LE PAGELLE DI FINE STAGIONE – Dal 4-0 col Milan al terremoto societario. Le pagelle di una salvezza miracolosa
Il terremoto con epicentro in Via Templari ha colpito tutta Lecce e a meno di 12 ore dalla festa salvezza il futuro dei giallorossi appare cupo e fitto di mistero. Ma, dopo una salvezza sofferta sul campo, come ogni fine anno che si rispetti diamo i voti, dalla squadra ai tifosi, passando dalla società.
LA SQUADRA
PORTIERI
Rosati 8: Una stagione così vale una chiamata ai piani alti. Il portiere della peggior difesa del campionato è diventato idolo della tifoseria e uomo mercato. Le sue parate durante la stagione hanno impressionato tutti – il miracolo su Pandev e il rigore parato a Budan, due su tutte – e ora sia la Roma che il Genoa sono sulle tracce dell'estremo difensore di Tivoli.
Benassi 6: In Coppa Italia ha fatto vedere di che pasta è fatto e perché a Perugia era un idolo. L'ultima di campionato con l'espulsione macchiano il suo esordio in Serie A, come secondo portiere è una garanzia.
Petrachi s.v.: Terzo portiere, quest'anno mai sceso in campo.
DIFENSORI
Donati 5.5: Il talento di questo classe '90 si è intravisto. Tredici presenze in campionato, ma l'arrivo di Tomovic lo ha fatto accomodare in panchina.
Giuliatto s.v.: Con il Napoli e con la Lazio è tornato al calcio giocato lasciandosi alle spalle l'infortunio che lo ha tormentato per mesi.
Gustavo 5: Un inizio di stagione da incubo, con errori da dilettanti e svarioni annessi, poi un lento risalire fino a buone prove come quella con il Napoli e il Bari. Rimandato a settembre.
Sini s.v.: Scampoli di partite per lui. Il Lecce sembra credere in questo giovane per il futuro, ma il presente lo ha visto poco impiegato.
Reginiussen s.v.: Meteora con la sindrome di Haglund.
Ferrario 6: Gli infortuni lo hanno molto limitato e il giudizio su di lui ne resta influenzato. Quando ha giocato ha dato sicurezza al reparto con qualche passaggio a vuoto, ma il salto dalla Prima divisione alla A in sei mesi non si è fatto sentire.
Fabiano 6.5: Era considerato un rincalzo, ha guidato la difesa nella seconda metà di stagione. Una maturazione completa del brasiliano classe '82 che per mesi e mesi si è sobbarcato il compito di reggere la pressione e rintuzzare gli attacchi sia degli avversari che della critica alla difesa salentina. Missione compiuta e pensare che in estate era vicino al Siena…
Brivio 6: A piccoli passi si è guadagnato fiducia sulla fascia sinistra e in coppia con Mesbah sul binario mancino ha fornito ottimi spunti. In rampa di lancio.
Rispoli 5: Dalla partita strepitosa con il Palermo, esordio in A per lui, all'oblio del dimenticatoio.
Diamoutene s.v.: Due presenze ed un goal, ma il rapporto con il pubblico è sempre stato a dir poco deficitario. Arriva il Pescara a gennaio e le strade si sono separate definitivamente tra lui e il Lecce.
Tomovic 6.5: L'unico rinforzo di gennaio ha dato stabilità al reparto difensivo e una concretezza impensabile fino a dicembre. Duttile e propositivo si è ritagliato subito uno spazio nelle simpatie dei tifosi con la sua dinamicità. Giocatore con molto mercato, la speranza è di rivederlo a Lecce anche l'anno prossimo.
CENTROCAMPISTI
Munari 5.5: Quest'anno sembrava l'anno buono per vederlo definitivamente sbocciare, ma ha giocato tutto il campionato con il freno a mano tirato perdendo anche il posto da titolare. Grandi falcate e buoni movimenti, ma deve ingranare la marcia per non rimanere nel limbo.
Olivera 8: Cesena terza di campionato, Olivera 4.5 e il sentore di flop nell'aria. Da quel momento un crescendo vorticoso, goal, giocate e spirito di sacrificio. Lo abbiamo visto da rifinitore fino a mediano, il Lecce con lui ha vissuto domeniche tranquille. Adesso lo aspetta la riabilitazione dopo il brutto infortunio di Bari perché per i giallorossi un giocatore così è imprescindibile.
Mesbah 7.5: Un dato. Quando il Lecce era in difficoltà, la manovra passava dai suoi piedi e d'un tratto i giallorossi si rianimavano. Le sgroppate sulla sinistra, condite da due reti, lo hanno reso uno degli esterni più interessanti del campionato. Copre sia la fase difensiva che quella offensiva, sempre esemplare.
