani, sia contro il Torino, il Lecce ha giocato una partita fotocopia (prendendo gol, tra l’altro, nello stesso minuto: il 40′; entrambe le partite, poi, si sono chiuse 1-0 per gli avversari). Preso gol, ha dimostrato incapacità di offendere in avanti.

Il gioco offensivo di Baroni si basa soprattutto sulle incursioni degli esterni d’attacco. Ma, questo, non può bastare. Il centravanti boa, Ceesay o Colombo, spesso gioca spalle alla porta, arretrando di diversi metri rispetto all’area di rigore, per cercare qualche pallone da smistare ai compagni, o in casi rari, l’uno-due veloce. Giocando solo spalle alla porta, però, ne risente il tasso di pericolosità delle azioni offensive. Nel secondo tempo di Torino, per esempio, il Lecce non ha mai tirato in porta. Ciò dipende anche dal fatto che attacco e centrocampo sono spesso distanti tra di loro. Le mezzali s’inseriscono di rado e, di rado, vanno al tiro. Lo scorso anno, un grosso contributo all’azione offensiva lo diedero proprio le mezzali come Gargiulo e Majer, che misero a segno tre reti. 

La squadra di Baroni 2022/23 è ancora in fase di rodaggio e di assestamento. Il suo gioco, però, non può fare a meno degli inserimenti dei centrocampisti, chiamati al doppio compito di copertura e filtro a centrocampo e di appoggio alla manovra offensiva. Nella rosa si quest’anno, le mezzali sono almeno cinque: Askildsen, Bistrovic, Helgason, Gonzalez e, da ultimo, Bjorkengren, relegato in uscita. Sugli esterni, poi, Baroni dovrà inventarsi qualcosa, almeno per le prossime due gare. Rodriguez, a Torino, ha esordito in Serie A, facendo vedere tanta voglia di combattere e di correre, seppur con pochi risultati. Listkowski ha deluso, e non solo col Torino. Banda è ormai imprescindibile e Oudin, seppur in netto ritardo di condizione, ha fatto intravedere qualche sprazzo positivo.

A Baroni, ora, il compito di trovare i giusti elementi per schierare una squadra competitiva contro l’undici di Giovanni Stroppa, partito male e già sulla graticola.