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LECCE – Il big-match di Verona col Chievo analizzato da due doppi ex: Zamboni e Di Michele

Due doppi ex, Marco Zamboni e David Di Michele, analizzano Chievo-Lecce, anticipo di lusso della nona giornata di Serie B, in programma domani sera alle 21 al “Bentegodi” di Verona. In particolare, il primo segnò uno dei due gol leccesi nella vittoria di Verona del 13 giugno 1999 che sancì il ritorno dei giallorossi in Serie A, dopo uno sprint all’ultimo centimetro con Reggina (promossa) e Pescara. Allenava il Lecce, Nedo Sonetti. E in quel Chievo, da calciatore, c’era Eugenio Corini. Ecco alcune loro dichiarazioni rilasciate al quotidiano veronese “L’Arena”.

ZAMBONI“Chievo-Lecce è la mia partita. Chievo è l’inizio, Lecce è il ricordo. E al ‘Bentegodi’, proprio contro il Chievo, conquistai la promozione in A col Lecce grazie ad un mio gol (l’altro fu di Giannini, su rigore; per il Chievo, a tempo scaduto segnò Marazzina, ndr). Fu un’annata fantastica. Il Chievo di Aglietti? Gli ha dato equilibrio e ha avuto una partenza brillante. C’è un’idea di calcio e i risultati arrivano. In B serve avere qualità sposata ad un progetto di gioco. Il Lecce di Corini? Lui è allenatore da sempre, vede prima degli altri e lo ha già dimostrato nelle precedenti esperienze. Chievo-Lecce è sfida tra aspiranti protagoniste”.

DI MICHELE“Corini ha trovato l’eredità di Liverani a Lecce. Riproporsi, ripartire, dare una nuova dimensione non era facile, ma ‘Genio’ si è posto nel modo migliore, confermando l’intelligenza calcistica che ha sempre dimostrato da calciatore. Il Lecce deve e può recitare da squadra destinata a reclamare un posto tra le grandi. Aglietti? Navigatore esperto, anche in acque tempestose, ha dimostrato di essere l’uomo giusto nel posto giusto, meritando fiducia, e i numeri gli stanno dando ragione. Il suo Chievo sa farsi apprezzare per gioco e efficacia. Chievo e Lecce si sfideranno per la Serie A“.