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foto: Berisha con la Primavera (feb. '23)
ph: Coribello/SalentoSport

LECCE – Fiorisce Medon Berisha: dai sogni della Primavera ai gol che pesano in Serie A

Da piccolo seme, a germoglio, curato con cura e pazienza. Ora quel seme comincia a fiorire e a dare i suoi frutti. La metafora botanica è dedicata a Medon Berisha, arrivato a 19 anni e mezzo a Lecce nella sessione invernale del mercato 2021/22. Seconda annata di Covid, con la prima squadra che si apprestava a vincere il campionato di Serie B con Marco Baroni e la Primavera allenata da Vito Grieco.

Fu Lecce-Atalanta Primavera, marzo 2022, la gara d’esordio dell’albanese-kosovaro classe 2003, nato in Svizzera e prelevato da Pantaleo Corvino dallo Young Boys, col quale si è formato calcisticamente giocando anche la Youth League (la Champions League giovanile), segnando un gol in sei partite. In quella Primavera prese subito le redini del centrocampo, giocando perlopiù da centrale. Berisha disputò 13 partite segnando due gol.

L’annata 2022/23 fu quella storica per il Lecce, con la conquista dello Scudetto Primavera nella finale di Reggio Emilia contro la Fiorentina, decisa da Hasic nei supplementari. Insieme allo svizzero-albanese giocava anche Patrick Dorgu, altro talento sbocciato nella Primavera giallorossa e lo scorso inverno emigrato a suon di sterline in Premier League. Berisha mise insieme dieci gol e quattro assist in 36 partite, oltre a un gol in Coppa Italia: mica pizza e fichi.

L’anno successivo fu quello del salto in prima squadra: esordio in Coppa Italia, esordio assoluto in Serie A in Lecce-Inter 0-4 del 25 febbraio 2024, con Roberto D’Aversa allenatore. Sino a fine stagione, Medon raggranellò altre cinque presenze.

Decisamente singhiozzante e tormentata la stagione 2024/25. Dopo l’ottima prova di Torino contro i granata, l’albanese fu costretto per oltre due mesi ai box per un fastidioso infortunio muscolare, poi recidivato per un altro mese. Non ebbe tempo per riprendere il ritmo e per mostrare le sue indiscusse doti tecniche, pur rientrando in campo a inizio febbraio.

Annata 2025/26 con l’ennesimo nuovo allenatore. In panchina c’è Eusebio Di Francesco che decide di puntare sulle sue qualità sin dalla prima partita contro il Genoa. L’esordio non fu da incorniciare, anche perché il tecnico pescarese non aveva ancora trovato uno schema definitivo e affidabile da utilizzare. Poi l’idea di schierare Berisha come trequartista centrale, per sfruttare le sue doti balistiche ma anche la sua visione di gioco. Ecco che arriva il primo gol in Serie A a Udine, bello ma inutile ai fini della classifica. Ben più pesante quello di Firenze di domenica scorsa che è valso i tre punti, preziosissimi, pesantissimi, importantissimi, sia per la classifica, sia per il morale di squadra.

Se l’intuizione di Di Francesco sarà quella giusta, il Lecce potrebbe aver risolto uno dei diversi problemi che ha: quello della qualità nei 30 metri avversari. Le premesse ci sono tutte. Ora serve continuità di rendimento e, soprattutto, tenere piedi ben saldi al terreno.