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LECCE – Braglia sfata il tabù “Via del Mare”, ma la strada è lunga. Il punto della situazione in casa giallorossa

La prima vittoria stagionale in casa stava diventando quasi un’ossessione per il Lecce versione 2015/2016, e per sfatare l’inatteso e sgraditissimo tabù “Via del Mare” ci voleva una scossa dalla magnitudo che solo l’approdo sulla panchina giallorossa di un allenatore di grande impatto come Piero Braglia poteva dare. Il neo-tecnico ha, come prevedibile, avuto troppo poco tempo per realizzare stravolgimenti tecnico-tattici (anche se si è potuto notare qualcosa di nuovo, dal modulo ad un’intesa migliorata tra i reparti), ma la sua mano si è vista eccome sull’approccio che la squadra ha avuto al match, elemento che era clamorosamente mancato (probabilmente l’unico veramente imputabile ad Asta) nelle giornate precedenti.

Impauriti e timidi nelle fase iniziali del gare casalinghe con Fidelis Andria, Casertana e Catania, Papini e compagni hanno stavolta aggredito l’avversario sin dalle primissime battute, tanto che l’Ischia è riuscito a rimettersi in carreggiata ed entrare realmente in partita solo a ripresa inoltrata. L’esser finalmente riusciti a sfruttare il calore dei propri tifosi per lanciarsi all’attacco ed arginare lo scoglio, soffrendo ma non troppo, non è l’unico aspetto positivo su cui mister Braglia può costruire il suo corso. Il coraggio di aver cambiato quattro quarti dell’ultima versione della difesa giallorossa, così come l’aver ridisegnato centrocampo e attacco non tanto dal punto di vista del tipo di gioco (il tempo era troppo poco) ma, appunto, degli interpreti, ha messo subito in chiaro le intenzioni del tecnico, ovvero sfruttare il più possibile la lunga e ben assortita rosa, vero punto di forza del Lecce rispetto ad avversari che, soprattutto in panchina, non possono contare su elementi dalle qualità e dall’esperienza comparabili. Inoltre, al netto dell’ultimo infortunio occorso a Surraco, il suddetto bel parco giocatori di cui Asta non ha mai potuto disporre pienamente è ormai quasi al completo. Un fattore che certo agevolerà la fase di costruzione della squadra da parte di Braglia rispetto a quanto avvenuto in estate.

Sarebbe troppo bello, però, se le prime settimane del nuovo Lecce del tecnico maremmano fossero tutte rose e fiori. In realtà, e non potrebbe essere altrimenti, la strada è lunghissima ed in salita, e non solo perché al termine del torneo mancano ventisette giornate (elemento peraltro da considerarsi positivo, visto il gap da colmare in classifica). Il rovescio della medaglia del rientro dei tanti giocatori prima infortunati si palesa nel fatto che molti giallorossi non hanno quasi mai giocato insieme. La difesa con l’Ischia ha retto bene, ma nei momenti di maggiore difficoltà il centrale Cosenza, al rientro dopo il lungo stop, è apparso in netto ritardo ed ha sofferto lo spuntato attacco ospite in più di un’occasione. Stesso vale per una mediana ancora da work in progress e, soprattutto, per un attacco, traducibile nella tanto agognata intesa Curiale-Moscardelli, che dalle parti di Lecce stanno ancora aspettando davvero. Con l’Ischia qualche sprazzo se n’è visto, ma solo il tempo ci dirà se Braglia riuscirà a far sbloccare definitivamente le grandi potenzialità di questa squadra.

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