LECCE – I giallorossi e l’incubo delle neopromosse alla prima giornata. Serve migliorare l’approccio mentale

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Foto: Antonino Asta (@Michel Caputo)

Prima la Salernitana, poi la Lupa Roma, ed ora la Fidelis Andria. Come avvenuto nelle due stagioni precedenti in casa Lecce, anche quella attuale inizia con una sconfitta alla prima giornata con una compagine neopromossa, a dimostrazione di un feeling mai veramente trovato con gli esordi stagionali in Lega Pro.

Per ritrovare infatti l’ultima vittoria giallorossa nella gara di debutto bisogna risalire alla stagione 2012/2013, la prima in terza serie dopo lo scandalo dell’illecito sportivo imputato al club di Piazza Mazzini. In quell’occasione la squadra guidata da Franco Lerda superò per 3-2 la Cremonese, additata alla vigilia come la principale rivale nella corsa al primo posto del Lecce. Nelle stagioni successive, invece, l’urna ha designato come prime avversarie in calendario sempre squadre neopromosse, a partire dalla Salernitana che, agli albori del ’13/’14, si impose tra le mura amiche in rimonta per 2-1, infliggendo la prima di cinque sconfitte consecutive alla squadra di Moriero.

Anno nuovo vita nuova? Macché. Nel settembre 2014, mese d’avvio del terzo campionato dei giallorossi in Lega Pro, la compagine ritornata nel frattempo tra le mani di Franco Lerda venne sconfitta, sempre per 2-1, sul campo della modesta matricola Lupa Roma al termine di una gara giocata male anche a causa delle tantissime assenze (11 tra infortuni e squalifiche). Solo l’altro ieri è arrivata, poi, la terza sconfitta consecutiva all’esordio in campionato, per mano di una Fidelis Andria molto ben costruita ma pur sempre neopromossa e con la salvezza come unico obiettivo.

Questi inizi-shock a cui il Lecce ha ormai abituato i suoi tifosi non possono essere semplicemente un caso, come frutto del caso non è il fatto che l’unico successo alla “primissima” sia arrivata con una “grande” della rispettiva stagione, ovvero la Cremonese del ’12/’13. Come ogni squadra che punta ad arrivare in fondo nelle prime posizioni, anche i giallorossi vengono allestiti di anno in anno in modo da arrivare in piene forze ai mesi conclusivi dell’annata calcistica, il che li rende vulnerabili soprattutto nelle prime uscite, quando cui la squadra appare normalmente più imballata e pesante.

Nel calcio, come in qualsiasi altro sport, quando fisico e preparazione tecnico-tattica non sono al top è elemento comune ed ovvio rintracciare nuove forze nell’ambito mentale, al fine di rendersi protagonisti di prove di carattere che possono spesso portare ai risultati auspicati per il proverbiale “gettare il cuore oltre l’ostacolo”. E’ proprio sotto questo aspetto che il Lecce è sempre mancato, poiché ogni qualvolta la squadra non si sia trovata al top della forma (spesso, come detto, all’inizio dei campionati) con una squadra dalle qualità nettamente inferiori, la tendenza al sottovalutare l’impegno o al prendere sottogamba la fase d’avvio del match (cosa non avvenuta con la quotata Cremonese) è spesso costata molto caro. La prima è ormai andata e la condizione atletica dei giallorossi andrà sicuramente migliorando, ma è compito di mister Asta migliorare l’approccio psicologico dei suoi alle partite per evitare ulteriori passi falsi con compagini, almeno sulla carta, decisamente meno forti.

Alessio AMATO
Giornalista, scrittore e imprenditore nel settore dei servizi culturali. Iscritto all'albo dei pubblicisti dal 2016, già collaboratore de Il Giornale di Puglia, il Corriere dello Sport e, dal 2013, redattore di SalentoSport.net.

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