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foto: Tiago Gabriel, ottima prova
ph: Coribello/Salentosport

LECCE – Fase difensiva ok per 75 minuti, ma per 90 non si tira mai: le pagelle del blitz nerazzurro

LE PAGELLE DI LECCE-INTER

Falcone 6,5: Il pallone calciato da Mkhitaryan non sembrava imparabile, forse a causa di un rimbalzo irregolare. Prima, però, aveva contribuito a tenere in gioco la squadra, salvando di ginocchio su tiro ravvicinato di Luis Henrique; alzando in corner due tiri di Pio e, nella ripresa, negando il gol a Dimarco da distanza zero.

Veiga A 5,5: A corrente alternata. Attento nella sua zona su cui Dimarco non combina granché, almeno nel primo tempo. Nella ripresa osa un velleitario dribbling sulla fascia perdendo palla. Raramente trova lo spazio per l’affondo. Balbetta nella ripresa quando l’esterno della nazionale alza i giri del motore e, alla fine, risolve la gara.

Gaspar 6: Si oppone alla grande a un pericoloso tiro di Thuram, nella prima azione della gara, e poi si fa male. Speriamo non sia nulla di grave.

(4′ Siebert) 6: Gioca una buonissima partita dopo l’ingresso a freddo per l’infortunio di Gaspar. Peccato il duello perso sull’incornata di Akanji.

Tiago Gabriel 6,5: Lotta uomo contro uomo e non sfigura davanti a due centravanti di livello internazionale. Un paio di sbavature in avvio, con due rinvii un po’ scarabocchiati, usa le maniere forti per fermare Esposito (prendendosi anche un giallo). Nella ripresa salva un gol certo di secondo tiro ravvicinato di Dimarco.

Gallo 6: Applicato e attento in fase difensiva, tranne nell’occasione di Luis Henrique che spunta nella sua zona. Salva un tiro a botta sicura di Sucic nella ripresa, destinato sicuramente allo specchio. Poco incisivo nelle discese e nei cross.

Ramadani 6: Raccoglie decine di palloni in mezzo al campo, assicurando la solita corsa e la solita verve. Suo il primo e unico tiro verso la porta di Sommer, finito in curva Sud.

Coulibaly 6: Lavoro di copertura, raddoppio ma anche appoggio alle rare azioni offensive che il Lecce ha provato a costruire. Calamita tanti palloni ma la squadra (non solo lui) ha difficoltà enormi a proporre una ripartenza in velocità o un attacco a difesa schierata. Si spegne un po’ nella ripresa.

(83′ Stulic) sv

Pierotti 5,5: L’occasione di Luis Henrique al 10′ nasce da uno suo rinvio masticato in area. Corre tanto ma soprattutto all’indietro per offrire aiuto al compagno di fascia. Usa il fisico nella sua classica azione da sfondamento, guadagnando metri sulla fascia ma combinando poi nulla di sostanzioso. Poco prima dello 0-1 interista temporeggia troppo in area ospite su un pallone vagante. Era col serbatoio vuoto da tempo, esce solo all’83’.

(83′ N’Dri) sv

Gandelman 5: Falcone lo cerca spesso nel primo passaggio ma oggi di testa non la becca mai. Nemmeno di piede, a dirla tutta: corre tanto, ma a vuoto.

(59′ Ngom) 6: Conferma la buona impressione suscitata negli altri due spezzoni di gara sin qui giocati. Sembra essere tatticamente intelligente perché cerca di non sprecare mai palla, di indirizzarla nel modo più giusto verso il compagno (come quando accende il contropiede per Banda) ed è attento in copertura, spendendo falli giusti.

Sottil 5,5: Lavora soprattutto in copertura sui portatori di palla avversari, giocando male i pochi palloni che gli capitano in fase di costruzione, spesso per eccessivo ritardo nel liberarsi in tempo della sfera a favore dei compagni.

(59′ Banda) 6 – Tanta buona volontà, un bel po’ di sano scompiglio nella trequarti avversaria ma poca concretezza.

Cheddira 5,5: Vaga come una pallina da flipper qua e là, nella speranza di toccare un pallone ogni tanto. L’Inter gli concede pochissimo, ma di quei pochissimi palloni toccati ne difende la metà, si e no.

All. Di Francesco 5,5: La strategia di gara era chiara: tenere duro quanto più possibile, sperando di far male in contropiede. La stessa dell’andata, quando poi, più o meno allo stesso minuto, l’Inter trovò il gol-partita. Oggi il Lecce gioca una buona gara di contenimento per 75 minuti, prima di pagare dazio nella fase finale di gara. Certo è che la sua squadra non impensierisce mai gli avversari sullo 0-0, ma, non appena preso il gol, il tecnico forse avrebbe dovuto subito inserire N’Dri e Stulic per provare in extremis a riacchiapparla. Invece i sette minuti di ritardo sono fatali, giacché N’Dri e Stulic entrano subito dopo il raddoppio di Akanji che affossa le già minime speranze giallorosse. Magari non sarebbe cambiato granché, ma il tempismo nei cambi è fondamentale.