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in foto: N. Krstovic
copyright: Coribello/SalentoSport

LECCE – Krstovic, che fesseria! L’attacco non gira, Ramadani e Gonzalez tengono su la baracca: le pagelle

LE PAGELLE DI MILAN-LECCE

Falcone 6: Tre gol al passivo, almeno un altro paio sventati con i suoi interventi. Solo sul terzo di Leao, forse, poteva fare qualcosa in più.

Venuti 6: Si lascia scappare Leao in occasione del terzo gol, quando la squadra era sbilanciata per via della spallata subita da Almqvist in area rossonera. Dinamico quando ha gli spazi a disposizione, quasi sempre attento in difesa ma in netta difficoltà nei primi venti minuti.

(69′ Gendrey) 5,5: Non convince il suo approccio alla gara: va bene che ormai era una partita chiusa e che mancavano 20 minuti, ma il francese dà l’idea di entrare in campo svogliato e così non va bene. Salva un pallone deviato da Falcone dopo un tiro di Jovic.

Pongracic 5,5: Prende applausi per un’uscita palla al piede, è soccombente quando il Milan attacca a folate ma ci mette qualche pezza importante che evita un passivo più largo.

Baschirotto 5,5: Giornata no per il biondo che si vede arrivare maglie rossonere (pardon, di orribile tonalità rosa confetto) da ogni dove e spesso perde i duelli diretti. Ci si chiede: ma se sui calci da fermo Baschirotto non marca Giroud, allora chi dovrebbe marcarlo?

Gallo 5,5: Chukwueze a sinistra lo fa ammattire per buona parte di primo tempo, poi perde l’ispirazione e lascia qualche metro che il terzino palermitano sfrutta per imbastire qualche sgroppata delle sue. Come sempre, tanto cuore, ma oggi è spesso apparso in affanno.

Blin 5: Beffato da Giroud nel 2-0, prende un giallo per proteste e ne rischia un secondo per qualche falletto di troppo. Il capitano, oggi, balbetta.

(77′ Berisha) sv: Pochi minuti per giostrare qualche pallone e per fare esperienza in un campo leggendario.

Ramadani 6,5: Un maratoneta per tutto l’incontro, anche quando ormai c’era ben poco da fare. La vicinanza di Blin – ormai tre indizi fanno una prova – gli giova. Disegna un assist al bacio per Gonzalez, pressa e lotta come un ossesso. Un po’ leggero in chiusura su Pulisic nell’1-0, il primo errore banale arriva al 71′: uno dei pochi ad aver sudato la maglia.

Gonzalez 6: Sue le uniche due palle gol del Lecce: al 5′ allarga un filo di troppo il mancino e dal possibile 0-1 si passa all’1-0 in un battibaleno. Al 29′ stacca perfettamente su un cross al bacio di Ramadani ma, anche in questo caso, la mira è alta di qualche centimetro di troppo. Utile in copertura ma spesso preso d’infilata o in raddoppio dal più folto centrocampo avversario. Gotti lo fa rifiatare all’intervallo, preservandolo – forse – già per la prossima.

(46′ Piccoli) 5: Stenta a tenere un pallone che sia uno, mettendo in fila errori banali di stop, di fraseggio e anche scelte incomprensibili come quella di rinunciare all’assist per Dorgu lanciato a rete al 52′. Contro l’Empoli toccherà a lui ma deve cambiare atteggiamento.

Dorgu 6: Rendimento altalenante per tutta la gara. A sinistra, comunque, è ben più pericoloso e redditizio rispetto a Banda, cui serve anche un bel cross radente attorno al 20′. Il ruolo di esterno d’attacco – o, comunque, quello di esterno nel 4-4-2 – sembra essergli più congeniale rispetto a quello di terzino. Ci mette corsa e cuore, ma contro questo tipo di avversari, se non dai il 110% non ne esci vivo.

(85′ Pierotti) 6: Ha voglia di farsi vedere e si mette in mostra in un paio di occasioni: all’88’ quando spara un bel destro secco ma centrale; sull’azione successiva, quando stacca da corner di Berisha.

Krstovic 4,5: Deve spesso venire incontro al pallone per cercare di toccarne qualcuno, con due avversari che lo seguono passo passo. Lavoro discreto in fase d’appoggio, insufficiente alla conclusione. Al 45′ un fallo involontario ma pericolosissimo mette la parola fine all’incontro del Lecce e lo costringerà a saltare anche la prossima con l’Empoli. Giornata da dimenticare in fretta.

Banda 5: Copione già visto e rivisto. Gotti lo schiera a sinistra ma la sostanza è simile: non incide, non va sul fondo, perde diversi palloni banali, fa confusione in area tanto da rischiare di farsi male per intervenire su un pallone destinato a Gonzalez. In sostanza, la squadra era in dieci già dal primo minuto.

(46′ Almqvist) 5,5: Si dà da fare, ha voglia di giocarsela, viene maltrattato in area avversaria da Theo (intervento energico al limite del fallo da rigore), ma, in generale, deve essere più cattivo al tiro. Sotto l’aspetto fisico, c’è poco da fare: è leggero ed è spesso sovrastato dai ben più piazzati avversari.

All. Gotti 5,5: Ritorna al 4-3-3 dopo due positive (in termini di punti) prestazioni contro Salernitana e Roma ma la scelta degli uomini non convince, in primis quella di Banda dal 1′. Contro il Milan di oggi c’era ben poco da fare e lo si sapeva. Nella prima parte di gara la squadra viene travolta atleticamente e tecnicamente, ma è del Lecce la prima palla gol della partita: siam sempre lì, se non si segna, tutto si complica. Sulla precisione al tiro bisogna continuare a lavorare, giacché il Lecce è l’ultima in questa classifica. Quando i giallorossi rimangono in dieci per l’ingenuità, a dir poco, di Krstovic, già la testa va all’Empoli. In generale: squadra lenta e poco mobile, con Krstovic troppo solo in avanti. E con un altro gol da palla ferma sul groppone.