Giacomazzi 6.5: Il capitano, 33 primavere e una voglia matta di Lecce. Sempre pronto a metterci la gamba e il cuore. Tre espulsioni e tre goal che sintetizzano al meglio la stagione e la carriera di un mediano con lo spunto offensivo. Sembra sempre non averne, ma la classe rimane sempre immutata.
Vives 7.5: Mediano, terzino destro non è affar suo, con polmoni e anima gigantesca. Ha dimostrato di non essere inferiore a nessun centrocampista a lui contrapposto in questa annata. La partita con la Juventus un vero capolavoro, nonostante l'espulsione. Il campano classe '80 ha trovato la sua dimensione, complimenti a Zeman che lo lanciò anni fa…
Grossmuller 5: Nè carne nè pesce. Ottimo dribbling, ma che lentezza. Un paio di buone gare che non alzano la media ad un giocatore che si pensava potesse aver ben altro impatto sul gruppo.
Coppola 6: Il voto è merito anche dell'ultima di campionato. Per lui sempre e solo spezzoni di gara, ma sempre con la solita determinazione. Un cagnaccio, in senso buono, da centrocampo con il vizio del pallonetto.
Bertolacci 6.5: Usato con il contagocce, ma che classe. Juventus e Udinese ne hanno saggiata un po' e sono rimaste al palo. L'imperativo è riconfermarlo, perché di giovani così in giro ce ne sono pochi. Inserimenti e impostazione di gioco, come si suol dire: tanta roba.
Piatti 5: Arrivato in estate e dipinto come il salvatore della patria con il passare delle giornate si è sciolto come neve al sole. Solo in alcune partite ha fatto vedere tutto il suo talento e il mister spesso e volentieri lo ha dovuto lasciare ai margini della rosa.
ATTACCANTI
Bergougnoux s.v.: Chi l'ha visto? A Udine, l'ultima volta in Coppa Italia, in una serata d'inverno con aperture ai limiti dell'oratorio.
Corvia 5.5: Sei reti, da lui ci si aspettava una resa maggiore. Rimandato anche lui a settembre. Nel girone di ritorno il suo servizio alla squadra è stato discreto. Sembra però più un bomber da campionato cadetto.
Ofere 6: Dalla Svezia, passando per la Nigeria, con furore. Sempre pronto per le sportellate, si stava imponendo, ma il crack a Roma, con la Lazio, lo ha messo fuori dai giochi. Lo si attende la prossima annata.
Di Michele 8: 35, non 20, gli anni di uno degli eroi di questa stagione. Finte e contro finte da cineteca con goal, Genoa docet, da incorniciare. Il fisico, un po' logorato, si è fatto sentire, ma con lui in campo il Lecce ha viaggiato a mille. Merito anche del rapporto tra il romano e l'allenatore De Canio. La finta con il Chievo, nel girone d'andata, è degna del miglior Maradona.
Chevanton 6: Dall'espulsione con la Sampdoria all’eurogoal col Napoli. Il campionato di un idolo. Genio e sregolatezza si mischiano in Cheva. Rivederlo con la maglia giallorossa ha dato forti emozioni a tutto l'ambiente e le parole "uruguagio di bandiera, salentino di cuore" rimarranno impresse per sempre nella mente dei tifosi.
Jeda 6.5: Un campionato nell'anonimato fino al 15 maggio. Al San Nicola è diventato l'eroe del derby – se a Genoa non si scorderanno di Boselli altrettanto difficile sarà scordarsi di Jeda a Lecce -. Da seconda punta ha dato spesso un supporto alla prima punta, con alti e bassi, ma l'apporto in generale è stato più che sufficiente.
ALLENATORE
De Canio 8: Gli ultimi avvenimenti non possono cancellare un'annata super. Gli attriti con la società durante l'anno non gli hanno impedito di lavorare serenamente, grazie anche al dialogo con Pierandrea Semeraro, permettendogli di raggiungere una salvezza che sa di miracoloso. Uno dei migliori tecnici di questa Serie A.
PRESIDENZA
Semeraro Famiglia 6.5: Di ieri è la notizia della cessione che ha mischiato le carte in tavola. Quest'anno a loro va il grande merito di aver continuato a credere in De Canio, ma il progetto "piccola Udinese" non è mai iniziato. La campagna acquisti ha lasciato a desiderare fortemente e solo un grande gruppo è riuscito a sopperire alle carenze d'organico.
TIFOSI 10+: Sempre vicini alla squadra e quando anche il veto di trasferta è caduto si sono ritrovati in 500 a Genova e 2500 a Verona. La nota è sempre la stessa, fa tristezza durante l'anno – con il Cesena di turno – vedere lo stadio semideserto.
