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LECCE – Hjulmand salenthinu veru, Ceesay pronto per Milano-Cortina: il pagellone finale semi-serio della stagione 2022/23

Come ormai consuetudine consolidata, eccovi sfornato, caldo caldo, il pagellone semi-serio della stagione del Lecce 2022-23, la nostra storica rubrica che vanta più tentativi d’imitazione dopo quelli della Settimana Enigmistica. 

FALCONE (38 p, -46 g – media voto pagelle 6,63): Quanto dev’essere frustrante perdere il record europeo del portiere mai battuto più di due volte in una partita, all’ultimo secondo del settimo minuto di recupero dell’ultima di campionato? Sfiga, eh? Gli rimane, però, il primato stagionale per aver preso due autogol dallo stesso compagno di squadra. Si presenta al Via del Mare facendo un partitone contro l’Inter e vi si congeda prendendo tre gol sui quali si fatica ad addossargli delle responsabilità. Il rigore parato a Monza e l’esultanza – con annessa vena gonfia del collo – sono da storia e da poster. Come la sua tinta biondo Carrà. Finalmente, Mancini si è accorto della sua esistenza. RESTA CUMMÈ. VOTO 8

BRANCOLINI E BLEVE: Spettatori non paganti del “Wladimiro Falcone Show”, edizione 2022-23. PORTOGHESI. SV

BASCHIROTTO (37 p, 3 g – MVP 6,45): Da “Baschi-chi?” a idolo dei tifosi, leccesi e non, nel giro di soli dieci mesi. Arriva a Lecce da vice Gendrey, chiude la stagione da Incredibile Hulk accanto a quell’alieno che di nome fa Samuel. Di lui si ricordano i tre gol e mezzo messi a referto, le spazzate in tribuna, i lanci lunghi (ma lunghi lunghi) e tanta grinta che non guasta mai. Colleziona interviste, riflettori, copertine e inviti a cena, tranne quello di Mancini che, per ora, l’ha sedotto e bidonato. Sontuoso nei due match contro l’Atalanta e a Cremona, in particolare. Finisce la sua brillante stagione in leggero calo, da Baschi-cotto. Un simbolo di questa squadra operaia. IL TRATTORE DI NOGARA. VOTO 7,5

CECCARONI (2 p, 0 g – MVP 6,25): Due ingressi in corso d’opera, due pagnotte portate a casa con sicurezza. Per il resto, trascorre il suo tempo salentino a ricordare a tutti che il suo cognome non è Ceccheroni, né Ceccherini, né Ceccarini, ma Ceccaroni. Eletto il più bello del gruppo dal suo spogliatoio, titolo che fa curriculum. FASCINO LAGUNARE. SV

 

 

CASSANDRO (1 p, 0g – SV) – Dodici minuti più recupero a Firenze e niente più, quasi più di Dermaku. TURISTA PER CASO. SV

 

 

 

 

DERMAKU (1 p, 0g – MVP 5,00) – Il suo campionato dura meno del pontificato di papa Luciani. TORELLO DAI PIEDI DI BALSA. SV

 

 

 

 

GALLO (32 p, 0 g – MVP 5,90) – Due gol a referto, entrambi nella sua porta. Corre come Gelindo Bordin per tutta la stagione, sciupando, spesso, i suoi sforzi con cross lenti o fuori misura o per nessuno o con qualche marcatura sbarazzina di troppo. Voglia ed impegno non sono mai mancati, ma potrebbe anche convincersi che di piedi ne ha due a disposizione. Ad ogni modo, per la terza stagione consecutiva, vince il ballottaggio sulla fascia sinistra difensiva: dopo Vera e Barreca, aggiunge anche lo “scalpo” di Pezzella al suo curriculum. OLTRE IL SINISTRO C’È DI PIÙ. VOTO 6

 

