foto: archivioph: Coribello/SalentoSport
LECCE – Due passi indietro rispetto alle ultime tre incoraggianti prove: le pagelle
LE PAGELLE DI UDINESE-LECCE
Falcone 5: Giornataccia per il capitano che prende il primo gol sul suo palo e sul terzo prova a opporsi con la spalla invece che aprire le braccia per togliere specchio di tiro a Buksa. Sul secondo non è che ci poteva far molto.
D. Veiga 4,5: Disastroso contro Atta sul primo gol e nell’occasione della traversa di Zaniolo. Non riesce a fermare quasi mai Camara. Si ripete in negativo sul secondo gol facendosi rubare palla da Atta. Nella ripresa, finalmente, si fa vedere anche nella metà campo avversaria, almeno per presenza.
Gaspar 5,5: Ancora una volta troppo nervoso, troppo polemico con l’arbitro e poco concreto. È evidente che non sia ancora a livelli dello scorso anno.
Tiago Gabriel 6: Accusa un fallo da Davis nell’azione del secondo gol e forse ci stava. L’avversario, comunque, gli aveva rubato il tempo. Meno bene rispetto ad altre volte sui palloni alti ma spesso è lui a far partire (bene) l’azione offensiva.
Gallo 5,5: Zanoli gli dà tanto filo da torcere e insieme a Tete non combinano niente di buono. Ogni suo lancio lungo si perde nel nulla. Un paio di cross imbroccati ma poco altro.
Ramadani 6: Bene in fase di tamponamento, meno bene quando c’è da creare, far partire un’azione o accompagnarla. Lotta, corre più di tutti come sempre, e prova a dare il suo contributo nei limiti delle sue possibilità.
Berisha 6: Colpevole sul primo gol quando lascia andare via Karlstrom senza opporvisi minimamente. In mezzo al campo annaspa, gli avversari lo chiudono bene e c’è poco spazio di manovra. Va al tiro (fiacco) due volte, poi su punizione arriva la gioia del primo gol in A, sperando che gli dia più fiducia nei suoi mezzi, che, indiscutibilmente, ci sono.
(76′ Maleh) 6: Buon approccio. Fa bene le cose facili e anche quelle più complicate, come l’assist aereo che Pierotti spedisce sul fondo.
Pierotti 5.5: Tira più di tutti ma manca la cattiveria nel far male al portiere avversario. Non sfonda ai 30 metri, fa fatica a liberare l’uomo, fa fatica a dialogare col compagno e sbaglia tanti palloni, anche facili. Mette larga l’incornata su assist di Maleh a dieci dalla fine.
(86′ Sala) sv: Almeno entra con la voglia di calciare in porta, anche se non ci riesce. Appoggia la palla a N’Dri che poi la trasforma in un gol capolavoro.
Helgason 5: Premiato con una maglia da titolare, fa poco per meritarsela in un primo tempo grigissimo di tutta la squadra. Non lo si vede mai e nemmeno lui fa molto per farsi vedere, chiedendo palla ai compagni.
(46′ N’Dri) 6,5: Gol fotocopia rispetto a quello di Bergamo. Prima della sua seconda gioia stagionale, ci aveva provato al 70′ allargando troppo il tiro. Comunque meriterebbe più fiducia, almeno perché è uno dei pochi con un bel tiro e una corsa fluida.
Morente 5: Dovrebbe essere la freccia in attacco, l’uomo che va sul fondo e mette dentro qualche cross interessante in mezzo o che supporta da vicino la punta e invece non fa nulla di tutto questo. Una prova insipida, sbiadita, senza cuore, senza grinta. A parte invitare Pierotti al tiro al 36′, combina poco altro.
(46′ Banda) 5: Tanta voglia di spaccare il pallone, ma solo quella, perché di palloni ne perde un’infinità. Non gli riesce un dribbling o un cross. Di buono c’è solo la punizione guadagnata (casualmente) da cui nasce il gol di Berisha. La sua prestazione è piaciuta esclusivamente a chi sceglie i migliori 4 Panini.
Stulic 5: Un tiro da posizione defilata sull’esterno della rete e solo due palloni toccati in area avversaria: sono numeri che danno l’idea di quanto sia complicato fare il centravanti in questo Lecce. Non tira ma nemmeno lotta, dato che perde la maggior parte dei contrasti. Sono sette le partite senza gol e solo un centravanti sa quanto pesa non trovare la via della rete per così tanto tempo. Però pure lui si deve dare una mossa, perché se non ti arrivano i palloni devi almeno arretrare di qualche metro nella speranza di toccarne qualcuno.
(65′ Camarda) 5,5: Sicuramente ci mette più voglia e impegno del suo collega ma tocca pochissimi palloni e viene coperto bene dai difensori avversari.
All. Di Francesco 5: Non uno ma due passi indietro rispetto alle timidamente incoraggianti tre gare precedenti. Punta su Helgason trequartista dall’inizio ma l’islandese non gli ricambia la fiducia. La squadra è colpevolmente assente per circa un’ora, quando, subito dopo il gol su punizione di Berisha, ha un sussulto d’orgolio, fin lì – ripetiamo – colpevolmente assente. Ma dal 60′ in poi non è che cambi granché. Si guadagna qualche metro in avanti ma la manovra è colpevolmente lenta, macchinosa, pasticciona. Il tecnico cambia uomo per uomo, sia nell’intervallo, sia al 65′ quando inserisce Camarda per uno spento Stulic, le mosse non portano a granché. Positivo l’ingresso di Maleh che a momenti manda in gol Pierotti. Il gol del 3-1 preso da corner a favore è la cornice a una prova avvilente, più di quanto dica il risultato finale. In questa squadra c’è pochissima qualità. Martedì c’è il Napoli, si auspicano cambiamenti, sia dal primo minuto, sia nel modo di approcciare l’incontro, sia, magari, anche sul piano tattico. Per lunghissimi tratti si è visto il peggior Lecce della stagione.
