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LECCE – Il mercato in 11 mosse (da non ripetere)

Stanno per scadere i dieci giorni dati da Semeraro per evitare l’autogestione del club giallorosso. Le ultime notizie riportano una smentita del presidente del gruppo Geox, Mario Moretti Polegato, che nega l’interesse a rilevare il Lecce. Nella settimana più delicata a livello societario, si parla però anche di mercato: trattenere Tomovic, Sini, Bertolacci e Donati sembra una delle priorità, mentre non circolano nomi nuovi tra i possibili acquisti. In questi anni, molti sono stati i talenti che il Lecce ha scoperto. Alcune scommesse si sono rivelate azzeccate, altre han fatto presto a farsi dimenticare. Riproponiamo un 11 interessante che sia da monito per la futura campagna acquisti.

POLEKSIC: classe 1982, arrivò a 20 anni per fare il secondo di Generoso Rossi in serie B e ad Amelia prima e Sicignano poi in serie A, ma le sue performance lasciarono intravedere solo timide e acerbe speranze. Ha ottenuto un discreto successo in Ungheria, difendendo i pali del Debrecen, e ha giocato anche alcune gare in Champions League, tra cui Debrecen-Fiorentina (3-4). I 4 gol della Viola (inconsapevole dell’accordo) furono agevolati dallo stesso Poleksic, protagonista di alcuni contatti con membri di un gruppo criminale che si occupava di manipolare partite e scommesse illegali. Il Tas lo ha squalificato fino al 30 giugno 2012.

BILLY-MIHOUBI: poca fortuna in Salento per i due laterali francesi, presi entrambi dalla serie B francese, proprio come Kevin Constant, rivelazione del Chievo. A loro non è andata altrettanto bene: spediti in Belgio, rifugio usuale dei flop giallorossi (vedi Mons), o acquistati in Svizzera dal Bellinzona. Dove, tra gli altri, giocano anche Diarra, Edusei, Feltscher e Konan.

ARRIETA: arrivato dopo l’esperienza nel Cervia, che gli aveva dato notorietà non solo per le doti calcistiche, aveva annunciato: “Mia madre è nata a Lecce. Dunque è una squadra per la quale ho sempre avuto molta simpatia. Questa per me è la grande occasione, farò del mio meglio". Alla fine, meno di dieci presenze prima di trovare spazio nella serie B americana.

CICHERO: assieme al tunisino Saidi, era stato ingaggiato per rinforzare la difesa e risollevare le sorti del Lecce 2005/2006. Il venezuelano però non riuscì a far invertire la rotta ed oggi è svincolato dopo il ritorno in Sudamerica. Un venezuelano a Lecce: Massimo Margiotta aveva fatto di meglio.

WINKLAAR: “Ha 19 anni ed assomiglia tremendamente ad uno dei migliori centrocampisti europei, Patrick Vieira […]. Djuric Winklaar giocherà i prossimi cinque anni con il Lecce, che per soli 3 miliardi grazie ad una trattativa lampo è riuscito a strapparlo alla concorrenza dell’Inter, del Parma e del Torino. Gioca da centrale, ma all’occorrenza può arretrare sino alla linea di difesa. Con l'Heerenveen ha incantato.” Questo riportavano le agenzie del 24 giugno 2001. Prima di qualche apparizione con le maglie di Spal e Sora.

CASANOVA: di uruguaiani a Lecce ne sono arrivati tanti, ma Jorge Casanova è stato sicuramente il peggiore. Nell’estate del 1999, all’età di 23 anni, viene ingaggiato dal Lecce per quasi 2 miliardi, ma fatica a trovare spazio. Per lui, 15 gare nel Ravenna in B nella stagione successiva, un’annata storta che porterà i romagnoli dritti alla retrocessione in C1 e al fallimento. Un pessimo investimento che continua a vagare in Sudamerica.

MATEO: una faccia d’angelo costata molto caro con i soldi ricavati dalla cessione di Lima. Molte le attese su di lui, ma un infortunio nel precampionato ne influenzerà il rendimento. L’unico merito: essere stato inserito nella trattativa che ha portato a Lecce Chevanton.

OSORIO: soprannominato El Tanque (Denis non era ancora una minaccia), si presento così: “Non mi vergogno ad ammettere che sono un duro, però so farmi valere tecnicamente. In campo mi faccio rispettare dagli avversari”. Corvino pagò 6 miliardi di lire per la metà del cartellino. Con clausola ulteriore: in caso di futura cessione del giocatore, la metà del ricavato sarebbe stata corrisposta all’Argentinos Juniors, squadra in cui Aldo era esploso. Alla fine molta panchina e due gol nelle piovose partite casalinghe contro le venete Verona e Vicenza. Da allora il nulla calcistico e una vita da rotocalco. Nel 2007, infatti, rischia di partecipare al Grande Fratello dei Vip argentino.

BERGOUGNOUX: davvero impalpabile questo francese acquistato a parametro zero -il giusto prezzo- e vestito col 10 di Popescu e Olivera. Pochi anni prima era stato pagato circa 3,5 milioni di euro. Eloquente il “saluto” di alcuni giornalisti nel gennaio scorso: “Sembra uno scioglilingua ma non è: il Lecce ha ceduto Bryan Bergougnoux allo Chateauroux”.

DICHIO: centravanti inglese, ha anticipato le sorti di Jay Bothroyd. A Genova, sponda Samp, lo acclamarono come il giocatore più bello del mondo. Nessuna traccia di lui però sul rettangolo verde, nonostante uno score di tutto rispetto con il QPR e la benedizione di Ray Wilkins prima di arrivare in Italia. 4 presenze, 2 gol in Salento nella disastrata stagione di Prandelli, prima di ritornare in Inghilterra per fare l’altalena tra Premier e Championship. God save Dichio!

ALL. GREGUCCI: Ingaggiato per dare continuità al miracolo Zemanlandia, fu giustamente esonerato dopo cinque giornate (un pari e quattro sconfitte). La stagione iniziò male, ma finì peggio con Baldini prima e Rizzo poi che non evitarono la retrocessione. Non andò diversamente a Bergamo quattro anni dopo: quattro partite, zero punti, un gol e l’arrivo di Conte prima e Mutti poi prima della B. Il miglior avvertimento per la società, autorevole o autogestita che sia, nella scelta del prossimo mister.

(A disposizione: Anania, Kouyo, Camisa, Laspalles, Mariniello, Bedin, Edinho, Chomakov, Campolonghi, Esquerdinha, Leonardo)

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