GENDREY (37 p, 0 g – MVP 6,11): Le sue folate sulla fascia hanno fatto svalvolare anche il simpaticissimo autovelox del Comune di Trepuzzi sulla Lecce-Brindisi, sempre ben segnalato, dobbiamo ammettere, vivi rallegramenti agli amministratori. Una crescita netta e costante che l’ha portato anche a vestire la casacca della sua nazionale. La svolta della stagione si è vista con la nuova pettinatura, sfoggiata in casa contro l’Udinese. Una di quelle scommesse che contribuisce ad aumentare l’autostima di King Pantaleo da Vernole. E LA LIRA S’IMPENNA. VOTO 7

 

PEZZELLA (16 p, 0 g – MVP 5,53): Il suo arrivo a Lecce e la contemporanea presenza di Gallo avevano fatto scappare a gambe levate Gianluca Frabotta, novello Paolo Maldini della Ciociaria. Resta uno dei grandi misteri irrisolti della Repubblica dopo Ustica e Piazza Fontana. GIACOBBOVOTO 5,5

 

 

 

PONGRACIC (9p, 0g – MVP 6,50): Ma che bel giocatore il croato, che ha dato sprazzi di solidità difensiva fino a quando non l’ha fermato l’infortunio, sul più bello. Sarebbe carino rivederlo anche l’anno prossimo in maglia giallorossa. Caro Marin, vuoi mettere la bellezza dei paesaggi salentini con il grigiore di Wolfsburg? Le birre buone ci sono anche da noi. Vienet’ a’ piglià o perdono. COITUS INTERRUPTUS. VOTO 7

 

 

ROMAGNOLI (7 p, 0 g – MVP 6,20): Usato come controfigura di Umtiti, ma anche come simil Dicaprio per lo spot Fiat che si sta girando a Lecce in queste ore. Arrivato nella sessione invernale, insieme ad altri 70 difensori, ha dimostrato di essere il più affidabile dei settanta. MULTIJETVOTO 6,5

 

 

 

TUIA (7p, 0g, MVP 6,14): Stagione iniziata con la fascia da capitano al braccio nella prima amichevole dolomitica. Col tempo viene superato, nelle gerarchie, da Cetin (sic!), Blin e persino da Claudio Vino. Il giramento di pelotas lo porta a chiedere la cessione nella sessione invernale, a titolo gratuito e fuori tempo massimo. In tutta risposta, Corvino, per fargli capire chi comanda, prende un’altra settantina di difensori a gennaio. Così, a dispetto. Rientra nei ranghi nel girone di ritorno, collezionando una manciata di presenze alle spalle della coppia monstre Baschirotto-Umtiti. SICUREZZA PER I FANTACALCISTIVOTO 6,5

 

UMTITI (25 p, 0 g, – MVP 6,70): “Quando un forestiero va al Sud, piange due volte: quando arriva e quando parte”. Miglior testimonial per la Salentoterapia non ci poteva essere: arriva nel sud-est italico sfiduciato, depresso e con mille interrogativi, riparte rigenerato dalle quintalate d’amore che i salentini gli hanno lanciato addosso. Altro che i “buu” laziali. Baroni lo tiene giustamente sul fornello fino a quando non dimostra di essere pronto. Poi, non ce n’è più per nessuno. A tratti, sembrava gli mancassero solamente il sigaro in bocca e la mano in tasca. COME L’ALPE D’HUEZ: HORS CATEGORIEVOTO 9

ASKILDSEN (21 p, 0 g – MVP 5,75) “Chi osa interrompere il sonno di Pdor?? Figlio di Kmer, della tribù di Istar! Della terra desolata del Kfnir!?”. In effetti, a ben pensarci, nessuno ci è riuscito nell’impresa di interrompere il sonno di Pdor Askildsen. FILTROFIORE BONOMELLIVOTO 5,5

 

 

 

BLIN (35 p, 1 g – MVP 6,13): Utilizzato, nell’ordine: da centrale di difesa, da play arretrato, da mezzala, da parcheggiatore all’Acaya, da facchino, da intonacatore, da spaccalegna, da giardiniere privato di Corvino. E se l’è cavata sempre alla stragrandissima. È come il nero, sta bene su tutto. MIERU, PEZZETTI E CAZZOTTIVOTO 7

