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LECCE – Coulibaly e Gaspar due guerrieri. Falcone brividi, l’attacco delude ancora: le pagelle

LE PAGELLE DI LECCE-ROMA

Falcone 6: Due giochi di piede nel primo tempo stavano per regalare due gol agli spreconi attaccanti romanisti. Finalmente, poi, Giampaolo ordina lo stop al gioco dal basso, speriamo per sempre, e il Lecce comincia a rischiare di meno. Nella ripresa si riscatta dalle due topiche clamorose salvando su Dovbyk al 66’, poi, però, sul gol annullato a Mancini, aveva nettamente sbagliato il tempo d’uscita coi pugni. Sul gol di Dovbyk, toccato da Gaspar, si fa beffare sul suo palo ma, in questo caso, la palla era troppo veloce e ravvicinata. Nel finale si oppone coi piedi su Shomurodov. Da qualche partita, purtroppo, non infonde più quel senso di sicurezza a cui ci ha abituato in tantissime altre occasioni. Sufficienza risicata, ma solo per grande stima.

Guilbert 6: Travolto da Falcone nel primo tempo, stenta un po’ a riprendersi. Un po’ più vispo del solito in fase di supporto alla manovra, concede poco a Soulè. Aggiunge anche un paio di buoni cross.

Baschirotto 5: Spazzato via con una manina di Shomurodov e una mezza spallata di Dovbyk, spalancando all’ucraino la via per il gol-vittoria. E non serve aggiungere altro.

Gaspar 6,5: Nel primo tempo compie almeno tre interventi decisivi tra scivolate e anticipi. Nella ripresa tiene alto il livello della sua prestazione, sino al gol di Dovbyk su cui, suo malgrado, ci mette la zampona che forse spiazza leggermente Falcone. Bentornato angalone.

Gallo 6: Va vicino al primo gol in Serie A nel primo tempo, su assist di Karlsson. Se la gioca alla pari con Saelemaekers. Si sgonfia un po’ alla distanza e accumula piccole e grandi imprecisioni. La generosità nella corsa non manca mai.

Coulibaly 6,5: Balla nei primi venti minuti, poi sale lentamente ma inesorabilmente di tono e si carica sulle spalle la squadra giocando da interditore e da suggeritore contemporaneamente. Sempre nel posto giusto, sempre con l’idea giusta anche se talvolta l’esecuzione lascia a desiderare.

(72′ Kaba) 5,5: Ci spiace per il ragazzo che merita tutto il bene del mondo ma anche oggi ha dimostrato di giocare con una marcia più bassa. Avrebbe avuto l’opportunità per tirare in porta da buona posizione, dopo un’azione innescata da un velo di Rebic, ma si fa soffiare il pallone dai piedi e la Roma riparte in contropiede.

Ramadani 5,5: Una pezza qui, un errorino là, una cosa buona qui, un passaggio facile sbagliato là, una corsa a vuoto qui, un pallone perso in mezzo al campo là.

(84′ Rebic) sv: Un bel velo, un pallone inseguito sulla bandierina e un paio di palloni persi. Ma andava messo in campo prima.

Pierotti 6: Sulla carta sarebbe un esterno d’attacco, ma il modo di giocare del Lecce lo costringe più a fare il difensore rinculando che giocare faccia alla porta avversaria. Eppure, conducendo un bel contropiede al 44’, confeziona l’assist che Karlsson sciupa in maniera obbrobriosa.

(58′ N’Dri) 5,5: Tanta voglia di farsi vedere, poco costrutto. Va via sulla destra al suo avversario in un paio di occasioni, ma, nel momento clou, prima spara la palla sui fotografi a metri e metri dai pali romanisti e poi s’intestardisce su un altro inutile dribbling. Si guadagna una buona punizione, ma, in generale, quaglia poco.

Helgason 6: Tocca il primo pallone al 16’ e sfiora il palo con un bel destro dai 18 metri. L’unico giocatore del Lecce che ha il coraggio di giocare in verticale ma anche di correre in verticale, chiamare palla in profondità, farsi vedere o scodellare invitanti assist per i compagni. Purtroppo, attorno a sé, non ha la qualità che i suoi lanci meriterebbero.

(72′ Berisha) 5,5: Occupa la zolla di Helgason provando a continuare il lavoro dell’islandese con esiti peggiorativi. Deve essere più incisivo, lui che ha le qualità, potenzialmente, per alzare il livello di gioco della squadra.

Karlsson 5: L’unica cosa decente la fa quando lancia di prima intenzione Gallo verso la porta. Sparisce per lunghi tratti dalla gara, poi quando Helgason lo invita al tiro va in tilt, indeciso su come calciare. Nella ripresa si becca con Angelino, si innervosisce, perde un altro pallone al limite dell’area, prende un giallo e Giampaolo lo toglie. Giustamente. Fumoso.

(58′ Banda) 5,5: Stenta a trovare brillantezza  sotto porta dopo mesi e mesi ai box. Il primo dribbling può anche essere buono, ma il secondo è sempre di troppo.

Krstovic 6: Per buona parte del primo tempo tocca pochissimi palloni e non riesce a tenerne uno per far salire la squadra. Nella ripresa si scioglie un po’, prova il gol da 40 metri e a momenti ci riesce e, in sostanza, partecipa a tutte le azioni più pericolose del Lecce.

All. Giampaolo 5,5: Cambia tre uomini rispetto a Genova ma, in difesa, forse toglie quello sbagliato per fare spazio a Gaspar. Oltre metà primo tempo il Lecce non lo gioca, come spesso succede. Approccio timoroso, impacciato, da gattino bagnato che scapperebbe via con un BUH degli avversari. Solo per l’imprecisione dei romanisti la costruzione dal basso non ha portato a Roma due gol regalati. Finalmente ordina lancio lungo e caccia alle seconde palle e il Lecce rischia di meno e sciupa anche un paio di palle gol abbastanza ghiotte. Nella ripresa, con l’innesto dei due esterni veloci, la squadra prende coraggio, rischia ancora di meno ma viene punita dall’ennesima leggerezza difensiva che nega ai suoi ragazzi un punto abbastanza meritato. Serve, però, giocare per intero le partite e non regalarne – come fatto anche oggi – una grossa fetta agli avversari. Non sempre Kone o Angelino sbagliano un gol a porta vuota. Ad ogni modo, sono cinque di fila. Col Venezia non si può sbagliare. E si deve segnare, in qualsiasi modo.