foto: Berisha, il migliore del Lecceph: Coribello/SalentoSport
LECCE – Due errori pagati a carissimo prezzo al termine di una gara tutta cuore. Risplende Berisha: le pagelle
LE PAGELLE DI LECCE-LAZIO
Falcone 6: Sui due gol non può nulla. Reattivo, scattante e determinante in altre due occasioni su Isaksen e Castellanos.
Guilbert 5,5: Una partita sino al 45’ pressoché perfetta, avendo annullato, insieme a Pierotti, due calibri pesanti come Tavares e Zaccagni. Seconda espulsione in 13 partite giocate.
Baschirotto 6,5: Tiene testa ad attaccanti di categoria superiore con disinvoltura e carattere, sporcando qualsiasi palla alta, pressando l’avversario anche fuori dalla sua posizione, guidando il reparto con autorevolezza.
Jean 6: Piccoli passi in avanti rispetto a Monza, giocando con continuità accumula esperienza e limita gli errori, comunque non gravi ma che vanno corretti quanto prima.
(90+2′ Sansone) sv
Dorgu 6: Comincia terzino sinistro, finisce terzino destro, ma appena può si sgancia su entrambe le fasce, facendo valere fisico e tecnica.
Rafia 6: Dà fastidio a tutti come una zanzara ma oggi è più pratico e pragmatico, facendo cose buone, facili, senza strafare. Da rivedere i corner, battuti troppo bassi o troppo alti.
(60′ Pierret) 6: Da difensore centrale non buca un intervento e sfrutta anche il suo piede da centrocampista per impostare, spesso, l’azione dalle retrovie. Soluzione che potrà essere riproposta a Como, data la squalifica di Guilbert.
Coulibaly 6,5: L’unica macchia ad una gara da gigante è il non aver, due volte, spazzato via il pallone da cui è nato il rigore. Per il resto ci mette cuore e anima in campo, rincorrendo tutti, recuperando tonnellate di palloni, aiutando il compagno coi raddoppi, verticalizzando appena possibile,
Berisha 7: Illumina il gioco con lanci lunghi, uno due stretti, passaggi smarcanti, chiusure decisive come la scivolata al 75’ che salva un gol quasi fatto. Calciatore intelligente e di spessore tecnico che merita di prendersi il posto da titolare da qui a fine stagione.
(79′ Kaba) 6: Dà il cambio a uno stremato Berisha aggiungendo chili e presenza in mezzo al campo nelle fasi caldissime di fine match, sfiorando anche il gol del pari a tempo scadutissimo.
Pierotti 6,5: avesse messo dentro il tap-in al 96’ dopo la traversa di Kaba, sarebbe stata la partita perfetta, contraddistinta da tanta corsa e altrettanta qualità nel tener palla, portarla in avanti, dialogare proficuamente coi compagni nella metà campo avversaria e sacrificandosi anche da terzino destro nei primi dieci minuti della ripresa, non soffrendo quasi mai.
Krstovic 5,5: Tanto sacrificio, sponde e prove di dialogo coi compagni ma tiri in porta zero. Perde troppi palloni, costantemente chiuso da Gila e Romagnoli. Esce smoccolando un po’ troppo contro il suo allenatore.
(60′ Rebic) 6: Entra per tener palla e inventare qualcosa di buono nella trequarti avversaria, mettendoci grinta e carattere che servivano in quei frangenti. Assist al bacio per la testa di Kaba in zona recupero che poteva valere il clamoroso 2-2.
Morente 6,5: Secondo gol consecutivo che corona una gara tatticamente e tecnicamente perfetta sino all’87’, quando accomoda il pallone per il bolide di Marusic. Nel primo tempo e due volte nella ripresa sgancia dei terra-aria terrificanti, corre e rincorre gli avversari dal primo all’ultimo minuto.
All. Giampaolo 6,5: Gara giocata sino all’ultimo secondo senza mollare mai. La squadra ha incamerato la sua mentalità e, anche in dieci, ha gettato via pochissimi palloni, cercando sempre la giocata sul compagno. Netto passo in avanti rispetto al passato, quando la palla scottava in mezzo ai piedi. Risultato non meritato dai suoi ragazzi, che hanno pagato carissime due distrazioni. Dopo aver subito il gol su rigore, comincia il secondo tempo con Pierotti terzino destro e, grazie al sacrificio di tutti, la squadra soffre pochissimo. Poi inventa la difesa Dorgu-Baschirotto-Pierret-Jean che tiene botta ai confusi attacchi laziali. Meritato il pari di un rigenerato Morente che poi commette un lieve – ma pesante – errore, rinviando di testa un pallone, in pratica accomodandolo per il tiro vincente di Marusic. Nel finale la squadra si getta in avanti e col cuore sfiora il pari che sarebbe stato strameritato. C’è tanto di buono da prendere in quest’ennesima serata rocambolesca. In primis lo spirito di squadra che ha costretto la Lazio a sudare sette camicie per tornare a Roma col bottino pieno.