 

 

 

GONZALEZ (35 p, 1 g – MVP 5,97): Scalza i competitors dalle gerarchie delle mezzali di centrocampo giocando una prima parte di campionato a tutto gas, trovando anche la gioia di un gol col Monza, ma anche di un autogol con la Salernitana. Nel girone di ritorno cala come il prezzo del metano da gennaio in poi. Resta, comunque, una delle sorprese più belle di questa stagione. ENNESIMA CORVINATAVOTO 6,5

 

 

HELGASON (12 p, 0 g – MVP 5,11): Islanda: terra di gayser, di paesaggi mozzafiato e di squali fermentati. Utilizzato col contagocce da Baroni, poi se ne capisce chiaramente il motivo: lento come il cronometro quando sei impegnato a fare una sessione di plank, pasticcione come uno studente dell’alberghiero di Santa Cesarea rimandato per due anni di fila. HELGASON(NO)VOTO 5

 

 

HJULMAND (35 p, 0 g – MVP 6,51): Dalla sua probabile vendita, il Lecce incasserà quasi quanto il Comune di Trepuzzi in due mesi di autovelox. Cattura mille palloni, lasciando le briciole agli avversari che passano il tempo a domandarsi su quale pianeta l’avesse pescato Corvino. Ormai salentino doc, lo attendiamo quest’estate, damigianella di rosso alla mano, alla Sagra de lu Porcu prì prì a Montesardo. IL CAPITANO SI MERITA TUTTUHVOTO 7,5

 

 

MALEH (17 p, 0 g – MVP 5,60) Giunto da Firenze con corriere GLS, Giuseppino il Marocchino ha lasciato molto Amaro Oronzo in bocca ai tifosi salentini che al Venezia se lo ricordavano forte forte. Novello Sansone, col taglio dei capelli ha perso anche la sua forza. Per ora, l’unico a sorridere è stato il cassiere della Fiorentina. Avrà tempo per provare a rifarsi. MA FATTI RICRESCERE I CAPELLI... VOTO 5,5

 

BANDA (36 p, 2 g – MVP 5,94): Arrivato dallo Zambia via Israele direttamente in motorino, scortato dai due giaguari di famiglia, ha continuato ad utilizzarlo anche nel primo mese di campionato prima che la Lega se ne accorgesse e gli ritirasse la patente. È seguito un lungo periodo di spaesamento, di pochi dribbling, di pali colpiti da mezzo metro, come non ascoltasse più i richiami del mister: “Lameck! Lameck!”, ma niente. Proprio sul gong, svelato il qui pro quo: il suo nome vero era Giuseppe, il dialogo con Baroni è tornato quello dei tempi del cinquantino e con il Bologna è sembrato un Pelè tascabile. Sona maestru! PEPPEGOLVOTO 6,5

 

CEESAY (34 p, 6 g – MVP 5,87): Se riducessimo a 14-15 minuti la sua stagione (il gol con l’Inter, le prodezze con Salernitana e Atalanta), staremmo descrivendo il nuovo fenomeno del calcio africano, un misto tra Eto’o e Weah con quel pizzico di Eddie Ofere che non guasta mai. Peccato poi per il resto, descrivibile parafrasando quella prof delle medie che tutti noi abbiamo avuto: si applica ma non è abbastanza bravo. Nel complesso, due terzi di stagione utili ed un altro in cui al suo posto c’era palesemente uno degli avversari di Steven Bradbury a Salt Lake City 2002, impossibilitato per natura a restare in piedi. Ad ogni modo, su con la vita: Milano-Cortina 2026 si avvicina. PATTINATOREVOTO 6

