Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

in foto: archivio
copyright: Coribello/SalentoSport

LECCE – Altro flop esterno: quando c’è da lottare, la squadra si affloscia. Urge cambio di rotta: le pagelle

LE PAGELLE DI TORINO-LECCE

Falcone 6: Al netto dei brividi che ancora suscita il suo gioco arretrato coi piedi e gli inutili lanci lunghi per la punta centrale, puntualmente anticipata, compie un miracolo sul colpo di testa da ravvicinato di Sanabria, non potendo nulla in occasione dei due gol.

Gendrey 4,5: Complice del gol di Bellanova con un anticipo/assist per l’esterno torinista, e del secondo gol, quando salta fuori tempo facendosi uccellare da Zapata. Unico lampo, una rimessa laterale che manda in porta Kaba. In mezzo: imprecisioni, corsa a vuoto e palle gettate via.

Pongracic 4: Rovina una gara onesta, condotta con attenzione ed efficacia, con due fesserie senza senso che lasciano il Lecce in dieci e che pregiudicano anche la prossima partita con l’Inter.

Baschirotto 5,5: Gioca una gara attenta sino al gol di Bellanova. Quando la squadra si affloscia, anche lui perde qualche passo. Da censura quando s’incaponisce nell’impostare il gioco coi lanci lunghi.

Dorgu 4,5: Ritrova il posto da titolare ma non lascia il segno, in positivo. Quando la barca ormai è a picco, spende un fallo inutile che lo costringerà a saltare anche l’Inter in quanto ammonito e già diffidato. Poca sostanza sia dietro (tardiva l’opposizione al tiro di Bellanova), sia in avanti.

(79′ Gallo) 6: Almeno fa trasparire un po’ di grinta che è merce rara tra i suoi compagni, provando un bel tiro a giro a tempo quasi scaduto.

Blin 5,5: Nel primo tempo è diligente nel coprire le spalle a Ramadani e alla squadra, ma lento nel muovere la palla e assente negli inserimenti in appoggio alla manovra. Preso il gol, traballa come tutta la squadra e D’Aversa gli risparmia l’ultima mezzora.

(61′ Kaba) 4,5: Ancora una volta, ha suoi piedi l’occasione per sfondare la porta ma la sciupa, facendosi rimontare da Linetty al momento del tiro. E Linetty non è Marcel Jacobs. Errore pesantissimo.

Ramadani 4,5: Gioca a nascondino in fase d’impostazione, costringendo due piedi non raffinati come quelli di Falcone e Baschirotto a dare la scintilla alla costruzione di gioco. Si fa vedere solo quando c’è da stoppare l’avversario, spesso al limite del cartellino (che avrebbe meritato). Unico sussulto: un’azione personale con mozzarellina nelle braccia di Milinkovic. Se il sostituto di Hjulmand (?), contro il Bologna era stato uno dei pochissimi a lottare sino all’ultimo, oggi non si salva nemmeno lui.

Rafia 5,5: Si muove molto, guadagna falli e punizioni e sembra l’unico ad avere uno straccio d’idea, di illuminazione nella fase offensiva, provando delle giocate fini a se stesse ma che almeno fanno vedere qualcosa di diverso. Annaspa in quella difensiva rischiando, anche lui, di prendere quantomeno un giallo. Un po’ lento nel chiudere la porta a Bellanova sul gol.

(61′ Sansone) 5: Da uno della sua caratura e della sua esperienza, ci si aspetta che, nei momenti di difficoltà, sia quello che si trascina la squadra caratterialmente e tecnicamente. Oggi non si è visto nulla di tutto ciò.

Almqvist 5: Condannato a vagare per la fascia in attesa di uno spiraglio giusto per scatenare la sua corsa. Rischia di fornire un assist per Vlasic nel primo tempo. Quando va sul fondo, nella ripresa, mette in mezzo un bel pallone non raccolto da alcuno dei suoi compagni. Prova anche un tiro in porta, largamente telefonato e previsto dai suoi avversari diretti, e viene murato. In generale, non graffia più, da tempo.

Piccoli 5,5: Sfiora un gol che poteva cambiare le sorti della gara nel primo tempo, su errore del portiere che quasi gli frana addosso. Ha un gran lavoro da fare nell’intercettare palloni sballati, lunghi, larghi che gli piovono vicino. Spesso esce sconfitto dal duello col suo marcatore diretto. Ma è abbandonato al suo destino, con l’uomo più vicino che è quantomeno a 15-20 metri.

(79′ Krstovic) sv: Uno dei pochi che, almeno, sembra aver voglia di lottare. Certo, se tocca a lui marcare un corazziere come Zapata, sui calci fermi…

Oudin 5: Oggi schierato esterno d’attacco, scommessa decisamente persa. Lento in mezzo al campo, qualche rara apertura per i compagni e poco altro. Lenti e scontati i calci da fermo. In un paio di casi, inguardabili gli schemi scelti e attuati da corner o nelle punizioni vicino l’area avversaria. Fa quel che può in fase di ripiego, correndo, ma spesso in ritardo e a vuoto.

(74′ Touba) sv: Entra a partita ormai chiusa, rischiando anche di regalare il terzo gol al Toro nell’ultima azione. Si candida ad un posto da titolare contro Lautaro e co. Auguri.

All. D’Aversa 4,5: In due partite esterne, il Lecce incassa un 6-0 senza attenuanti. Il tecnico opta per Blin e Ramadani insieme per giocare una gara fisica e per arginare il Toro, sperando in qualche miracolo nei 30 metri avversari. Ma i miracoli non arrivano. Pur controllando bene l’avversario nel primo tempo, la squadra non crea gioco, non ha idee, non va al tiro. Il copione è sempre uguale: Ramadani non si fa vedere e allora i play diventano Falcone o Baschirotto, con esiti scontati. Puntualmente, difesa bucata alla prima ingenuità. Al gol di Bellanova la squadra non reagisce, perde quel minimo di grinta messa in campo nel primo tempo e si sfalda minuto per minuto. L’occasione di Kaba, fallita, è frutto del caso. Così come quella di Piccoli nel primo tempo. A contorno di tutto le due grandi fesserie di Pongracic e partita chiusa. Fa preoccupare – oltre all’assenza di gioco, di carattere, di idee, di reazione, di cattiveria sotto porta, di schemi efficaci su calcio piazzato, di contromisure tattiche – anche il senso di smarrimento sugli occhi dei calciatori, già dal momento delle foto di rito prima del fischio d’inizio. Una squadra che, quando c’è da lottare, naufraga. Fa preoccupare, per le sorti di questo campionato, anche il blackout tra allenatore e gli stessi calciatori, che quasi recitano una parte a memoria, senza crederci. Di questo passo si andrà a sbattere se non si trova in rimedio, una soluzione, un’alternativa tattica, anche di modulo. Ultimi appunti: perché Gonzalez riscalda la panchina da due partite? E Pierotti come sta? E quando arriva il momento di Berisha?