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LECCE – Cosa dicono i numeri comparati tra le squadre di Baroni, Liverani e Corini dopo 12 partite

I numeri comparati dicono che il Lecce di Marco Baroni sta facendo meglio di quello di Fabio Liverani 2018-19 (promosso) e di quello di Eugenio Corini (2020-21, playoff, poi eliminato). Dopo 12 giornate, la squadra del tecnico fiorentino ha racimolato 23 punti, frutto di sei vittorie, cinque pareggi e di una sola sconfitta, quella della giornata inaugurale a Cremona. Dopo lo stesso numero di partite giocate, Liverani ne aveva fatti 19 (cinque vittorie, quattro pareggi, tre sconfitte), per un totale di 19 punti; quello di Corini, 21 punti (cinque vittorie, sei pareggi, una sconfitta).

Spicca il dato dei gol subiti dopo 12 giornate: il Lecce di Baroni ne ha subiti dieci (media gol subiti: 0,83 a partita); quello di Liverani, 18 (media: 1,5 a partita); quello di Corini, 15 (1,25 a partita). È indubbio il dato che emerge, ossia quello di una maggiore attenzione alla fase difensiva da parte di mister Baroni, grande difensore anche da calciatore. E dire che ci sono elementi comuni difensivi a tutte e tre le rose, Fabio Lucioni e Biagio Meccariello, gli stessi due che, con Baroni, stanno trovando continuità di prestazioni, al netto delle critiche, anche immeritate, di cui sono stati fatto oggetto durante la loro permanenza a Lecce. Anche Majer, presente anche con Liverani e Corini, sta decisamente alzando il livello di gioco, partita dopo partita.

Se, da un lato, il Lecce attuale subisce meno gol, ne segna anche di meno. Sempre dopo 12 partite, il Lecce di Baroni ha centrato 21 volte la porta avversaria (media gol: 1,75 a partita); quello di Liverani, 22 (1,83); molto più prolifico il Lecce di Corini, 27 (2,25 a partita).

Allo stato delle cose, si può dire che mister Baroni abbia trovato un punto di equilibrio tra fase difensiva e fase offensiva e i risultati gli stanno dando ragione. Merito, senza dubbio, del gran lavoro svolto soprattutto dagli esterni d’attacco (Strefezza e Di Mariano i titolari) che, in fase di ripiego, tornano frequentemente ad aiutare i propri compagni per poi ripartire, in maniera fulminea, una volta conquistato il pallone. Un lavoro certamente dispendioso dal punto di vista atletico ma che, al momento, i due sembrano in grado di poter sopportare.

(ph. Coribello/SalentoSport)