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LECCE – Corini: dolore, un abbraccio a Mancosu e il futuro. “Confronto con la società per capire cosa fare”

Dolore e sconforto. Un abbraccio a Mancosu, giocatore che sceglierebbe mille volte. E ora, un confronto con la società per capire cosa fare per il futuro. Le parole di mister Eugenio Corini a Dazn post Lecce-Venezia.

“La valutazione complessiva sull’ultimo mese va fatta sulle partite che potevano regalarci quel sogno, quella col Monza, per esempio. Per me la squadra ha interpretato bene la gara, avevamo dati oggettivi che dicevano che quelle partite erano da vincere ma non ci siamo riusciti. Ciò ha causato un contraccolpo psicologico e l’emotività nel calcio, conta. Ci siam visti sfuggire di mano l’obiettivo concreto, anche nelle gare con Reggina e Empoli, poi quelle scorie le abbiamo smaltite nel primo tempo a Venezia. La squadra ha fatto quello che sa fare, ha portato in campo il lavoro fatto in allenamento, abbiamo approcciato bene la gara, l’abbiamo portata avanti bene, abbiamo retto nonostante il gol subito non meritato. Poi l’abbiamo pareggiata, abbiamo creato tante situazioni. Il risultato di oggi è figlio dell’ultimo mese in cui tante cose non sono girate per il verso giusto. Questa serata mi provoca tanto dolore, non penso meritassimo di uscire. Il calcio è crudele, accettiamo il responso del campo”.

“In questa stagione ci sono state tante vicissitudini. Abbiamo fatto un discreto girone d’andata, abbiamo pagato un dicembre e gennaio non fatto benissimo. Poi ci siamo sistemati, abbiamo messo dentro tanti ragazzi, abbiamo fatto un percorso straordinario per due mesi, coltivando l’ambizione della serie A diretta. Questo tipo di calcio lo abbiamo messo in atto anche in gare come Monza o Cittadella, non meritavamo di perdere ma è successo e ciò ci ha tolto certezza. Siamo umani e abbiamo reagito così ad una serie di cose che non meritavamo. A Venezia, che è un’ottima squadra, abbiamo retto, poi c’è anche la bravura degli avversari. Nei due macrotempi, se c’era una squadra che meritava la finale, quella eravamo noi. La fortuna non ci ha assistito e accettiamo il risultato”.

“Cosa ci ha penalizzato nelle gare in casa? Il fatto di non aver i nostri tifosi ci ha tolto qualcosa, a volte in casa ci ha tradito la fretta di voler subito sbrigare la pratica, esponendoci a qualche contrattacco che ci ha penalizzato. Quando vai sotto, poi forzi ancora. Quando abbiamo messo palla a terra e fatto le cose che conoscevamo, si è visto un calcio gradevole. Con l’Empoli siamo stati il miglior attacco. Stasera potevamo fare tanti gol, abbiamo valorizzato tanti giovani. Quando si retrocede, poi, è sempre un anno particolare. Ci sono state tante problematiche personali, abbiamo retto anche a quelle e ci siamo costruiti la possibilità per il sogno. Nel momento decisivo ci è mancato qualcosa che, ora, non riesco nemmeno a individuare.

Mancosu? Era giustamente deluso, l’ho abbracciato forte. Gli ho detto che sceglierei mille volte lui. Ha una grande forza d’animo che ha dimostrato nella sua vicenda personale, superata per l’amore per il calcio e per questa società, mettendosi sempre a disposizione di tutti. Con questi calciatori non ci si sente mai soli”.

“Dove puntellare la squadra? Chi ci ha seguito, ha notato la nostra crescita. Abbiamo valorizzato giocatori, trovato altri giocatori importanti, alcuni dei quali non li abbiamo quasi mai avuti a disposizione come Mancosu, Calderoni, Dermaku. Ci sono tante situazioni che ci hanno penalizzato. Ci è mancato qualcosa ma dentro c’è un forte dolore. Nonostante il progetto triennale, già quest’anno c’era la possibilità di salire. Un dolore troppo grande. Farò le mie valutazioni, la società farà le sue. Ci confronteremo per capire cosa è meglio per tutti, con loro ho un rapporto schietto. Per me è un onore allenare il Lecce e se c’è la possibilità, sarei felice di poterlo ancora fare, ma è giusto che ci sia un passaggio con la società per portare avanti le cose con energia e forza”.

(foto: E. Corini, ph. Coribello-SalentoSport)