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LECCE – Falcone il solito muro, Almqvist-Di Francesco, stoccate letali: le pagelle del successo con la Lazio

LE PAGELLE DI LECCE-LAZIO

Falcone 7,5: Si ricomincia dal punto esatto in cui ci si era lasciati a inizio giugno: WladiMuro continua a dimostrarsi decisivo negando il gol alla Lazio, in maniera prodigiosa, in ben due occasioni (su Anderson e Immobile) e svolgendo, per il resto, il suo compito in maniera impeccabile. Bentornato!

Gendrey 5,5: Avvio impacciato, va più volte in difficoltà forse anche per una condizione fisica ancora in fieri. In sofferenza su Zaccagni, soprattutto nella ripresa.

(65′ Blin) 6,5: Schierato come centrale difensivo con lo spostamento di Baschirotto a destra, si dimostra pedina duttile e di sicuro affidamento. Preziosissimo.

Pongracic 6,5: Sulla sua impeccabile prova c’è solamente quella distrazione pesante in occasione del gol della Lazio. Da sottolineare i suoi anticipi sulla trequarti avversaria che hanno tolto lucidità agli avanti biancocelesti.

Baschirotto 6,5: Anche per lui, movimenti rivedibili in occasione della rete di Immobile. Per il resto, dà prova di solidità e di efficacia, sia palla a terra, sia sui palloni alti. Forse anche meglio da terzino.

Dorgu 6: Poche settimane fa faceva fuoco e fiamme in Primavera. Oggi scende in campo da titolare contro la vice campione d’Italia. Questo ragazzo sta bruciando le tappe. Comprensibilmente, a tratti, fuori posizione, con gli avversari che gli sbucano, pericolosamente, da dietro in diverse occasioni, raccoglie la sufficienza per il solito dinamismo, fornendo anche dei palloni interessanti, non sfruttati dai suoi compagni.

(65′ Gallo) 7: Solo pochi giorni fa sembrava esser messo fuori gioco, per diverso tempo, da un infortunio alla caviglia. Il biondo palermitano, invece, ritorna sul campo a tempo di record, fornendo un assist al bacio per il pari di Almqvist, supportando la manovra offensiva con dinamismo e voglia di fare.

Rafia 6: Quando capirà che il pallone va smistato con più velocità, migliorerà ancora di più. Buon esordio per l’ex Pescara, al netto di qualche scelta di gioco e di passaggio. Bene anche in fase propositiva con due conclusioni che avrebbero meritato miglior fortuna.

(65′ Kaba) 6,5: Tatticamente intelligente, ingresso azzeccato da parte di D’Aversa. Il franco-guineano agisce bene, con carattere, tra le linee, assicurando una buona copertura al reparto arretrato.

Ramadani 6,5: L’erede di Hjulmand dimostra di non avere timori reverenziali prendendo il posto dell’ex capitano al comando della manovra giallorossa. Gara fatta di aperture, idee, manovre, tiri in porta, il tutto fatto con la giusta velocità. Avesse sfruttato quel suggerimento di Dorgu, si sarebbe meritato il titolo di MVP.

Gonzalez 6: Dovrebbe recepire, al più presto, i consigli di D’Aversa tesi a farlo correre di meno e a rendere di più. Esordio, comunque, positivo per lo spagnolo che, a tratti, ha ricordato il bel giocatore visto al Via del Mare nella prima parte della scorsa stagione.

(83′ Burnete) 6,5: Gettato nella mischia, all’esordio in A, ha dimostrato carattere, sostanza, voglia di emergere e buone qualità tecniche, soprattutto nel difendere palla e nello smistarla ai compagni. Vedasi assist, anche se un po’ abbozzato, a Di Francesco, nell’occasione del 2-1 leccese.

Almqvist 7,5: Infiamma la gara con le sue sgasate, conferma le buone sensazioni generali già emerse nella gara col Como di Coppa Italia (che ha deciso personalmente). Intelligente, lucido e spietato sulla trequarti avversaria, dà il via all’insperata rimonta giallorossa entrando anche, con la presenza, nell’azione del raddoppio.

Strefezza 6,5: Ancora una volta schierato da falso centravanti, l’italo-brasiliano riesce, comunque, a dar fastidio alla difesa biancoceleste con il suo dinamismo e la sua intelligenza tattica, anche se dovrebbe essere più letale nel tiro in porta.

Banda 6,5: Devastante quando parte in velocità, imprendibile per gli avversari, qualora migliorasse nelle scelte finali e nel tiro in porta, diverrebbe un gioiello, al momento ancora da sgrezzare.

(77′ Di Francesco) 7: Ingresso e gol decisivo, cosa chiedergli altro? Da sottolineare la grinta e la voglia di mangiarsi l’erba, un esempio per tutti da uno che, ormai, non è più un ragazzino.

All. D’Aversa 7,5: Cambia la gara rischiando il tutto per tutto ben prima dei minuti finali, cosa che, l’anno scorso, si è vista molto raramente. L’azzardo è premiato da una rimonta insperata e, alla fine, più che meritata, per la voglia messa in campo dai suoi ragazzi. Entra nella storia per essere stato il primo allenatore giallorosso a vincere, dopo 17 anni, la gara d’esordio del Lecce. Chi ben comincia…

(foto: la festa giallorossa a fine gara – ©Coribello/SalentoSport)