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foto: Corvino e Trinchera

LECCE – Come si cambia per non morire: Corvino “detta” la svolta tattica a Di Francesco?

Nella conferenza stampa di ieri, il dt del Lecce Pantaleo Corvino, nella sua premessa, ha affermato che “bisogna cambiare per non morire”, praticamente la tesi di una notissima canzone di Fiorella Mannoia.

Forse un messaggio occulto per il suo allenatore? Vedremo a partire da Lecce-Udinese. Ci sono tutti i segnali per pensare che, dalla prossima sfida ai bianconeri, qualcosa possa effettivamente cambiare.

Il modulo, per esempio: Corvino ieri ha detto che non è stato preso un vice Veiga perché “l’allenatore ha tutta la libertà di trovare alternative come proporre Veiga e Pierotti esterni”. Che può significare, dunque, il passaggio ad un 3-5-2 con Veiga (e/o Pierotti) impiegato da esterno destro in mediana (ciò che ora in gergo si chiama “quinto”). Oppure a un 3-5-1-1 con Gandelman dietro l’unica punta, Stulic o Cheddira.

Questo, dunque, sarebbe un cambiamento, decisamente auspicato, perché Di Francesco sembra essersi arenato in un modulo ormai da tempo balbettante che non permette alla squadra di incrementare il tasso di pericolosità una volta giunti ai trenta metri avversari. Questo dipende anche dalla qualità dei calciatori e non solo dal modulo, ma tant’è.

Sta ora a Di Francesco recepire o meno il “suggerimento” di Corvino, che, sempre nella stessa conferenza stampa di ieri, ha però, per l’ennesima volta, elogiato il modulo standard che ha permesso alla Primavera di vincere lo Scudetto e al Lecce di ritornare in A e di salvarsi per tre stagioni consecutive. Ossia il 4-3-3.

Il pallone passa ora al tecnico: recepire il “consiglio” e trasformare Veiga e Pierotti nei quinti di un nuovo 3-5-2, oppure restare fedele a un dogma che sta perdendo smalto? Lecce-Udinese non sarà solo una sfida per la salvezza, ma il test della verità per capire se il “laboratorio” di Corvino ha ancora un’unica direzione o se ha finalmente aperto le porte alla sperimentazione necessaria per restare vivi.