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in foto: Pongracic, Falcone e Baschirotto
copyright: Coribello/SalentoSport

LECCE – Con la Roma tante luci e poche ombre. Falcone chiude la sua porta ma in attacco serve cattiveria: le pagelle

LA PAGELLE DI LECCE-ROMA

Falcone 7: Attento al 5’ a mettere una pezza alla distrazione di Gendrey che si fa anticipare di testa da Bove. Sontuoso al 67’ su Aouar, liberato da un colpo di tacco di El Shaarawy, anche in questo caso, non capito da Gendrey. Seconda partita con zero reti sul groppone. La sua famiglia non sarà molto contenta ma…. stica!

Gendrey 5: Due gravi distrazioni in una partita, comunque, giocata al di sotto delle sue potenzialità. Venuti scalpita alle sue spalle: se vuole difendere il posto da titolare deve alzare il livello.

Pongracic 7: Gara dominata su Lukaku con personalità, classe e carattere. Uno dei leader di questa squadra, che, con un po’ di fiducia e di autostima, può crescere ancora di più.

Baschirotto 6,5: Accanto a Pongracic gioca una gara di buonissimo livello, sbagliando pochissimo se non i soliti lanci lunghi che non sono il suo pane.

Gallo 7: Acquisisce sempre più fiducia in se stesso, partita dopo partita. Si è scrollato di dosso la paura di sbagliare e di osare e adesso gli riesce tutto più facile. Merita il gol, da tanto tempo, ma è evidente che sia maturo. Al 28’, innescato da Piccoli, arriva ai 16 metri e spara sull’esterno della rete, con l’ex atalantino forse meglio posizionato rispetto a lui.

(82′ Venuti) 6: Buon lavoro nelle veci di Gallo, ormai in riserva evidente.

Almqvist 6: Il nuovo ruolo da esterno di centrocampo nel 4-4-2 gli toglie un po’ di occasioni per andare al tiro, specialità nella quale, comunque, deve migliorare molto. Si dà da fare in ripiego e non demerita.

(61′ Banda) 6: Al ritorno in campo dopo aver smaltito i problemi al ginocchio, ma non quelli nella scelta della cosa giusta col pallone tra i piedi. Spara altissimo all’84’ un pallone che, magari Ramadani, alla sua destra, avrebbe trasformare nel gol-vittoria.

Blin 7: Elmetto in testa e via a lottare per quasi cento minuti. Ci si chiede come sia stato possibile, per questa squadra, privarsi di un prezioso tuttofare come lui.

Ramadani 6,5: Al netto del solito (sono troppi, anche meno!) cartellino giallo, gioca una gara ai suoi livelli, che non erano sicuramente quelli visti negli ultimi tre mesi.

Dorgu 6: Krstovic ci ha provato due volte a farlo segnare, ma, per due volte, non ha saputo sfruttare l’enorme lavoro del compagno. Al 32’ chiude con un piattino sul primo palo un pallone da incrociare sul palo opposto. Al 68’ allarga il piattone di qualche centimetro di troppo, ma, in questo caso, doveva fare centro. Buono il lavoro con Gallo alle spalle: finalmente il dualismo per una maglia da terzino sinistro è finito.

(72′ Oudin) 6: Ingresso a passo felpato, come suo solito, poi entra in palla e sfodera calci da fermo pericolosi, colpendo la parte alta della traversa a tempo scaduto.

Krstovic 7: Lavoro immenso a difesa del pallone e a servizio dei compagni, che sciupano quanto di buono da lui prodotto.

Piccoli 5,5: Tra il 40’ e il 42’ sciupa due palle gol clamorose. Ha tanta voglia di gol ma deve anche capire che i compagni non vanno costantemente ignorati, specie quando sono meglio piazzati di lui. La sua presenza in campo, comunque, alza il tasso di pericolosità delle azioni giallorosse.

(61′ Sansone) 5,5: All’86’ ha il tempo di stoppare, pensare a dove meglio piazzare il pallone e spararlo, magari alle spalle del portiere della Roma. Invece alza clamorosamente la linea da posizione più che vantaggiosa, gettando alle ortiche il gol della possibile e meritata vittoria salentina.

All. Gotti 7: Almeno otto palle gol clamorose non concretizzate in una gara dominata per lunghi tratti. Certo, anche la Roma ci mette del suo, fallendo due o tre golose palle gol, ma, alla fine, il punto è l’obiettivo minimo della vigilia e il punto è arrivato, contornato, però, da tante recriminazioni. La squadra sembra aver un altro passo rispetto al recente passato e il lavoro del mister si vede tutto: nel mettere mano a uno schema, sino a poco fa, intoccabile; nel provare alternative e nello scardinare dei dogmi fino a ieri inattaccabili (Gallo e Dorgu insieme; Piccoli e Krstovic insieme; Blin e Ramadani insieme, per esempio). I suoi ragazzi giocano con coraggio ed equilibrio, rischiando il giusto. Devono, però, capire, che è la squadra che conta, non il singolo. Con più cinismo sotto porta, si starebbe parlando di una vittoria storica. Ma prendiamoci quello che arriva e guardiamo avanti, con (g)ottimismo.