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foto: archivio
ph: Coribello/SalentoSport

LECCE – Copione già visto: palle gol sciupate e squadra punita alla prima occasione. Le pagelle

LE PAGELLE DI LAZIO-LECCE

Falcone 6: Impegnato sì e no in un paio di occasioni. Nella prima è ben piazzato su tiro Isaksen, sporcato da Gendrey, che avrebbe potuto trasformarsi in una palla letale; sul secondo, il gol di Felipe Anderson, non può nulla. Reattivo nelle uscite basse. Coi piedi, però, c’è ancora tanto su cui lavorare.

Gendrey 6,5: Il primo gol in A e col Lecce deve averlo rinfrancato perché, sin quando resta in campo, gioca una gara attenta in difesa e dinamica sulla fascia e in sovrapposizione. Peccato il giallo preso per reazione a Zaccagni. D’Aversa lo toglie, forse, per questo, perché non sembrava avere dei problemi fisici.

(57′ Venuti) 5,5: Meno efficace di Gendrey in fase di spinta, più o meno accorto in difesa. Prende anche un giallo netto.

Pongracic 6: Gara perfetta se si eccettua qualche pallone di troppo sprecato in uscita. Lascia nulla agli avanti biancocelesti e sfiora anche la prima gioia personale staccando da corner nel primo tempo. Unica toppa, il ritardo con cui arriva su Felipe che scarica in porta il gol-partita.

Baschirotto 6: Fino al gol della Lazio era stato perfetto: attento, grintoso, efficace, pragmatico. Nell’azione del gol di Felipe si fa trarre in inganno dando centimetri preziosi a Luis Alberto che manda in buca il compagno.

Gallo 6,5: Gara da maratoneta con diverse chiusure difensive di successo e altrettante sgroppate sulla fascia con qualche cross interessante.

(85′ Dorgu) sv: Pochi minuti e un guizzo importante ma sull’ultimo pallone doveva metterci tutto se stesso per crossarlo in mezzo all’area, invece di crollare a terra appena sentito il tocco dell’avversario.

Kaba 6: Cresce alla distanza dopo un primo tempo fatto di tanti pasticci. Avesse più reattività e cattiveria nell’area avversaria, forse oggi avrebbe segnato due gol. Occasioni che pesano tanto.

(72′ Blin) 6: Sostanza in mezzo quando D’Aversa cambia modulo per l’assalto finale.

Ramadani 5,5: Tocca il primo pallone attorno al 15′, ottimamente schermato da un paio di avversari. Fatica a farsi vedere e dare il pallone per costruire l’azione. Meglio nella fase di tamponamento e filtro.

Gonzalez 6: Discreto primo tempo con qualche buono spunto che si perde, però, sempre sul più bello: l’ultimo tocco troppo lungo, o troppo corto, o impreciso, o il triangolo che non si chiude. Dà tutto quello che ha e non gli si può dir nulla.

(72′ Strefezza) 5: Fa tristezza vedere il capitano così giù di morale. Impiegato per venti minuti più recupero, non lascia mai il segno.

Oudin 6: I palloni più interessanti passano dai suoi piedi ma nessuno li sfrutta. Suo il primo tiro in porta dopo cinque minuti, sue le traiettorie da calcio fermo o le intuizioni per liberare il compagno verso la porta avversaria. Nel mezzo, però, si fa vedere poco in copertura e la sua partita dura ben meno degli 85 minuti nei quali resta in campo.

(85′ Piccoli) sv: Anche oggi col contagocce.

Krstovic 5,5: Un gol clamoroso sbagliato due passi; un altro sfiorato nel primo tempo. In mezzo, tante difese palla spalle alla porta, con scrico verso i compagni. Non segna, vero, ma il lavoro di centroboa lo sa fare bene.

Almqvist 6: La condizione è quella che è. Sciupa tanti palloni per dribbling sbagliati, qualcuno lo recupera in ripiegamento. Fornisce tre palloni invitanti: il cross dal fondo nel primo tempo, dove poi Kaba perde il tempo; il pallone per Krstovic che il centravanti spedisce a lato di testa; l’incursione personale al 93′ quando, ormai, valeva la pena chiudere gli occhi e tirare in porta. Peccato.

All. D’Aversa 5.5: Copione già visto: il Lecce crea, sciupa e viene punito alla prima occasione. La classifica si accorcia e la carenza di vittorie comincia a farsi sentire. Cambuia modulo dopo aver preso il gol ma la squadra manca sempre sul più bello. Piccoli in avanti meritava più di cinque minuti.