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LECCE – La squadra si sfalda come sempre e al Genoa non par vero: le pagelle di un pesante ko

LE PAGELLE DI GENOA-LECCE

Falcone 6,5: Pomeriggio di lavori straordinari, come spesso gli capita. Attento su Retegui nel primo tempo, ci va di piedi su Vasquez in avvio di ripresa, salvando la sua porta. Prima del 2-1 genoano, dice di no a Ekuban che, di lì a breve, lo befferà in acrobazia. Sui due gol, sembra poter far nulla per impedirli.

Gendrey 6: Ha sul destro il pallone per sbloccare la parità ma lo spedisce in curva. Più dinamico di Gallo, preciso nelle chiusure nel primo tempo. Anche il francese partecipa al festival dei falli inutili regalati, nella ripresa, quando getta via più di un pallone. Suo l’assist per Krstovic.

Pongracic 5: Si disimpegna bene nella prima parte di gara, con anticipi puliti e rapide impostazioni di gioco. Nella ripresa sembra un altro: un fallo evitabilissimo al limite dell’area leccese causa la punizione che Gudmundsson e Retegui sfruttano alla perfezione per l’1-1 genoano. Un errore in fase d’impostazione arretrata costringe Falcone a superarsi su Ekuban al 74′, prima di capitolarci dopo due minuti, sempre grazie allo stesso Ekuban s’inventa una girata al volo tra Rafia e il numero 5 giallorosso. Periodo di appannamento abbastanza evidente.

Baschirotto 6: Per 65 minuti domina l’area giallorossa lasciando le briciole agli attaccanti di Gilardino. Poco colpevole nei due gol presi. In area avversaria, non riesce più a trovare il terzo tempo per staccare sui corner. E quanto mancano quei gol…

Gallo 5,5: Lanci lunghi e cross in mezzo sono tanti e quasi sempre imprecisi. Più diligente dietro, ma è puntualmente sovrastato nel gioco aereo sui cross lunghi sul secondo palo. E non da oggi.

(90′ Pierotti) sv: Presenza utile solo per gli archivi.

Kaba 5,5: Alti e bassi nella prima frazione, quando scalda il motore quando ormai è passato metà tempo. Oggi meno brillante e dinamico del solito. Sciupa un’occasione colossale che, prima del riposo, poteva mettere in archivio la gara. Sono tanti i palloni recuperati ma altrettanti quelli buttati via per imprecisione e ingenuità.

(90′ Gonzalez) sv: Presenza utile solo per gli archivi.

Ramadani 6: Ha tanto da fare nel far girare palla e, soprattutto, nell’inseguire gli avversari e nel tappare le falle lasciate aperte dai compagni. Giustamente, le energie non possono durare per tutta la partita e quando mancano le forze, comincia a mancare anche lucidità. Ecco il fallo al 90′, decisamente inutile, che gli farà saltare la Fiorentina. Ma, ad oggi, ce ne vorrebbero almeno due come lui per dare sostanza ad un reparto che si scioglie col passare dei minuti.

Oudin 5,5: Gioca, come sempre, a sprazzi ma quando tocca il pallone, qualcosa di positivo s’intravede. Riportato a centrocampo dopo che D’Aversa lo aveva elogiato nel ruolo di esterno sinistro, dimostra di avere le qualità per inventare qualcosa di positivo ma di non avere le qualità da interditore. Così, in mezzo al campo, si soffre maledettamente. Maluccio nei calci piazzati: imprecisi e lenti, tranne in un’occasione in cui sfiora il gol.

(73′ Rafia) 4,5: Entra per dare vigore e magari qualità alla squadra, ma fallisce su tutti i fronti, sciupando diversi palloni, sbagliando le misure dei passaggi, anche corti, annaspando nelle coperture. Ekuban sbuca in mezzo a lui e a Pongracic.

Almqvist 5,5: Di coraggio ne ha da vendere, anche per tentare dribbling impossibili, a meno che tu non sia Ronaldinho. Ha corsa a tutta fascia ma nella freddezza e nel tempismo sotto porta ancora c’è tanto da migliorare. Si guadagna il rigore dello 0-1 ma sciupa anche una grossa palla gol.

Krstovic 6: Perde molti duelli in avanti, gli riesce qualche buona sponda pur trovandosi da solo in mezzo alle maglie rossoblù. Ci mette lo zampino nel rigore fischiato ad Almqvist, lanciandolo in area. Il rigore, però, è battuto malissimo, tirato centralmente e senza nemmeno alzare un occhio sul portiere, per vedere come e dove si stava per gettare. La fortuna gli restituisce una deviazione decisiva sul tiro che vale lo 0-1. Briciole sino a quando rimane in campo. Sufficienza d’incoraggiamento per aver ritrovato il gol dopo quasi un intero girone.

(64′ Piccoli) 5,5: Entra quando il Lecce sta cominciando ad andare in tilt. Cattura qualche pallone in più rispetto a Krstovic ma poco altro. Avrebbe bisogno di compagni a lui più vicini o di cross precisi e radenti, ma questa non è una novità.

Sansone 5,5: Al 51′ ha sui piedi il pallone che potrebbe chiudere la partita ma lo fallsce clamorosamente. Un errore che, a posteriori, pesa il doppio. Peccato perchè, pur non brillando, era stato protagonista di un paio di buoni suggerimenti per i compagni.

(64′ Banda) 5: Reduce dalla Coppa d’Africa, paga lo stress e la stanchezza, non lasciando tracce di sè.

All. D’Aversa 4,5: Conferma il modulo ma lanciando Sansone e arretrando Oudin. Il Lecce sciupa tanto ma gioca un buon primo tempo, chiudendo meritatamente avanti. Nella ripresa, la storia si ripete: altri 10-15 minuti di discreto livello, poi arrivano le ingenuità, i falli inutili, i gol subiti e la vittoria, anche oggi, svanisce. Il 4-3-3 a tutta birra non può durare, come intensità, 90 minuti più recupero. Inevitabilmente, quando calano le energie e i subentranti non contribuiscono a compensare le energie calanti, la squadra arretra, subisce e lascia anche oggi per strada punti preziosissimi. Anche a livello caratteriale, di grinta, di lotta in mezzo al campo, la squadra è mancata dopo un primo tempo giocato in maniera aggressiva e dinamica. Incomprensibili i cambi al 90′, quando ormai la partita era finita. Pierotti, domenica scorsa preferito a Strefezza, oggi è stato mandato in campo in pieno recupero. Si allunga la striscia negativa, si allungano ombre sulla squadra e sul morale di tutti, allenatore, staff, calciatori, società e tifosi. Altri tre giorni per cercare di rinforzare questa squadra, che ha delle evidenti lacune in più settori. Altrimenti sarà durissima. Aver perso una partita pressoché dominata per 60′ minuti e contro un’avversaria diretta, è un’aggravante. Non ci si può più appigliare al fatto che la squadra gioca bene per una parte di gara. Il credito riscosso nelle prime giornate, ormai, è finito, servono contromisure, e subito.