Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

foto: W. Falcone
ph: Coribello/SalentoSport

LECCE – Falcone: “Essere capitano mi riempie d’orgoglio, ora voglio la quarta salvezza consecutiva”

Capitan Wladimiro Falcone è stato protagonista della conferenza stampa odierna nella sala stampa del “Via del Mare” di Lecce. Il portiere ha parlato del pareggio col Sassuolo e della prossima partita di Udine.

Non è stata una grande partita in generale, ci sono state poche occasioni. Avremmo meritato noi ai punti. Negli anni scorsi magari questa gara l’avremmo persa con l’unico tiro in porta degli avversari. Dobbiamo vedere il lato positivo: abbiamo concesso pochissimo. Davanti potevamo fare di più, ma lavoreremo con il mister per migliorare e presto queste partite le vinceremo“.

Falcone respinge le critiche legate alla scarsa produzione offensiva: “Spiegazioni ce ne sono poche. Col mister lavoriamo tanto sulla fase d’attacco. Il Sassuolo aveva Berardi, Laurentié e Pinamonti e non hanno fatto un tiro in porta. In Serie A segnare non è facile per nessuno. Manca qualche giocata, ma arriverà: ci sono difese molto forti”.

Il portiere romano è ormai una bandiera del Lecce: “Essere capitano significa tanto. Mi piace scrivere pagine di storia e battere record. Quando sono arrivato non pensavo di fare così tanta strada. C’è un signore che ogni settimana su Instagram mi tagga con i record del Lecce e questo mi riempie d’orgoglio. Ho superato tanti grandi portieri e ora voglio la quarta salvezza consecutiva: sarebbe un traguardo enorme”.

Falcone racconta anche i cambiamenti interni alla squadra: “Il primo anno eravamo più italiani, parlavamo tutti la stessa lingua e forse per questo più uniti. Poi sono arrivati tanti stranieri e oggi nello spogliatoio si parla inglese (sorride, ndr). Dopo la partenza difficile ci siamo confrontati tra senatori e abbiamo capito che serviva una svolta. Ora il gruppo è compatto, i nuovi hanno capito cosa significa essere al Lecce. E si vede in campo”.

Non manca un pensiero sul ruolo dei numeri uno: “Scherzo spesso con Fruchtl, che ha giocato con Neuer. Lo maledico perché ha cambiato il modo di fare il portiere (ride, ndr). Pensate a Donnarumma, criticato perché non è bravissimo coi piedi: è assurdo. Ma il calcio è cambiato. Di Francesco ci chiede di giocare dal basso solo quando siamo sicuri, e questo mi piace”.

Sul sogno azzurro, Falcone mostra equilibrio: “Sono realista. Il problema dell’Italia non è certo il portiere: Donnarumma, Vicario, Di Gregorio, Caprile, Meret, Carnesecchi… siamo super coperti. Se arrivasse una chiamata sarei felicissimo, ma va bene anche così. Con Mancini ho già vissuto quell’esperienza”.

Il numero uno giallorosso parla anche della difesa: Baschirotto era un fratello per me, un leader vero. Mi è dispiaciuto che sia andato via. Tiago Gabriel è diverso, più pulito negli interventi: sembra che non ci sia e poi spunta al momento giusto. Siebert viene dalla B tedesca, ha bisogno di tempo per adattarsi, ma si impegna tanto e ci darà una grande mano”.

Chiusura sulla prossima sfida:L’Udinese non viene da grandi risultati e in casa cercherà di partire forte per metterci sotto. Ma anche per noi è una partita importante: veniamo da tre risultati utili consecutivi e vogliamo dare continuità“.