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LECCE – Gara basata sul “primo, non prenderle”. Sarà punto guadagnato? Le pagelle del pari con lo Spezia

LE PAGELLE DI LECCE-SPEZIA

Falcone 6: Sostanzialmente inoperoso, reattivo nel lasciare i suoi pali per anticipare avversari lanciati a rete e/o minacciosi. Sul finire di tempo, viene salvato da Askildsen ma l’ex Samp era sulla traiettoria.

Gendrey 6: Gara col freno a mano tirato, come quella di squadra. Riesce a sgroppare sulla fascia e andare sul fondo solo dopo 68 minuti e il suo bel cross non viene sfruttato a dovere da Strefezza. Attento in fase difensiva, ma la sua velocità, oggi, non è stata quasi mai sfruttata.

Baschirotto 6,5: Un muro aggiunto davanti a Falcone per tutta la durata della gara. Di testa, di piede, di forza, d’astuzia o di mestiere, fa suoi quasi tutti i duelli con gli avanti spezzini. Baroni imposta una gara sul “primo non prenderle” e l’ex Ascoli è costretto al superlavoro.

Umtiti 6: Oggi meno brillante e più nervoso del solito. Pronti via e si distrae su Nzola, che, fortunatamente per i giallorossi, non inquadra la porta di un metro. Di esperienza vince la maggior parte dei duelli ma Nzola è un osso duro e per fermarlo deve anche spendere un giallo.

Gallo 5: I palloni gettati nel nulla, approssimativi, imprecisi, non si contano più. Come fece Djuric in Lecce-Verona, anche Nzola va a staccare dalle sue parti, approfittando di una pressione lenta nei suoi confronti, e, per poco, non riesce a inquadrare lo specchio.

Gonzalez 5: Si fa prendere dalla tensione e non ne imbrocca una, facendosi anche prendere in velocità da un avversario per un contropiede che poteva essere letale.

(59′ Askildsen) 6: Sicuramente meglio rispetto a Gonzalez, sia in fase di tamponamento, sia in appoggio alla manovra offensiva. Al 92’ salva baracca e burattini opponendosi col piede a un tiraccio di Ekdal.

Blin 6,5: Cuore, muscoli e polmoni nel ruolo di vice-Hjulmand. Certo, non avrà la precisione nei passaggi del capitano, ma rimedia con grinta e voglia di aggredire gli avversari sino al triplice fischio.

Oudin 5,5: Gara opaca dopo la sbornia all’Olimpico. In inferiorità numerica in mezzo al campo, raramente riesce a liberarsi dalle marcature per provare a inventare qualcosa d’interessante, limitandosi solamente a battere i calci piazzati e i corner. Si ricorda solo un bel cross per Colombo, non sfruttato dal 9 giallorosso.

Strefezza 5,5: Francobollato da almeno due avversari, spesso s’intestardisce nel voler, comunque, andare via in dribbling. E, in quel caso, o sei Messi o spesso è palla persa. Ha una voglia matta di liberarsi per il tiro, ma lo Spezia fa sempre ottima guardia, lasciandogli le briciole. Cerca di accentrarsi, stando più vicino a Colombo, ma, comunque, non si rende mai pericoloso. Disinnescato Strefezza, disinnescato tre quarti di Lecce.

Colombo 5,5: Questa volta mostra più applicazione nel disturbare il portiere o i primi portatori di palla avversari, correndo più spesso verso dietro, che verso avanti. Non trova mail il tiro in porta, ma c’è da dire che la sua squadra non lo supporta quasi mai.

(59′ Ceesay) 6: Più dinamico rispetto a Colombo, va via sulla fascia un paio di volte, accendendo gli animi dei tifosi giallorossi, anche oggi rassegnati nel non poter vedere un’azione offensiva degna di tal nome. Utile anche in difesa.

Di Francesco 5: Non sfonda quasi mai, non si fa vedere, né si propone. Impalpabile per tutta la gara.

(90+1′ Pezzella) sv

All. Baroni sv: La sconfitta del Verona di ieri sera offriva al Lecce un rigore a porta quasi vuota ma il Lecce decide di non tirarlo. Imposta la gara sul non prenderle e, alla fine, il risultato gli dà ragione, allungando a +3 sul Verona a due partite dalla fine. Se il punto di oggi sarà un punto guadagnato o due punti persi, lo sapremo tra una o due partite.

(foto: Coribello/SalentoSport)