COLOMBO (33 p, 5 g – MVP 5,68). Ecco invece chi il piede ce l’avrebbe eccome, vedi prodezza di Napoli e vedi le ottime prove sommate nei momenti d’oro del Lecce, valsi la metà classifica al giro di boa. Al contrario del compagno Assan, a mancare sono applicazione, dedizione, mentalità. Come il più comune dei rettili va così in letargo ad inverno inoltrato, per poi svegliarsi improvvisamente con il primo sole lombardo e mordere punzecchiato da un turista scandinavo in goffo passaggio. COBRAVOTO 6 (per il rigore di Monza)

 

 

DI FRANCESCO (36 p, 2 g – MVP 5,81): “Dai, tutto sommato per l’età che ha fatto decisamente un campionato strepitoso” è quello che ha pensato ogni tifoso del Lecce prima di accorgersi che in campo non ci è andato 36 volte papà Eusebio, ma il figlio 28enne Federico. Che comunque, in questo gruppo di Lupetti per lo più scandinavi, il più esperto di Serie A ed il quarto/quinto più anziano lo è stato davvero, anche se, per apporto tra gol e assist, in pochi se ne sono accorti. Già si sentono i lamenti di Gonzalez, Colombo e amichetti all’idea di salutare per le vacanze il loro organizzatore di giochi preferito. CAPO SCOUTVOTO 5,5

 

OUDIN (31 p, 3 g – MVP 5,72): La leggenda narra che si arrivato dall’antica Bordeaux in forma mummificata, e così un esperto archeologo di nome Pantaleo lo ha mantenuto per mesi al fine di preservarne l’integrità. Poi è toccato ad un esperto trasformista di nome Marco fare quello che aveva già fatto mesi prima con Strefezza, Blin e Baschirotto, reinventandolo in un nuovo ruolo e dandogli tutt’altra linfa vitale in forma di ampliato raggio d’inventiva. E quale miglior luogo della Roma Caput Mundi per esplodere e mettere anche il suo marchio sulla salvezza? ULTIMO FARAONEVOTO 6

 

STREFEZZA (35 p, 8 g – MVP 6,19): Da contratto è esclusivo detentore della fantasia nel reparto avanzato. Bordate sotto l’incrocio, all’angolino, penalty perfetti e assist: mentre i compagni di reparto lottano per raggiungere i 90 minuti senza mai scivolare lui si issa nelle zone alte della classifica marcatori, prendendo per mano la squadra ed incidendo non poco sulla classifica giallorossa. A una certa si stanca ed inizia anche lui a mirare i cartelloni pubblicitari per confondere i tifosi ed evitare aste di mercato estive troppo affollate. SOLIDARIETÀVOTO 6,5

 

VOELKERLING PERSSON (9 p, 0 g – MVP 5,67): Il più piccolo della compagnia, al secolo il Ceesay bianco. Come il gambiano, fa una fatica da matti, non tanto con il pallone, quanto a contrastare la forza di gravità. Per quest’anno, il primo interamente in una prima squadra, c’è poco altro da dire: intanto ha imparato a camminare da solo, il prossimo si vedrà. HO PERSSON LE PAROLE… E ANCHE IL VOTO. SV

 

 

BARONI: Promozione da primo e salvezza con una giornata d’anticipo. Idolo delle compagnie di scommesse sportive che, con le puntate sull’evento “Primo allenatore esonerato in Serie A 2022-23”, ci hanno aperto fior di conti esteri alle Cayman. Integralista del 4-3-3 anche quando il giardiniere del Via del Mare gli chiedeva una correzione del modulo, si prende le sue soddisfazioni a suon di “percorso di crescita” e di “buona prestazione della squadra”, anche quando la squadra non riusciva a vedere la porta nemmeno col binocolo. L’impresa è tutta sua: salvarsi con una squadra costruita con un budget media Serie B è stato qualcosa d’incredibile. La sua statua accanto a quella di Sant’Oronzo, subito! SAN MARCO DA FIRENZE/BISVOTO 7

(di Alessio Amato e Marco Montagna – ph. Coribello/SalentoSport)