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foto: L'esultanza di Ceesay
ph: Coribello/SS

LECCE – Blin, Ceesay e Gonzalez si esaltano. Falcone ormai non fa più notizia: le pagelle del pari con la Fiorentina

LE PAGELLE DI LECCE-FIORENTINA

Falcone 7: Attento su Mandragora, combina un mezzo pastrocchio in occasione del gol annullato a Cabral. Nella ripresa, quando il Lecce tira i remi in barca in debito d’ossigeno, mette il sigillo sul punto conquistato dicendo di no, da campione, a Martinez Quarta e a Nico Gonzalez. Ribadiamo: un caffè con Mancini a quando?

Baschirotto 6: Spostato a destra, la sostanza non cambia molto. Puntuale nelle chiusure, in alcune delle quali si aiuta anche col fisico e con l’esperienza, si fa sorprendere dallo stacco di Kouamè, come tutta la difesa giallorossa, unica – ma pesante – leggerezza della serata, anche se decisiva. Si getta spesso in avanti a caccia dell’incornata su palla ferma, ma di palle staccabili non ne arrivano tante.

Pongracic 6,5: In coppia con Umtiti, rende facili anche le situazioni più difficili con freddezza slava. A parte un quarto d’ora nel secondo tempo, in cui tutta la squadra scende di tono, guida la difesa con ordine e disciplina.

Umtiti 6: Prima al Via del Mare con alti e bassi per il campione del mondo francese. Utilissimo il suo mestiere per vincere alcuni duelli d’astuzia, rischia grosso nel secondo tempo quando stende Kouamè, potenzialmente lanciato in porta. L’arbitro, per fortuna dei giallorossi, estrae solo il giallo.

(90′ Gendrey) sv

Gallo 5,5: Partita generosa rovinata da due ammonizioni prese in due minuti in zona recupero, quando ormai non ne aveva più.

Gonzalez J. 7: Rouleta e assist no-look per il gol di Ceesay e basterebbe questo. A soli vent’anni, sembra – a tratti – già un veterano. In altri momenti, però, eccede nell’estro e perde qualche pallone pesante. Uno degli ultimi a mollare, la sua qualità sta diventando imprescindibile in questa squadra. Serve, però, continuità.

(90′ Helgason) sv

Blin 7: Il Re di Bastoni. Legna quando deve, imposta il gioco, soffre, corre, rintuzza, fa rifiatare la squadra, appoggia la manovra offensiva. Lo possiamo dire? Lo diciamo: oggi non si è sentita la mancanza di Hjulmand.

Askildsen 6: Prestazione a singhiozzo dopo la buona prova di Roma. Ha bisogno di trovare misura e confidenza con la nuova realtà e coi compagni e serve tempo. Sarebbe necessaria anche maggior precisione sui calci piazzati: nel primo tempo, una potenziale azione offensiva del Lecce viene trasformata in un contropiede viola perché colpisce l’unico uomo presente in barriera.

(69′ Bistrovic) 6: Entra nei 20 minuti finali quando il Lecce ha bisogno di rifiatare e di portare, coi denti, un punto a casa. Dà il suo contributo, ma si può dare di più.

Strefezza 6,5: Immarcabile, o quasi, nel primo tempo. Strappa applausi a scena aperta andando via a due uomini con un dribbling a centrocampo. Illumina la scena finché ne ha, proponendo anche un paio di traccianti interessanti per i suoi compagni, non adeguatamente sfruttati. Carica gli avversari di ammonizioni, corre per tutta la fascia, poi finisce la benzina e il Lecce non punge più.

(90′ Oudin) sv

Ceesay 7: Il gol è il giusto premio a una partita di lotta, sacrificio, impegno, corsa e di tante chiusure in fase difensiva. Ne avrebbe potuto segnare anche un altro, se non due, ma non gli si può chiedere tutto. Terzo gol in dieci partite, non un bilancio da buttare via, anche se a volte sciupa troppo.

Banda 6: Nel primo tempo si accende un paio di volte, accompagnato da uno scatenato Gonzalez e appoggiato da Gallo, inventa un assist per Ceesay che arriva in ritardo all’appuntamento col gol. Spesso, però, i difensori avversari capiscono il suo rientrare sul destro e lo anticipano o lo chiudono. Nella ripresa, sciupa un potenziale contropiede letale sbagliando il lancio per Ceesay che poteva andare in porta. C’è tanto da lavorare.

(74′ Di Francesco) 5,5: Entra con tanta foga ma sbaglia anche un paio di scelte decisive ai venti metri.

All. Baroni 6: Il Lecce continua a non vincere in casa. Il pari di oggi deve lasciare l’amaro in bocca perché i giallorossi giocavano già conoscendo i risultati delle altre concorrenti per la salvezza. Una vittoria sarebbe stata molto importante. Il punto raccolto contro la Fiorentina è frutto di un buon primo tempo, giocato con grinta e velocità. Quando la squadra si abbassa troppo, il gol della Fiorentina è scontato e ne sarebbe potuto arrivare anche un altro. Quando gli esterni d’attacco, in particolare, non ne hanno più, la squadra smette di essere pericolosa in avanti e, inevitabilmente, arretra, invitando l’avversario ad avanzare. Non potendo vincere, decide di difendere coi denti il pareggio. Che va bene, ma…

FIORENTINA (4-3-3): Terracciano 6 – Dodò 5, Martinez Quarta 6, Igor 5 (59′ Milenkovic 6,5), Biraghi 6 – Bonaventura 5, Mandragora 5,5 (59′ Duncan 5), Barak 5,5 – Gonzalez N. 6, Jovic sv (7′ Cabral 6), Kouamè 7 (83′ Ikonè sv). All. Italiano 6.