ph: Coribello/Salentosport
LECCE – Calendario bollente e rosa extra-large: cosa aspettarsi dagli ultimi sette giorni di mercato?
Torino, Udinese e Cagliari in fila per portare a casa il massimo dei punti possibili in vista di una parte centrale del girone di ritorno abbastanza tosto con Inter, Como, Napoli e Roma praticamente una dopo l’altra e con in mezzo il confronto diretto con la Cremonese al Via del Mare.
Non c’è assolutamente tempo da perdere per il Lecce che, negli ultimi giorni del mercato di riparazione (chiusura lunedì alle 20) deve sfoltire la rosa dai tanti, troppi elementi che non fanno parte più del progetto o che hanno chiesto di fare esperienza lontano dal Salento.
DIFESA IN MOVIMENTO, ZANON È IL NOME NUOVO – Nulla cambierà nel reparto dei portieri, mentre qualcosa potrebbe cambiare nella batteria dei difensori. Il francese Christ-Owen Kouassi, solo quattro presenze stagionali concentrate nelle prime cinque di campionato, dovrebbe lasciare Lecce a breve e per il ruolo di vice Veiga, come esterno difensivo destro, c’è l’accordo con Simone Zanon (2001), duttile elemento della Carrarese di Antonio Calabro che si sta mettendo in mostra nel campionato cadetto (già tre reti e tre assist, a segno venerdì scorso contro l’Empoli). Gallo e Ndaba formano la coppia di esterni difensivi sinistri mentre cinque sono i difensori centrali a disposizione di Di Francesco: Gaspar, Tiago Gabriel, Siebert oltre a Perez e al recuperato Jean. Se quest’ultimo ha dimostrato, nella scorsa stagione, di essere discretamente affidabile, non altrettanto si può dire per il cileno che ha assaporato la Serie A solamente per mezzora in Juventus-Lecce e che sembra lontano dal poter contendere un posto da titolare ai compagni. Per il resto, smaltito un infortunio che gli ha fatto saltare sette partite nel girone d’andata, ha collezionato solamente panchine.
MEDIANA EXTRA-LARGE: 14 CANDIDATI PER SOLE TRE MAGLIE – Molto più articolato il discorso dei centrocampisti. Secondo il modulo scelto da società e area tecnica e avallato dall’allenatore, ci sono solo tre caselle disponibili nel reparto mediano. I centrocampisti a disposizione del tecnico abruzzese sono attualmente 14: i titolari Berisha, Ramadani, Coulibaly; i rincalzi Maleh e Kaba; ad essi si aggiungono i neo arrivati Ngom, Fofana (che devono ancora esordire) e Gandelman; a chiudere il quadro altri elementi che non stanno trovando minutaggio: Helgason, Pierret e Sala. Oltre a Marchwinski, out per infortuni e scelte tecniche praticamente da un anno e mezzo. Discorso a parte per Maleh, dichiarato fuori dal progetto, poi reintegrato in rosa a ottobre, autore di buone prove nel ciclo di ferro tra Como e Inter, utilizzato per soli sei minuti col Milan e per zero contro la Lazio. Tante le aspettative sui giovani 2005 Gorter e Kovac: il primo ha già esordito in Serie A e ha due spezzoni di presenza nel curriculum; il secondo fa parte del gruppo della prima squadra ma ancora non ha bagnato l’esordio nella massima serie, essendo prettamente impiegato come fuoriquota nella Primavera di Simone Schipa (quattro gol e un assist in nove partite).
ATTACCO STERILE E ESTERNI CHE NON PUNGONO – Premessa: il Lecce ha il peggior attacco della Serie A con 13 gol in 22 partite e una media gol di 0,59 ed è il penultimo attacco per prolificità nei cinque top campionati europei (Italia, Germania, Francia, Spagna, Inghilterra), avendo davanti a sé solo l’Oviedo che, nella Liga spagnola, ha segnato undici gol in 21 partite per una media gol di 0,52. Tra esterni d’attacco e punte centrali, la rosa giallorossa, oggi, conta sette elementi: Stulic è il centravanti titolare (2 gol in 21 partite); Cheddira è appena arrivato dal Napoli via Sassuolo e si candida a contendere il porto al serbo, dato che non sembra proprio intenzione del tecnico schierare entrambi titolari dal primo minuto. Si attende, inoltre, il pieno recupero di Camarda che dovrà restare ai box per un paio di mesi per poi tornare a Lecce per la volata finale. Ad oggi il centravanti scuola Milan ha segnato un solo gol in 17 partite, contro il Bologna, sbagliando un rigore pesante nella gara casalinga contro il Napoli. Nella sotto-cartella “esterni d’attacco” ci sono i vari Morente, N’Dri, Banda, Pierotti. Morente, dopo la dignitosa scorsa stagione (31 presenze e tre gol), non riesce a trovare continuità di rendimento e, quindi, d’impiego (16 gettoni, zero gol, un assist): partito da titolare, ha lentamente perso terreno (complice anche un infortunio) ed è attualmente una seconda scelta. N’Dri, pur col poco minutaggio avuto a disposizione, ha messo a segno due gol (ininfluenti) in 15 partite, non partendo mai da titolare. Banda, croce (tanta) e delizia (poca), ha giocato 17 partite, segnando due gol e fornendo due assist, saltando la gara di Milano sponda Inter per squalifica dopo la follia commessa nella partita casalinga contro il Parma, persa anche a causa di quell’espulsione. Sottil, pur dimostrando di avere cavalli in più nel motore, non riesce ad assicurare continuità di prestazioni e a fare quel salto di qualità che è nelle sue corde. Pierotti: l’anno scorso quattro gol in campionato, quest’anno zero in 21 partite, con tanta generosità nell’indietreggiare sino a fungere praticamente da esterno difensivo a tutta fascia, ma con pochissima lucidità e concretezza, una volta arrivato ai trenta metri avversari. C’è da capire quanto influiscono le prestazioni degli attaccanti sui numeri scadenti del Lecce e, altrettanto, quanto sia redditizio il 4-3-3 (o 4-2-3-1) scelto da Di Francesco.
A sette giorni dalla chiusura del mercato di riparazione, il Lecce ha tesserato Gandelman, Fofana, Ngom e Cheddira. In uscita Rafia e Guilbert. Di Francesco ha riferito che Corvino ha ufficialmente chiuso il mercato in entrata, anche se ciò potrebbe anche essere pretattica in vista della volata finale sino al 2 febbraio. Certo è che a questa squadra manca qualità in diversi settori del campo, soprattutto nella rifinitura (dove c’è tanta aspettativa su Gandelman), sulle fasce e in area di rigore, ma bisognerà rimettersi alle scelte della società e dell’area tecnica, il cui obiettivo primario resta sempre quello di ottenere il risultato sportivo tenendo al sicuro i conti del bilancio. Sperando che, in un modo o nell’altro, la storica data del 24 maggio sarà, quest’anno, una giornata di festa per tutto il popolo salentino.
