foto: i titolari scesi in campo oggiph: Coribello/Salentosport
LECCE – Follia giallorossa: Banda e Gaspar staccano la spina, il Parma ringrazia e porta a casa. Le pagelle
LE PAGELLE DI LECCE-PARMA
Falcone 6: Attento in due tempi sulla punizione di Valeri nel primo tempo e sul tiro cross di Bernabè in avvio di ripresa. Prende gol da autorete e da corta distanza, non per sue colpe. Nel finale si getta in area a caccia dell’insperato pari.
Veiga 5,5: In una giornata in cui, almeno per quasi un’ora, sembrava girare tutto quasi alla perfezione, il portoghese è sembrato quello più impreciso con tanti errori di passaggio e qualche mancata chiusura su Valeri che pure non stava giocando una partita da pallone d’oro.
Gaspar 4,5: Era forse il migliore in campo dei giallorossi insieme a Stulic. Non aveva lasciato mezzo centimetro a nessuno in maglia bianca, implacabile sulle palle alte, preciso e tempista sulle palle basse. A metà ripresa salta tutto, non riesce a mantenere i nervi saldi e lascia la squadra in nove in preda ad un attacco di frustrazione su Pellegrino. Follia aggravata anche dalle prolungate proteste e dagli applausi di scherno indirizzati ad arbitro e guardalinee che allungheranno la squalifica. Ingiustificabile.
Tiago Gabriel 5,5: Il suo tocco di testa sul cross di Bernabè cambia la partita. Seconda deviazione alle spalle del proprio portiere dopo quella col Como. Peccato perché stava lasciando le briciole a Pellegrino e co. in avanti, giocando spesso d’anticipo. In pieno recupero ha sulla testa il pallone del pari ma lo colpisce in maniera goffa.
Ndaba 6: Ordinato nel primo tempo, efficace nelle chiusure e attendo anche nelle diagonali difensive. Collabora bene con Banda sulla sua fascia e prende anche applausi quando esce palla al piede. Soffre nei minuti finali il due contro uno sulla sua fascia.
(78′ Gandelman) sv: Tocca pochi palloni a gara quasi del tutto compromessa.
Kaba 5,5: Gara dai due volti con tanto pressing sul portatore di palla avversario, ordine e muscoli a centrocampo. Avvia l’azione del gol di Stulic. Cala col passare dei minuti e il suo secondo tempo cola a picco, infilando errori, prendendo un giallo e dimenticandosi la copertura di Pellegrino sul gol dell’1-2 ospite.
Ramadani 5,5: Buono come scudo a protezione della difesa, un po’ meno quando si tratta di accendere l’azione offensiva. Evitabilissima l’ammonizione per proteste, a meno che non sia stata studiata a tavolino per scontare la squalifica contro l’Inter.
(78′ Sottil) 5,5: Dà qualche speranza nei minuti finali ma non sempre la sua verve si tramuta in concretezza.
Maleh 6: Corsa, qualità, intelligenza tattica al servizio della squadra. E anche un gol sfiorato sul tramonto del primo tempo che poteva mettere una serissima ipoteca sull’incontro. Soffre, come tutti, l’inferiorità numerica causata dal tilt di Banda.
(78′ Coulibaly) sv: Arrivato direttamente dal Continente Nero, sarà un ritorno prezioso per la mediana giallorossa.
Pierotti 5,5: Oggi più applicazione nell’arretrare e dare una mano al compagno sulla sua fascia di competenza, meno errori banali in zona tiro, ma un cartellino giallo inutile (vedasi Banda) che condiziona la sua gara e quella della squadra.
(54′ N’Dri) 6,5: Impatto dirompente sull’incontro con un assist che Banda manda fuori dallo stadio al 54′. Anche in inferiorità numerica si fa apprezzare per le corse all’indietro e per il lavoro da falso centravanti durato una decina di minuti. Guadagna anche un paio di falli a favore sulla tre quarti parmense. Meriterebbe più considerazione.
Stulic 7: Controllo palla col sinistro, tiro in porta fulmineo col destro che fa esultare il Via del Mare. Un gol da centravanti puro arricchito da tanta difesa palla, da tanta lotta coi difensori avversari e da buoni dialoghi coi compagni. A posteriori forse avrebbe meritato di rimanere in campo anche sull’1-1.
(65′ Gallo) 6: Entra per chiudere la linea a cinque in difesa. Ordinaria amministrazione, senza strafare, ma l’inferiorità numerica non gli permette di avanzare il suo raggio d’azione.
Banda 4,5: Propizia il gol di Stulic con un assist teso e preciso. Dà una mano alla fase difensiva accendendo il turbo sulla fascia non appena vede qualche metro a sua disposizione. Fornisce a Maleh il pallone per il possibile 2-0 ma il marocchino colpisce il palo. In generale, gioca un primo tempo da applausi. I cumulonembi sul suo secondo tempo cominciano ad arrivare dal 54′, quando spedisce nella Nord un assist di N’Dri, fallendo un rigore in movimento che poteva valere il raddoppio. Forse il gol sbagliato lo manda in tilt, tanto che, nell’azione successiva, si rende autore di un fallaccio inutile, stupido, senza senso, pericoloso, deleterio per l’avversario e per il Lecce, lasciando la squadra in dieci quando la situazione era decisamente sotto controllo. Un errore fatale, non il primo (anche in Coppa Italia contro la Juve Stabia fu espulso per un fallo inconcepibile, terzo rosso in assoluto da quando gioca in giallorosso), che costa al Lecce tre punti in classifica che potevano valere sei. Dimostra di non riuscire a fare il salto di qualità dopo tre anni e mezzo in Italia, dimostra di non riuscire a mantenere salde le emozioni ed è un peccato perché, proprio adesso, sembrava potesse davvero essere utile alla causa giallorossa. Se la Turchia bussa, a questo punto, sarà meglio aprire la porta.
All. Di Francesco 5,5: Tre cambi in vista del doppio impegno milanese promuovendo Ndaba per Gallo, Pierotti per Sottil e Stulic per Camarda. I giallorossi ci mettono meno di un minuto a sbloccare l’incontro: assist di Banda e gol da centravanti puro di Stulic. Il Parma è poca cosa e Falcone e compagni rischiano pochissimo, difendendosi con ordine e producendo bel gioco, sovrapposizioni, idee, corsa, sfiorando il raddoppio con Maleh che stampa il palo con un mancino arcuato e con Stulic il cui tiro da due passi è respinto quasi sulla linea. Il Lecce fa quasi stropicciare gli occhi e il vantaggio al riposo è il risultato più che giusto, sebbene la misura sia un po’ strettina. Dopo il pit stop riconferma in campo Pierotti, già ammonito e a rischio espulsione. Il Parma avanza di qualche metro ma la situazione sembra gestibile, fino alla follia di Banda che lascia la squadra in dieci. Un’altra deviazione maligna di Tiago inganna ancora Falcone, come col Como, e i ducali pareggiano. Il tecnico opta per la difesa del pari togliendo Stulic che stava tenendo palla in avanti e di certo teneva impegnati quantomeno due difensori ospiti. Il Parma ne approfitta e trova il gol del vantaggio su distrazione fatale su corner. I cambi finali per cercare di riacciuffare il pari ci stanno, ma forse si potevano fare prima. Finisce 1-2 con un’altra follia, stavolta di Gaspar, a chiudere amaramente una domenica che si era presentata come foriera di bellissime notizie.
